Visualizzazione post con etichetta vendola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vendola. Mostra tutti i post

sabato 4 agosto 2012

UDC: CVD


Come Volevasi Dimostrare.

Nell'ultima intervista al Corriere della Sera, Pierferdinando Casini annuncia che andrà da solo alle elezioni.
Niente alleanze col centrosinistra, nessuna grossa coalizione.
Casomai, dice, dopo le elezioni ci potrà essere "un'intesa" per qualche riforma condivisa in nome della ricostruzione in un clima di emergenza. (Tradotto: vediamo quanto peso per quanto riguarda il numero di seggi in Parlamento e poi trattiamo.)

Si è verificato ESATTAMENTE quel che dicevo nel mio precedente post.
Ossia, la Carta D'Intenti (legge anti-omofobia, unioni civili per gli omosessuali), unita alle dichiarazioni di Bersani ("Casini pensi ad organizzare il suo campo, io penso ad organizzare il mio, che è quello dei progressisti") e al dialogo privilegiato con Vendola (che nel frattempo si è candidato a sfidare Bersani alle primarie del centrosinistra) hanno reso indigeribile a Casini qualsivoglia tipo di alleanza o di coalizione.
Allo stesso tempo il paziente lavoro fatto da Bersani per staccare Casini alla destra berlusconian-leghista ha senz'altro contribuito a far sì che il genero di Caltagirone si convincesse ad andare da solo, forte del suo vestito nuovo da "responsabile" (per quanto poco credibile possa essere).

Come dicevo io: nessun patto col diavolo, nessuna ammucchiata.
Ora, sorge spontanea una domanda: come è possibile che io, che non sono nessuno, non ho incarichi politici veri e propri, non ho un blog di successo, non sono un editorialista di un giornale blasonato, non sono una star del web, sia riuscito a capire come stavano le cose...mentre invece tutte queste figure politico-giornalistiche e tutti questi opinion leader non ci sono riusciti?
Delle due l'una: o sono un genio io, o sono stati dei cialtroni loro. Una terza opzione prevederebbe che costoro fossero in malafede, ma non voglio essere così cattivo da insinuarlo...

Il resto si vedrà. Se Casini non avrà sufficienti voti (e quindi sufficienti seggi) per essere l'ago della bilancia nel prossimo governo dipenderà banalmente da quante persone decideranno di mettere una croce sul simbolo del suo partito al momento delle elezioni. Quindi, cari elettori, vedete un po' voi che volete fà.

PS: oggi (5 agosto) è uscita sull'Unità un'intervista a Bersani. Confermato: avevo ragione io. Heh.

mercoledì 1 agosto 2012

Uccidi l'Uddiccì, once more with feeling


Stavolta cercherò di essere breve e di non scrivere i soliti megapipponi, giuro.

Sono da sempre un feroce critico della prospettiva di un'alleanza del centrosinistra con l'UDC di Casini: chi mi conosce lo sa, chi non lo sapesse lo può leggere ora.

Qual è il punto? Che il solito Civati, nell'ultimo periodo, sta spacciando l'alleanza tra PD e UdC come cosa fatta, nonostante tutte le prove dicano il contrario. Climax è stato l'odierno incontro di Vendola e Bersani: i giornali hanno titolato "Vendola: ok all'alleanza con l'UdC" (ma basta leggersi i contenuti degli articoli ignorando i titoli per rendersi conto che in realtà dice ben altro), così come Civati sul suo blog.
Questo ha costretto Vendola a fare un'ulteriore conferenza stampa per ribadire ciò che era già palese, ma che i titolisti avevano stravolto, tanto per fare il titolone a effetto.
Ora, che i titolisti siano approssimativi, superficiali e mistificatori si sa: che lo sia Civati mi pare meno accettabile. Delle due l'una: o non capisce, o è in malafede. Non so neanche cosa augurarmi, tra le due opzioni.

Ricapitoliamo gli eventi:
1)Bersani si è candidato alle primarie, dicendo che saranno aperte (anche quindi ad altri candidati del PD, fors'anche a doppio turno, si vedrà). Punto ribadito all'Assemblea Nazionale dopo il casino fatto dalla Bindi.

2)Bersani ha dichiarato che farà le unioni gay come in Germania (Anna Paola Concia si è sposata lì, ad esempio), risolvendo il pasticcio causato dalla Bindi, sempre all'Assemblea Nazionale. Dopo aver parlato con Aurelio Mancuso e gli altri che alla suddetta Assemblea avevano restituito schifati la tessera, questi hanno ripreso la tessera. Evidentemente, li ha convinti, e direi che la loro opinione vale più di quella di un osservatore esterno che brandiva proprio il loro aver restituito la tessera come la prova che il PD fosse una merda.

3)Bersani ha scritto la carta d'intenti, ossia il programma minimo da condividere se si vuole entrare in coalizione. Tra i punti base ci sono la legge contro l'omofobia e le unioni civili fra omosessuali.
Ossia, temi che all'UdC notoriamente non piacciono. Nella carta d'intenti, quindi, c'è un deterrente ad ogni forma di alleanza elettorale con l'UdC.

4)Vendola ha detto né più né meno che quel che Bersani ha sempre detto: "SE l'UdC fosse d'accordo con il programma (politiche economiche anti-liberiste, difesa dell'articolo 18, unioni gay e legge anti-omofobia)" allora è il benvenuto. E grazie al cavolo: in quel "se" c'è tutto. Non è un'alleanza "senza se e senza ma": è un'alleanza "se e ma".

5)E' OVVIO che con un programma così, un partito come l'UdC non ci starebbe MAI: e infatti abbiamo avuto sia un voto in direzione nazionale dove i casiniani chiudono la porta a SeL, sia alcune dichiarazioni di Buttiglione che mette il suo veto all'inserimento del tema dei diritti civili e delle unioni omosessuali nel programma della coalizione.
Ottime notizie dunque, no? L'UdC si chiama fuori dalla coalizione, de facto.

6)Bersani ha detto molto chiaramente: "IO organizzo il mio campo: quello dei progressisti. Casini organizzi il suo, di campo". Si è detto anche (nella carta d'intenti) che con "i moderati di centro" si potrà fare casomai "un patto di legislatura".
Letto?
Non un'alleanza elettorale, non una grande coalizione.
Un patto di legislatura.
Che vuol dire?
Beh, a casa mia vuol dire che si andrà ad elezioni separatamente (PD + SEL ecc da una parte, Casini dall'altra, Berlusconi da un'altra ancora, Grillo pure, ecc). E che, dopo, in parlamento, almeno con una parte degli avversari (ovvero i terzopolisti) si potranno votare insieme alcuni provvedimenti di responsabilità per la ricostruzione (economica e non) dell'Italia e per l'Europa. Non avremo il loro voto sui diritti civili, certo: ma magari ce l'avremo su alcune questioni economiche, chissà. Io sono scettico anche su questo, personalmente, ma non mi sembra AFFATTO che sia un patto col diavolo.

A me sembra così chiaro, boh. Sbaglierò io, chissà.

PS: Ed è inutile, Ciwati, che per buttarla in caciara metti in mezzo Orfini e Fassina (che non mi risulta che sul tema abbiano cambiato idea). Anzi, magari prendessi una decisione chiara e netta come loro, mentre ancora sei indeciso se andare alla prossima manifestazione FIOM o allearti con Renzi in mera funzione anti-Bersani.
Quando scegli fai un fischio, eh. Ma anche no, grazie.

lunedì 5 marzo 2012

Chi ha perso le primarie di Palermo



Ah, l'analisi del voto! Ah, il dibattito del giorno dopo! Nel Paese dove tutti si sentono allenatori della Nazionale o segretari del PD, vuoi che non parliamo delle primarie di Palermo? Sì, vuoi. Ma parliamone lo stesso.

Nel corso dell'impietoso spoglio, man mano che diventava sempre più dolorosamente chiaro che 67 palermitani di troppo avevano ritenuto una buona idea votare per Cetto La Qualunque piuttosto che per la moglie di Borsellino, su twitter tutti si spacciavano per geniali battutisti scrivendo tutti grossomodo la stessa identica battuta su Putin che vince le primarie di Palermo, sui voti degli italiani all'estero, il seggio della Florida (nota ar Popolo de Twitter: prima di lamentarvi di Crozza che vi frega le battute, riflettete se non sia più probabile che tali battute, semplicemente, erano così banali e scontate che potevano venire in mente a chiunque, senza bisogno di doverle cercare su Twitter o Spinoza).
Tra i soliti clichè, ovviamente, c'era anche il tiro al Bersani, inutile dirlo. Uuh, ma Bersani perde sempre le primarie! Uuh, ma Bersani porta sfiga pure ai gatti neri! Uuh, ma persino Putin perderebbe se lo sostenesse Bersani! E così via. Avete ragione, cari amici del "Ma quando mai Bersani ha vinto un'elezione?". Bersani è solo stato eletto a stragrande maggioranza dalla società civile alle Primarie Nazionali. E' solo il segretario di quello che al momento è il primo partito in Italia, che veleggia verso il 30% e oltre. Mi avete convinto, deve dimettersi.

Bersani sosteneva la Borsellino. Vendola sosteneva la Borsellino. Di Pietro sosteneva la Borsellino. Ne decuco, quindi, che anche Vendola e Di Pietro debbano dimettersi per il risultato?
Si cita sempre questa storia, che Vendola vincerà perchè batte sempre Bersani alle primarie. Cosa peraltro non vera: la maggior parte dei candidati ritenuti "vendoliani" con Vendola non han mai preso neanche un caffè, e tra l'altro sempre ieri Cialente è stato riconfermato alle primarie per il sindaco de L'Aquila. Eh, già, Cialente, il sindaco uscente (fa pure rima) sostenuto dal PD. Il Vecchio, il Palazzo, l'Apparato, la candidatura piombata da Roma, il tizio attaccato alla poltrona che non vuole lasciare spazio ad altri, il candidato di Bersani. Ecco, lui ha battuto "senza fatica" (cito i giornali) il candidato di SEL (di Vendola, quindi).
Buffo poi che gli haters del PD (quelli che bramano le primarie per danneggiarlo) non si rendano conto che il PD alle varie elezioni, amministrative e non, abbiano preso percentuali di quasi dieci volte superiori a quelle di SEL. Ma già, questo avviene solo nelle elezioni vere. Quelle che contano.

Ora, poniamo che abbia perso Bersani. Ma hanno perso pure Vendola e DiPietro, se è per questo. Quindi, chi ha vinto? Andiamo con ordine.
Se tutto il centrosinistra che conta ha perso, i casi sono tre: o ha vinto "un altro centrosinistra", o ha vinto "il nuovo anti-establishment", o ha vinto "il centrodestra". Quartum non datur.

I fautori dell'"altro centrosinistra" (e quale altro centrosinistra ci può essere? I veltronian-liberali di Renzi!) dicono che a perdere le primarie non è Bersani, ma "la foto di Vasto", ossia l'alleanza PD-SEL-IDV. Certo che questa società civile non sa proprio quel che vuole, se a ogni amministrativa cambia idea su quel che vuole. Insomma, solo ieri ha cambiato idea due volte, premiando e bocciando contemporaneamente i candidati di Bersani. A Genova e Milano la societàcccivile era ancora più a sinistra di Vasto (e decisamente lontana dalle idee politiche renziane), per dire. Non è che forse ogni amministrativa va valutata singolarmente per il messaggio locale e non nazionale? Ma no, figuriamoci!

Allora, chi ha vinto? Renzi? Direi di no: Faraone è arrivato terzo. Ha ottenuto un ottimo risultato, dite? Beh, sì: non era sostenuto da nessuno. Se non dai renziani. I renziani giocavano per vincere, poche palle: hanno pure mandato il renziano avanzo di Mediaset, Giorgio Gori, a fare da spin doctor per l'occhialuto rottamatore palermitano. E' inutile che ora facciano gli umili con la storia del "bravi lo stesso", "l'importante è partecipare", "siamo i vincitori morali": Renzi e i suoi si candidano ad essere la nuova classe dirigente del partito e del Paese. Il sindaco di Firenze è spacciato da alcuni come vincitore sicuro di ogni primaria, da quella per il Segretario del PD a quella per il candidato Presidente del Consiglio. Viene visto come il Nuovo che dovrebbe spazzar via la vecchia dirigenza e gli apparati, dovrebbe rottamarli tutti...e non solo non sa fiutare il nuovo, fissandosi sulla Borsellino senza minimamente immaginare l'affermazione del giovane Ferrandelli, ma arriva persino terzo, risultando ancor meno convincente e credibile della segreteria che tanto critica: Atene piange, ma Sparta non solo non ride, ma è pure più antipatica. Performance fiacca e loffia, che neanche le accuse di "finanziamenti scorretti alla campagna della Borsellino" son riuscite a far decollare. Un ennesimo bluff dei renziani, che d'altronde han ricevuto già troppi endorsement dannosi (da Adinolfi a Sofri all'Alicata).
Aggiungiamo che i rottamatori perdono doppiamente: vince infatti il candidato che sostiene l'alleanza con Raffaele Lombardo e il suo MPA. La stessa alleanza che Mila Spicola (agguerrita sostenitrice di Faraone e detrattrice della Borsellino fino ai limiti della diffamazione) ha sempre vantato di criticare in tempi non sospetti, prima di tutti. Ad essere bocciato non è solo il candidato Rottamatore, ma anche il suo programma.

Ha perso, infine, la candidata outsider di cui neanche mi ricordo il nome. A quanto pare usare come argomentazione politica il fatto di essere donna e il bullarsi di essere outsider non son cose che appassionano particolarmente il popolo delle primarie, nè risultano valide motivazioni per essere votati. Aggiungiamo l'endorsement a sorpresa della renziana (ma stavolta non faraoniana) Cristiana Alicata (il bacio della morte, insomma) e la sconfitta è totale.

Chi ha vinto le primarie, insomma? Dicono dalla regia che il vincitore si chiama Ferrandelli, tizio che nessuno conosce ma che tutti dicono essere "vicino alla gente" (per atto di fede, evidentemente). Sostenuto da una fronda dell'IdV e da alcune associazioni. Candidato, tra l'altro, di quella pessima fascio-demagoga di Sonia Alfano, e di alcuni membri del Movimento dei Forconi.
I gggiovani, la società civile (chissà perchè, tutti i candidati ritengono di essere i più rappresentativi della società civile, qualunque cosa questo termine significhi), il nuovonuovopiùnuovodirenzi, l'Antipolitica, chiamiamoli come ci pare. Mi divertono molto i giovani "più puri dei puri" che sostengono Ferrandelli, specie quando difendono le sue scelte politiche arrampicandosi sugli specchi. Quella che si vanta di essere l'antipolitica, quelli "contro la vecchia politica e contro i partiti", alla fine hanno scelto proprio il candidato più partitocratico di tutti, il più politicista, il più abile stratega maneggione, il più esperto delle manovrine di palazzo. Non disdegna di avere sostenitori che pagano sconosciuti per votare per lui (stando alle voci), pare non disdegnare neanche i voti falsi (numero di schede segnate superiore al numero di elettori che si son presentati al seggio, schede di colore diverso) e, dulcis in fundo, è a favore del sostegno al Governo Lombardo, sommo fautore delle Grandi Alleanze.

Come dite? Ma non era D'Alema, quello fissato con le grandi alleanze? Quindi ha vinto la linea di D'Alema (con la quale peraltro sono in disaccordo), giusto? Ma D'Alema non è l'eminenza grigia dietro Bersani? Quindi in realtà ha vinto Bersani, no? Ah, aspettate, state dicendo che D'Alema non è più favorevole alle grandi alleanze col centro perchè ha corretto la rotta, ascoltando la base e la società civile? Allora queste primarie dicono che la scelta vincente era proprio la sua idea iniziale, al contrario, e non quella suggerita da "base" e "fautori della società civile": col senno di poi forse le dovrebbe seguire di meno, le sirene della società civile? Ma tutti questi sono discorsi oziosi: servivano solo per farvi capire quali fesserie uscirebbero fuori dal dare una valenza nazionale alle primarie di Palermo.

Non mi soffermo neanche su quelli che dicono "non solo perde la foto di Vasto, ma con Ferrandelli vince il governo Monti", perchè non possiedo lauree in psichiatria e non posso far nulla coi casi disperati.

A quanto pare ha vinto Raffaele Lombardo. Di nuovo.
Chi ha perso davvero, insomma? Beh, per cominciare hanno perso -per l'ennesima volta- i fini politologi, i sondaggisti e gli editorialisti. Quelli che hanno sbagliato ogni previsione e analisi pre-voto e che ora, con somma arroganza e faccia tosta, sono pronti a spiegarci (e a spiegare al PD) perchè Bersani ha sbagliato. Il tutto, ripeto, quando non avevano minimamente previsto Ferrandelli e l'avevano totalmente sottovalutato quando non ignorato.

I prossimi giorni ci diranno chi o cosa è davvero Ferrandelli (che, pure, s'è rivelato più signore di molti capiscioni del PD, da Tonini a Gentiloni a Parisi a Letta). Oggi prevale la delusione e lo sconforto. Se fosse vera la metà delle cose che si dicono a riguardo, in qualche modo ha vinto comunque il centro-centrodestra. Sì, il centrodestra vince le primarie del centrosinistra. A perdere, quindi, sono anche i palermitani, perlomeno quelli del centrosinistra. E la colpa è anche di uno strumento che ha permesso che il LORO candidato fosse scelto anche e soprattutto coi voti degli ALTRI. Quando elettori del centrodestra e dell'MPA votano i candidati del centrosinistra, capisci che la sfida è un po' troppo aperta e le regole decisamente poco strette.

Avete capito, insomma, chi è lo sconfitto più importante di queste primarie?
Sì, le primarie stesse. E con loro, i sostenitori delle "primarie sempre e comunque".
Questa volta la corda s'è spezzata e lo strumento delle schizofreniche primarie del centrosinistra aperte a tutti ha mostrato la corda. Motivo in più per ribadire che il PD merita "miti fondativi" migliori delle primarie, e che, se proprio primarie devono esserci, il candidato del PD sia unico. Non tanto perchè rischia di vincere il candidato extra-PD (dato che il PD spesso vince), ma perchè con più PD in lotta fra loro, sembriamo dei tafazzisti bipolari.

domenica 17 luglio 2011

"Una notizia è una notizia" (o "Nessuno me le ha chieste") (o "CTRL+F, trovi 'Provinc', CTRL+X")



Comincia tutto così: un paio di giorni fa Libero pubblica una notizia da far tremare i polsi: di notte, col favore delle tenebre, la Casta politica di destra e di sinistra avrebbe votato per mantenere i propri privilegi (leggi "non abbassarsi lo stipendio"). Compreso il PD, che in maniera molto paracula "dice no alla manovra ma sì allo stipendio".

Il Fatto Quotidiano, ovviamente, si butta a pesce sulla notizia, riproponendola para para, se non per l'aggiunta di una menzione d'onore per l'eroico Pancho Pardi di IdV che avrebbe votato contro.
Fischi, strepiti, stracciamenti di vesti, piddimenoelle, sonoinostridipendenti, inciucioni mannari, bla bla bla.

Tutto finito? No.
Perchè si da il caso che i due articoli dicano il falso. E per sbugiardarli non ci vuole neanche molto.
Bastano un blogger (sempre l'ottimo Nonunacosaseria, guarda caso), 5 minuti di tempo, e un briciolo di pazienza.

E cosa scopriamo? Che il voto è avvenuto di mattina, non di notte. Che Pancho Pardi dell'IdV ha votato anche lui a favore, non contro. E che infine a salvare i privilegi son stati solo quelli del centrodestra: il centrosinistra è innocente.

Due senatori piddini, Adamo e Sanna, replicano a Libero e Il Fatto evidenziando le inesattezze e le falsità.
Nella replica del Fatto ai due piddini, gli anonimi giornalisti non solo NON si scusano della cavolata fatta (se non della vera e propria malafede, vedi le notizie inventate su Pardi ecc), ma si arrampicano ulteriormente sugli specchi.

"Non abbiamo commesso nessuna scorrettezza riportando una notizia scovata da Libero. Perché una notizia è una notizia, chiunque la scriva."

Ed io, povero ingenuo, che pensavo che il lavoro minimo di un giornalista (quando non si lussa l'indice a cliccare ripetutamente "refresh" sul sito dell'Ansa) fosse quello di VERIFICARE le fonti, prima di riportare le notizie.

Specie se vengono da un giornale come Libero che, anche prima dei finti attentati a Belpietro, non era esattamente il manifesto dell'attendibilità.

Ma il Fatto ha ragione: UNA NOTIZIA RESTA SEMPRE UNA NOTIZIA.
E allora, miei cari, eccovi le VERE notizie che sono trapelate da tutta questa storia:

1)Il Fatto Quotidiano, giornale che si picca di essere obiettivo e di raccontare i fatti, è composto da giornalisti che non si brigano neanche di andare a verificare le fonti. Manco le bbbasi der mestiere, direbbe Mario Brega.

2)Oltre a non verificare (che, come ho detto, è roba da ABC del giornalismo), si inventano anche notizie false (tipo Pancho Pardi che vota contro). Se fosse Libero non sarebbe una notizia: sappiamo tutti che loro la verità manco sanno dove stia di casa. Ma siccome a inventarsi le cose è l'insospettabile Il Fatto...beh, è una notizia bomba.

3)A buggerare questi giornalisti c'è voluto semplicemente un tizio qualunque (probabilmente disoccupato, sicuramente non un giornalista professionista strapagato), a cui sono bastati CINQUE FOTTUTISSIMI MINUTI CINQUE (5!) per leggersi le carte, controllare e verificare la veridicità della cosa.

Ecco. QUESTA, di sicuro, è una notizia.

----------------------------------------------------------------------


Passiamo un secondo a Nichi Vendola: anche prima di quest'ultima polemica su "amici e compagni", il governatore della Puglia ha inanellato una serie di brutte figure che, lo confesso, mi hanno deluso.
Poi, per carità, stando nel PD sono abituato alle delusioni, ma il caro Nichi si sta rivelando sempre di più un parolaio inadatto a governare un paese.

Pensiamo al Referendum sull'Acqua: Vendola ha fatto campagna convintissima per due Sì, ma nonostante la vittoria del secondo sì, in Puglia le tariffe sull'acqua non scenderanno. Perchè? Perchè "bisogna fare i conti con la realtà, senza demagogia": quella stessa demagogia che lui ha cavalcato nella campagna referendaria, promettendo cose che non poteva mantenere, senza avvertire nessuno del fatto che se ne sarebbe fregato del risultato del secondo quesito.
Più onesto intellettualmente, a questo punto, Renzi (e, se ho capito bene, anche Cundari su Left Wing), che almeno lo aveva detto che intendeva votare per un sì e un no.

A Vendola è stato chiesto perchè quelle cose non le ha dette prima del voto. La sua risposta?
"Nessuno me le ha chieste."

Lascio a voi tutte le conclusioni.

------------------------------------------------



PS: e le Province? Che ne pensate del voto sulle province?
Facciamo così: io non parlo. Vi posto però un po' di articoli a riguardo: meritano tempo, attenzione e riflessione. Non tutti dicono la stessa cosa, anzi, ci sono almeno due posizioni diverse. Ma son certo che vi arricchiranno, chi più chi meno.

http://www.francescocosta.net/2011/07/06/una-in-piu-che-sara-mai/

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/il-pd-lidv-e-labolizione-delle-province.html

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/labolizione-delle-province-e-le.html

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/labolizione-delle-province-e-le_12.html

http://blog.mfisk.org/2011/07/della-suprema-importanza-delle-minuzie.html

http://leonardo.blogspot.com/2011/07/i-venti-vicere.html

sabato 29 gennaio 2011

E guerra sia! (a.k.a. meno male che Silvio c'è e che Sergio ci fa)



Come sto?
Meglio, meglio, sì.
Meglio di quanto non stessi quando scrissi questo post, di sicuro.
Per cominciare, devo ringraziare due signori: Sergio Marchionne e Silvio Berlusconi. Devo ringraziarli perchè sono riusciti a farmi mettere ogni cosa nella giusta prospettiva. Il Presidente ci riesce da sempre, a onor del vero: l'Uomo col Maglione è una new entry, invece, ma è già partito col piede giusto.

Ho ancora tutti i dubbi che avevo il 17 Dicembre, sia chiaro. Anzi, ne ho anche qualcuno di più. Ma ogni volta mister Vecchio Pezzo Di Merda (©) mi rende quasi digeribili i peggiori compromessi e i patti coi peggiori diavoli. Quasi. L'alternativa è sempre peggiore, e vista la totale impermeabilità delle coscienze italiane, verrebbe quasi da appoggiare ogni squallida manovra di palazzo. Quasi.

Ma passiamo ad altro.
Veltroni torna a far parlare di sè in un nuovo Lingotto, l'ultimo della trilogia. Bersani, molto intelligentemente, si presenta, gli fa "pat pat" sulla capoccetta, gli dice "dai su, bravo lo stesso" e l'amore trionfa. Se avesse fatto la stessa cosa con Renzi e Civati ("sì, sì, bravo, Renzi, bravo, sono d'accordo...ciao!") ci sarebbero state meno chiacchiere inutili e meno fuffa tafazzista sui giornali, ma tant'è. Ma la notiziona è che Stefano Fassina smonta punto per punto le proposte veltroniane del terzo Lingotto. Argomentando pure in maniera encomiabile. Come dice Federico di EggsOfWar, "La notizia è che Veltroni ha fatto il suo movimento ed il suo evento per dire sostanzialmente le stesse cose che ha già detto il Partito Democratico, con qualche differenza residua (e dicendo cose un po’ campate in aria)."
Le controproposte economiche di Stefano FassinA pare siano molto apprezzate, anche da insospettabili sostenitori "rottamatori" o "vendoliani". Dirò di più: molti si lamentano che il documento di Fassina (ritenuto "agile e concreto") sia privato e "riservato" e non sia pubblicizzato nè discusso in pubblico.

Suggerisco chiunque sia interessato al bene del partito di stamparsi bene in testa questi commenti:

<<Drammatico come un partito che da questo documento sembra avere molte idee, spesso articolate e sensate, appaia all’elettorato come privo di idee e di proposte.>>

<<Veramente molto interessante il documento scritto da Fassina, se le posizioni economiche del Pd fossero realmente queste e venissero evidenziate pubblicamente Vendola perderebbe gran parte del suo appeal. Poi tutto il pezzo finale, con la stoccata "pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona. La politica non può, quindi, rimanere ancillare all’economia. " E' grandioso. Se solo si riuscisse a farlo venir fuori...
Andre (ex elettore del Pd, passato a SEL)
>>

Meditate, gente, meditate...e cercate di fare in modo che Stefano Fassina abbia sempre più spazio nel partito. Ok, è praticamente il pupillo di Bersani, quindi direi che è tenuto eccome in considerazione. Però pubblicizzarlo un po' di più non sarebbe male. Leggetevi pure questo suo articolo, và, fatemelo come favore personale. Ci avete cliccato sopra? Bene, è un file pdf. Lo so, potevo dirvelo prima. Sono uno stronzetto: divertitevi ad aspettare le ore mentre il vostro pc lo carica. Però è un bell'articolo, ribadisco.
(E poi, a proposito di Fiat, Mirafiori ecc, dopo il referendum e lo straordinario numero dei "no", vogliamo chiedere a Bonanni e a tutta la CISL e UIL se hanno ancora la faccia tosta di ritenersi rappresentativi dei lavoratori, viste le proporzioni nonostante il loro endorsement a Marchionne? Chi rappresentano?)

Ora veniamo all'annosa questione delle primarie: che opinione ho a riguardo?
Vi lascio qui i pareri di alcuni blogger che ne parlano prima in generale e poi citando in particolare la querelle napoletana, come va valutata e anche cosa comporta.
Mettete questi 6 pareri insieme, con tutte le loro diversità e contraddizioni, mescolate ben bene e ottenete grosso modo il mio pensiero attuale.


E ora torniamo alla guerra fra poveri, il mio pettegolezzo preferito. Il fondatore di TheWeek ("il settimanale degli italiani nati dopo il 1 Gennaio 1970") Mario Adinolfi, giocatore fallito incallito di poker che ha cambiato più fazioni di quante mutande abbia cambiato io in un anno, ha dato del "frocetto" e "servetto gay" ad Alfonso Signorini. Cristiana Alicata ha chiesto la sua espulsione dal Partito Democratico. Per non essere da meno, Adinolfi tira fuori tutto il rancore represso e il suo antico rosicare, cercando di buttare nel mezzo lodiato (da lui) Diego "Zoro" Bianchi (breve cronistoria: ad Adinolfi sta sulle palle Zoro, Zoro lo smonta o lo ignora, fine), reo di aver usato la parola "frocio" in uno dei suoi ultimi video di Tolleranza Zoro: "una geniale amica di partito ha chiesto la mia espulsione dal Pd perché ho detto "frocetto" a Signorini in una riga di uno stato di Facebook, andrò al Processo Democratico chiamando in correità Zoro che per Signorini usa direttamente la parola frocio nel programma cult di Raitre, ma lui è tanto divertente".
Nell'attesa che i due (Alicata e Adinolfi intendo, mica il povero Zoro, che adoro) si annientino a vicenda espellendosi l'un l'altro dalla Via Lattea, vi saluto.

lunedì 29 novembre 2010

Ricapitoliamm'



1)Wikileaks ci "rivela" che Berlusconi è il lecchino di Putin e Gheddafi e che gli piacciono i festini. Attendo con ansia la scoperta dell'acqua calda.

2)Paolo Flores D'Arcais è sorprendentemente d'accordo con D'Alema, auspicando un'Invencible Armada di FLI/UDC/PD/SEL/ecc contro Berlusconi, alle prossime elezioni. E spiegando perchè la cosa potrebbe avere senso.

3)LaTorre (sì, LaTorre, il dalemiano più dalemiano di D'Alema, quello che dava i pizzini a Bocchino per aiutarlo a difendere il PdL contro l'IdV...sì, viviamo in tempi strani e interessanti) auspica la fusione di SeL nel PD, con Vendola "socio fondatore" del nuovo PD (magari!).

Ecco, il mondo gira alla rovescia, oggi.

martedì 16 novembre 2010

Alzo timidamente il ditino


Scusate, dove sta il problema?
Sono state fatte delle primarie a Milano, qualcuno ha vinto e qualcuno ha perso.

Il candidato di Vendola ha battuto il candidato del PD. Embè? Mi sembra pacifico.
Ribadisco: le primarie servono anche a questo. Le primarie sono un modo per chiedere "suggerimenti" ai cittadini, a renderli partecipi delle decisioni del partito e per permettere loro di "correggerle" in corsa.
E sono stati quelli del PD ha usare per primi le primarie (scusate per l'allitterazioni/figura etimologica/comecavolosichiama). Non mi pare che Vendola o Di Pietro siano stati eletti mediante primarie aperte a tutti, all'interno del loro partito (nel caso di Vendola è più che normale: non ci sono correnti eretiche, S&L è di per sè una corrente unitaria).
Quindi le primarie, quale ne sia l'esito, sono un'invenzione del PD, una sua conquista.

Già il fatto stesso di fare le primarie implica che si metta in conto la possibilità di perdere.
Altrimenti stiamo parlando di primarie farsa, un po' come quella che elesse Walt segretario del PD.
E una volta finite le primarie, il candidato vincente viene legittimato a guidare la coalizione. E solo così può essere sostenuto convintamente da tutti gli altri ex-candidati.
Capisco che prendere a schiaffi il PD sempre e comunque sia uno sport apprezzato e poco faticoso, ma suvvia: se non si fanno le primarie, il PD ha paura. Se si fanno le primarie, DEVONO essere per forza vinte dal PD (e quindi sono primarie farsa). Si decidessero.

L'UNICA cosa che mi preoccupa (e che deve preoccupare TUTTI, vendoliani compresi) è la scarsissima affluenza. Raccolgo una testimonianza di un amico(il forumista Tom Strong): "Quattro anni fa il seggio delle primarie del centro sinistra era una sede dei DS, e c'era la fila per entrare. Quest'anno la sede era una galleria d'arte, e non c'era nessuna fila. Pisapia ha vinto con poco più di 25.000 voti.  In una città di 1.300.000 abitanti. Le primarie se le sono filate solo quelli di sinistra che minimamente si interessano di politica. Che sono un'elite esigua. Questo dopo che per settimane sui giornali e nelle affissioni ha furoreggiato la campagna elettorale."
Questo è un dato che deve far riflettere, più delle pugnette su Vendola che lancia un'OPA sul PD.



Nel frattempo, distratti dal tiro al PD, non vorrei che vi perdeste queste perle: nell'IdV volano stracci.
Luigi De Magistris è stato rinviato a giudizio. Marco Travaglio, coerentemente con la sua visione eticopoliticomorale, gli intima di dimettersi. De Magistris gli risponde con la supercazzola: “Devo avere paura? Mi devo fermare se trovo un giudice che mi dà torto? Devo arrestare la mia lotta politica se incrocio un giudice pavido o corrotto? Che faccio, se incontro l’ingiustizia del sistema mi debbo sospendere e attendere gli eventi? No, caro Marco, ho già pagato troppo. Ne ho parlato con Di Pietro e abbiamo convenuto che applicare in modo formalista e burocratico il codice etico che si riferisce ad altri contesti e vicende significa proprio fare da sponda a quel sistema che si vuole abbattere”.
Sempre per tornare alla massima secondo la quale la legge (o in ogni caso la propria intransigenza) si applica per i nemici e si interpreta per gli amici (e per se stessi): in alcuni casi, secondo Di Pietro e De Magistris, il codice etico è "formalista e burocratico" e quindi non va applicato. Ovviamente sono Luigino e Tonino a decidere quali sarebbero queste fantomatiche circostanze. Si sa, le regole son relative e valgono sempre per gli altri.




Sonia Alfano insorge e si lagna del "fuoco amico" contro lei e De Magistris: i due sarebbero "scomodi" e "qualcuno" (nello specifico Antonio Borghesi, di cui la Alfano cita con nonchalance il curriculum, strizzando l'occhiolino al lettore quando scrive "deputato IdV ex leghista" -in grassetto, non fosse mai che qualcuno si distrae). "La prossima sarò io?", si chiede la Sonia.
Bene. Se le dava tanto fastidio un ex leghista nell'IdV, perchè l'han fatto entrare nel partito? E soprattutto, diventa un "ex leghista" solo ora che la attacca? Prima, quando stava zitto e buono, andava bene?
E a che serve avere un codice etico se poi puoi aggirarlo con le eccezioni?

Inoltre la Alfano fa i dovuti distinguo tra Americo Porfidia (dimessosi, come dice Borghesi, quando venne iscritto nel registro degli indagati) e De Magistris ("Porfidia è iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento della camorra! E' indegno citarlo come esempio!" o qualcosa del genere). Ma un conto è essere solo iscritti nel registro degli indagati, un altro è essere proprio rinviati a giudizio.



Pensiamo anche al governo:
La battuta del giorno (ok, di ieri) è di Maurizio Lupi, ciellino del PdL: "Con quale criterio Fini prenderà delle decisioni alla Camera dei deputati? Come presidente della Camera o come leader politico? Chi deciderà nelle prossime settimane se affrontare le discussioni sulla mozione di sfiducia o di fiducia al governo? Chi decide ha l'oggettività dell'interesse dei cittadini? L'intera Camera è parziale o imparziale?"  Ma LOL!




E ora, lo spettacolo.
Ben fatta la puntata di ieri di Vieni via con me: azzeccata l'idea dell'elenco dei valori di sinistra e di destra, incarnati rispettivamente da Bersani e da Fini. Un elenco di cosa dovrebbe essere, idealmente, riconoscersi in uno degli schieramenti. Al di là di luoghi comuni e di tatticismi politici.
Bersani ha detto "qualcosa di sinistra", ed è già una gran cosa, ora come ora. Il modo in cui l'ha detto, certo, lascia ancora a desiderare: deve lavorare sull'intonazione, sulle pause...è poco mediatico, come personaggio, il che può essere un bene o un male, a seconda dei punti di vista. Lo sguardo fisso sul foglio non va. Dovrebbe prendere qualche lezioncina per essere più accattivante, solo un tantinello.
Ma per il contenuto, applausi. Qualche stralcio:

-La sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti.
-Ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l’istruzione, la sicurezza.
-Il lavoro non è tutto ma questo può dirlo chi il lavoro ce l’ha.
-Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento perchè un uomo resta uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco.
-La laicità è un modo per difendere la fede di ciascuno e garantire le convinzioni di ciascuno.


Stampa estera: Newsweek finalmente parla del mio grande nemico. Striscia La Notizia.
"Due uomini di mezz'età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d'aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d'aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l'altro conduttore - si legge sul settimanale - le dice 'dai, girati, fammi dare un'occhiata', e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un'espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio"

Vorrei argomentare, ma in sostanza a me Striscia la Notizia sta sul cazzo. Ecco.
E non per fare lo snob: da piccolino io Drive In e la Striscia con il cartone di Occhetto/Conte Dacula me li guardavo pure, tiè.






PS: tò, mi trovo d'accordo con Cyvati. Direi sarcasticamente "oggi piove", ma in effetti sta piovendo da giorni, qui a Roma. Una sola precisazione: la linea c'è. E la linea (cito Marco2 dei commenti) è cambiare la legge elettorale, per evitare che il paese "torni nelle mani della P2".

lunedì 8 novembre 2010

De Berlusconorum moralitate (e altre cosette piddine)


Considerazioni sparse su Berlusconi:

1)Ho sempre odiato una forma di moralismo e perbenismo ipocrita strisciante che caratterizza parte degli Italiani, in particolar modo la doppia morale. Se per andar contro Papi Caimano devo diventare un moralista, allora ho già perso.

2)Se un vecchio dalla prostata malandata, con lifting, bypass e capelli finti da Big Jim vuole affrontare l'orrore della morte trombandosi 'sto mondo e quell'altro (possibilmente MAGGIORENNE e CONSENZIENTE) a casa sua, sono problemi suoi. Punto. Stop. Basta.

3)D'altro canto, se quel che ho detto prima lo fa a Palazzo Grazioli, usando voli di stato per farsi trasportare le zoccole a domicilio, allora diventa un affare pubblico.

4)Si dice "Berlusconi così diventa ricattabile". E' verissimo. Ma mi sto chiedendo, ormai, in questo Paese ormai avvezzo a tutto, QUALE figa fuga di notizie potrebbe mai danneggiare il presidente del consiglio?
"Ah, ti ricatto! Se non fai come dico io, rivelerò all'Italia che vai a zoccole!"
Embè? Si risponderà che non è un crimine apprezzare le belle donne: mica è ricchione come M'Arrazzo e Sircanau. Bestemmia? La bestemmia va contestualizzata (ringrazio Monsignor Fisichella per la perla, ultimamente aggiungo sempre "contestualizzatemi" dopo che bestemmio in faccia ai miei amici cattolici).
Penso che l'UNICO scandalo che il popolo italiano non perdonerebbe MAI a Silvio sarebbe un'eventuale relazione con un trans. Ecco, quello no. "SILVIO MAFIOSO" non scandalizza l'italiano medio (anzi, semmai lo rassicura), ma un bel "SILVIO FROCIO" lo inquieterebbe assai.
Voglio dire, avete presente il famigerato scandalo P3? Cosentino, ex-candidato alla presidenza della Regione Campania, indagato per Camorra, voleva screditare il suo collega-rivale Caldoro con un finto scandalo trans. Il tutto per far dimettere Caldoro, sepolto dallo scandalo, e per far assurgere al potere Cosentino. CAPITE? Perchè un presidente di regione in odor di Camorra va bene, ma un presidente di regione in odor di viados e travelloni proprio no.
Suggerirò a Padellaro e Ezio Mauro di bombardare gli italiani di prime pagine stile "A quel ricchione di Silvio piace il cazzo". Magari funziona.

5)Passiamo alla famigerata frase "Meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay".

A questa frase si può rispondere in vari modi: alcuni sono giusti, altri sembrano giusti ma sono sbagliati.
Vediamo quali e perchè:

-Risposta giusta: "Essere appassionato di belle ragazze non vuol dire andare a zoccole. Anzi, se ci vai vuol dire che non sei loro appassionato, ma che anzi le consideri come oggetti da comprare a tuo piacimento"

-Risposta giusta (cito parzialmente Della Vedova, con cui per una volta concordo): "Silvio, non puoi criticare i moralisti facendo il moralista a tua volta. Fare questo paragone coi gay ti ha reso a tua volta un moralista. Epic Fail."

-Risposta giusta: "A parte che non è giusto o sbagliato nè essere gay nè etero (si parla tanto di generare figli e di perpetuare la specie, ma se è per questo anche gli etero possono avere il sacrosanto diritto di non figliare...e il paragone può essere ampliato anche ai preti, che sarebbero parimenti 'contro natura' perchè non fanno figli). A parte questo. Tu sei il presidente del consiglio dei ministri, rappresenti una carica dello Stato, della Repubblica. E in quanto tale, rappresentando il paese, non puoi permetterti di scegliere e di fare giudizi di merito e preferenze."

-Risposta sbagliata: "Meglio gay che Berlusconi". PUTTANATA COLOSSALE. Anche perchè il messaggio che passa sembra "persino gli schifosi invertiti sodomiti sono meglio di uno come Berlusconi" o anche "sì, i gay sono feccia, ma tu sei peggio". Non si tratta di meglio o peggio. I gay ESISTONO, sono una realtà. Non si tratta manco di preferire o accettare qualcuno. Non devi accettare un gruppo di persone che timidamente si affacciano. Ci sono già. Prima lo capite, meglio è.

-Risposta (parzialmente) sbagliata: quella di Vendola. Ok, è in parte giusta e in parte sbagliata. Quel che dice è giusto, sacrosanto e fa riflettere. Ma basta, basta buttarla sul patetismo e sul vittimismo. Il discorso di Vendola suona un po' come "eh sì, che ci vuoi fare, ci sono i culattoni, sono più sfortunati e tu li tratti così".
Sembra un po' come "quel che dici è vero, è meglio essere appassionatidibelledonne che gay, ma se lo dici a voce alta poi li fai piangere". Il discorso di B. non è una puttanata perchè "offende" i gay, ma proprio perchè è una puttanata. E poi, basta parlare di gay come di una comunità. Come se fossero in un ghetto, in una riserva indiana. Come se fossero un gruppo di persone immediatamente accomunabili l'un l'altra.
Ci sono gay di destra, gay di sinistra, gay nazifascisti, gay berlusconiani, gay qualunquisti, gay che odiano i gay, gay razzisti, gay stronzi e così via.
Aggiungerei anche le categorie "gay che NON hanno un gusto impeccabile nel vestire, che NON sanno essere buoni confidenti delle donne e che NON apprezzano Madonna, Lady Gaga e Barbra Streisand".
Non esiste una "comunità gay" da accettare nella nostra comunità allargata. Non sono una razza, un gruppo, un mucchio di persone da radunare in una moschea o a cui concedere spazi. Non sono schedabili, non hanno la tessera del club di Topolino. Non esistono in quanto gay, esistono in quanto persone. Essere gay non è che una piccolissima parte del loro essere, non è quello che li definisce in toto. Così come a me non definisce in toto la mia passione per i calzini femminili. Non cadiamo anche noi nei luoghi comuni. Non diventiamo razzisti tentando di difenderli (e credendoli inferiori e incapaci di difendersi). Non trattiamoli come piccole creature fragili e deboli. Il rispetto si basa anche su questo.

-Ah, e un'altra risposta (parzialmente) sbagliata è quella agli insulti di Silvio a Rosy Bindi.
Se lui critica la Bindi in quanto donna brutta, secondo me non puoi rispondere "Rosy, sei la più bella del mondo". Perchè sennò entri nell'ottica berlusconiana: "Silvio dice che tu sei brutta, ma non è vero, sei bella!".
La questione è un'altra: Silvio non ha alcun diritto di criticarti perchè sei brutta. Quel discorso potrebbe dare l'impressione che stai dicendo "eh, se fosse stata brutta avresti avuto ragione a criticarla, Silvio, ma brutta non è!".
Quindi il messaggio da far passare sarebbe "Rosy fregatene", oppure "Embè?" o al peggio "Ma parla lui? Ma si è visto?".

6)Passiamo alla (temporanea?) opposizione:


Ho dato un'occhiata allo sfogatoio collettivo che è stata la Firenze dei Renzi e dei Civati.
Lo spirito dell'iniziativa, lo dico subito, non è così malaccio: comunicazione rapida, incisiva, gggiovane, male non fa. I 5 minuti a testa sono una buona idea: così magari gli oratori imparano a essere più stringati e a mantenere alta l'attenzione. Carina anche l'idea del "gong gigante" che segna la fine dei 5 minuti.
Carina anche l'idea degli spezzoni dei film, anche se è una cosa troppo -TROPPO- weltronyana.
Certo, in 5 minuti a testa non è che ci fosse così tanto tempo per fare proposte, per cui raramente si è andato oltre il clima da "confessionale del Grande Fratello".

Capisco anche Bersani se non c'è andato, ma secondo me non è stata la strategia giusta: se fosse andato lì, seduto accanto a loro, tutto tranquillo, li avrebbe DISINNESCATI come minaccia. Invece così rischia di compattarli e di renderli pericolosi. Il modo in cui Renzi, da buon democristiano qual è, ha risposto porgendo l'altra guancia ai fischi di Roma, è stata un'altra genialata del vulcanico catto-toscano. Occhio, gente.

Parliamo dei giovinetti toscanacci. La loro proposta di rinnovo generazionale sarebbe anche condivisibile, ma oltre a non fidarmi delle persone che la portano avanti (Renzi su tutti: Ciwati non è molto bravo a scegliersi i cavalli vincenti...vedrà, vedrà poi che gli combina...) mi perplime anche il modo: serrare i ranghi, contarsi, estremizzare lo scontro, è una cosa che porta i cosiddetti "vecchi" a chiudersi a riccio e, quindi, ad asfaltarti.

Io continuerò a portare avanti la mia battaglia generazionale, ma in un altro modo, che spero sia più efficace.
Ad esempio l'11 Novembre (non dicembre, non parlo della manifestazione bersaniana), a Roma, sarò qui (pubblicità occulta), per cui se volete passare per lanciarmi le caccole addosso o strapparmi i peli del petto mi fa piacere. Più o meno.


Un'altra cosa mi perplime: ma 'sto Statuto del PD, ce serve o nun ce serve?
Lo cambiamo o non lo cambiamo?
No, perchè ogni tanto, da più parti, si tira in ballo il rispetto per lo statuto solo quando fa più comodo.
Sapete come si dice, no? "Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano".
Per cui, si pretende il rispetto dello statuto quando si parla di primarie per il segretario della regione lazio?
Si pretende il rispetto dello statuto quando si parla del limite di 3 mandati?
Allora come mai si vuole far carta straccia dello Statuto quando esso dice chiaro e tondo che Bersani, in quanto segretario eletto dalle primarie, è di default il candidato premier del PD?

Per carità, neanche io sono entusiastissimo all'idea (non perchè non mi piaccia Bersani, sia chiaro). Ricordiamoci che lo Statuto è stato cucito addosso a Veltroni, il quale era un gran sostenitore della teoria "segretario PD = candidato premier PD". E che Bersani stesso non mi sembrava felicissimo all'idea.
A me, quindi, non piace questa clausola. Ma di nuovo, o lo Statuto vale sempre o non vale mai.
Perchè se lo Statuto va rispettato sempre e comunque, allora Chiamparino, Renzi o chi per loro non possono candidarsi. Sic et simpliciter. Per cui si decidessero, invece di far due pesi e due misure.

mercoledì 27 ottobre 2010

Non si picchia uno con gli occhiali (+ Rottamation Day, minorenni, buttiglioni e altre notizie)

Ragazzi, mi trovo davvero in difficoltà. Poniamo il caso che io brami una sfolgorante carriera politica, per il mio futuro. Ecco, in quel caso dovrei davvero imparare l'arte della diplomazia.
Mi vedo già davanti allo specchio, mentre cerco di fare la faccia seria, scandendo con voce grave: "Condanniamo fermamente la vile aggressione a Daniele Capezzone, al quale va la nostra solidarietà, ma se senza se e senza ma.
Cazzopene Capezzone, pur essendo un viscido servo voltagabbana che passa con nonchalance dalla Rosa nel Pugno al PdL rappresentante dello schieramento a noi avverso, va rispettato. Rifiutiamo altresì la patente di "mandanti morali" che tutti voi sciacalli pezzi di m qualche sparuta voce nella maggioranza vorrebbe affibbiarci, perchè noi a sinistra porgiamo l'altra guancia, vi invitiamo alle feste, vi facciamo i salamelecchi, gli auguri di pronta guarigione, le condanne agli aggressori, le difese d'ufficio e ci facciamo pure insultare e accusare da voi, perchè sostanzialmente siamo dei fessi. Noi condanniamo ogni forma di violenza e comunque semmai è Capezzone il mandante morale del suo stesso pestaggio."
Seriamente, a chi sta simpatico Capezzone? Voglio dire, stava sulle scatole anche ai suoi ex colleghi Radicali, quanto può essere apprezzato dai colleghi pidiellini? Per quanto ne sappiamo è stato Bonaiuti, perchè gli stava sul cazzo per gelosia, toh.
Ora in compenso potranno parlare di network dell'odio, di mandanti morali, di abbassare i toni. E le agenzie stampa mi ammorberanno per tutto il giorno con falsi messaggi di solidarietà. Che poi Capezzone frignava già prima che gli dessero l'ennesima occasione per fare la vittima. Ah, e comunque non ha alcun occhio nero, me l'ha detto un giornalista testimone oculare.

-Berlusconi: "Con questi pm serve Lodo". Ma solo due giorni prima affermava di non aver mai chiesto il Lodo (che in realtà è una Legge e NON un Lodo, repetita iuvant). Sigh.

-Nuovo scandalo-minorenni per Berlusconi: stavolta si tratta di una marocchina dell'entourage di Lele Mora. La ragazza, si dice, "racconta fatti, incontri, contesto, particolari, fa i nomi di protagonisti e comprimari". Ad ogni modo, andiamoci cauti, sia perchè pare ci siano anche smagliature e vistose contraddizioni nel suo racconto, sia perchè la ragazzina ha offerto ai giornali questa storia dopo essere stata fermata perché priva del permesso di soggiorno.

-Feltri su Fini: "Non tutto può essere archiviato. Gli italiani hanno il diritto di sapere". Sono d'accordo. Parliamo di Antigua, di stallieri mafiosi in ville fregate a orfane mediante avvocato connivente, di corruzione di giudici, di società off-shore, di logge massoniche, di stragi di mafia e trattative tra mafia e Stato, di depistaggi sulle stragi neofasciste in nome della strategia della tensione, di democristiani mafiosi "a scadenza" (fino al 1980) prescritti-ma-spacciati-per-assolti, di fasciosbirri mandati a pestare uomini, donne, vecchie e bambini che dormivano in una scuola, per poi tentare pure di incriminarli con prove false.
No, davvero, parliamone.

-La W di Ciwati non sta per Walter, bensì per Web. Ve l'avevo già detto?
Ad ogni modo, Civati frigna e sbatte i piedini si lamenta perchè L'Unità, in un articolo sul futuro raduno a Firenze dei Rottamatori Democratici noto come "Prossima fermata: Italia" aveva titolato così: Pd, Renzi e Civati contro Bersani: «Ci boicotti». Questo perchè il 6 novembre, in contemporanea con l'iniziativa renzicivatiana, c'è anche l'assemblea dei circoli del Pd. Ma Ciwalter Civati, riferendosi al titolo dell'articolo dell'Unità, dice "non è vero, perché non lo pensiamo e non lo abbiamo mai detto".
Come fanno notare però anche i commentatori del suo blog, però, non l'avrà detto, ok, ma lo ha fatto capire.
L'ha fatto capire insistendo a piu' riprese su questa "coincidenza", facendo notare il triplicamento dei rimborsi per chi si recherà a Roma, facendo ironia sulla base che si riavvicina ai vertici "grazie a loro", rigirando i messaggini che gli vengono spediti dagli "eretici" (che annunciano con orgoglio di andare con lui a Firenze e non a Roma) e così via. De facto, STA accusando Bersani di "boicottarlo", solo che non lo vuole dire apertamente (vuole solo farlo notare con giri di parole, insinuazioni, provocazioni, blanda ironia e acido sarcasmo) e rosica se L'Unità dice a chiare lettere quel che lui pensa. Fa il manovriero? Il filisteo? L'ipocrita?
Chissà.
Di sicuro pochi credono al suo slogan ("si parlerà del paese, non del PD"). Di PD e di Bersani, temo, si parlerà eccome. Se si parlerà di Firenze, in futuro, se ne parlerà solo come ennesimo tassello della polemica tra partito e rottamatori, certo non per le grandi proposte che si presume vengano fatte. Il messaggio che passerà sarà quello, quasi sicuramente, e non sarà tutta colpa dei media se così sarà. Di sicuro, come notano anche nei commenti, scegliere di andare a Roma o a Firenze il 6 novembre sarà un atto politico, sia che si vada da una parte, sia che si vada dall'altra.
E chi dice che l'equazione "Firenze = Rottamare Bersani" sia errata, lo dica a Renzi, che continua a rilasciare dichiarazioni in tal senso. E i segretari di sezione coordinatori di circolo che annunciano pubblicamente e orgogliosamente la loro partecipazione al Rottamation Day...beh, forse farebbero meglio a consultarsi prima coi propri iscritti, e verificare se essi condividono o meno la sua scelta di partecipare a una giornata così significativa (non foss'altro che rappresenta una scelta di campo pesante). La sezione che il segretario-rottamatore rappresenta, la pensa come lui o no? E avoglia a parlare di "partecipazione a titolo personale", se poi nelle letterine pubbliche si dice pubblicamente "IO sono il segretario del circolo XXX e in quanto segretario del circolo XXX non vado a Roma all'assemblea dei circoli, bensì a Firenze". Non prendiamoci in giro. Quindi il segretario di circolo di turno valutasse se è o meno la persona più adatta a rappresentare le posizioni di quel dato circolo (se il suddetto circolo non la pensa come lui sulla linea della rottamazione).
Poi oh, facessero tutti un po' come cavolo gli pare, non siamo ai tempi di Stalin. Basta che lo facciano con senso di responsabilità e senza ipocrisie. Specie se non rappresentano solo se stessi e il loro pensiero, ma anche quello di un intero circolo.


-Vendola, parlando con i giornalisti, ammette la possibilità di un governo tecnico, con l'Udc dentro e persino i finiani, per riscrivere la legge elettorale. Vendola, eh, mica Bersani. Chiariamo una volta per tutte che la fantomatica alleanza con l'Uddiccì riguarderebbe solo la formazione di un eventuale (TEMPORANEO) governo tecnico. Non si parla di ammucchiate e carrozzoni che vanno al governo solo per durare due mesi o tutt'al più due anni (non funzionò con l'Udeur, figuriamoci con l'UDC che è il suo fratellone maggiore).
C'è chi dice "la legge elettorale si può cambiare anche in Parlamento, senza governi tecnici". No. Perchè probabilmente cadrebbe il governo su di essa, ergo si andrebbe a elezioni anticipate con l'attuale Porcellum. O si farebbe comunque un governo tecnico. Che - notizia flash- non sarebbe un governo tecnico.
Come dice anche Napolitano, non esistono "governi tecnici". Perchè? Perchè ogni governo deve avere la fiducia delle Camere (elette dal popolo e senza obbligo di mandato personale). Checchè ne dica Berlusconi, non sarebbe un colpo di stato perchè, prima di sciogliere le Camere, il Presidente della Repubblica ha il dovere di verificare se è possibile formare un altro governo che abbia la fiducia delle Camere.
Quindi il governo "tecnico" non è tale, perchè dovrebbe avere comunque la fiducia delle Camere. E se la ha, siamo nel pieno rispetto della Costituzione. Una bugia ripetuta non fa una verità.

-Buttiglione, presidente dell'UDC, su Vendola: "Non credo sara’ l’Obama italiano, anche perchè in politica non devi fare discorsi religiosi nè scaldare il cuore della gente, devi risolvere i problemi."
Ok, ci può anche stare, ma quale sarebbe la tua ricetta pragmatica da contrapporre al parolaio Nichi? Oh, già, carinerie come "l'omosessualità è oggettivamente sbagliata". Se i tuoi "fatti concreti" sono questi, beh, epic fail.

martedì 26 ottobre 2010

Guai in paradiso (e altra roba)


Ops.
Ora anche Flores D'Arcais e il popolo di Micromega entrano in conflitto con Grillo.
Preparo i pop corn.

-Nel frattempo, Sonia Alfano confonde il giudizio su una serie televisiva ("'Il Capo dei capi' è bello") con un elogio di Totò Riina.
Suppongo di non poter manifestare apprezzamento verso Il Padrino di Coppola per non essere accusato di inneggiare a Cosa Nostra, dunque. Poi si lamenta se le danno della fanatica esaltata.

-Passiamo ad altro, và. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Cota, bloccando il riconteggio dei voti del Piemonte. Queste toghe rosse sono così "antropologicamente diverse dal resto della razza umana" che premiano anche i loro nemici politici.
Non ci sono più le magistrature politicizzate golpiste di una volta.

-Intanto, Fini prende tempo, tra contraddizioni e marce indietro sulla legge-che-tutti-chiamano-impropriamente-Lodo (prima lo vota, poi tuona contro la retroattività, poi auspica che non sia reiterabile, e così via). Rimarrà nella storia la frase del "lo voteremo, ma SENZA ENFASI".
Senza enfasi, lo mando a cagare.

-Fortissima (e irrituale) presa di posizione di Napo-Orso-Capo sul Lodo-che-in-realtà-è-una-legge.
Soprattutto perchè fatta preventivamente, a dibattito in corso. Stavolta il PrezRep ha il mio plauso.

-Aggiungo che, come mi han fatto notare da più parti, i tecnici berluscones sono degli incapaci incompetenti: da più di 10 anni, pur avendo OGNI VOLTA una maggioranza schiacciante, non riescono a scrivere un testo di legge (o Lodo che sia) in accordo con la Costituzione. Poi si lamentano.

-Vendola batte Gesù e Maometto alle primarie, viene eletto imperatore di S&L con suffragio universale (e suicidio rituale degli avversari al congresso che -ops!- non ci sono) e annuncia: "ci siamo stancati di perdere bene, adesso vogliamo vincere". Meglio tardi che mai. Approvo e apprezzo l'autocritica. No, scherzi a parte, il suo discorso mi è piaciuto assai. Assai assai assai. Anche se continua a parlare come il mio vecchio catechista fuso con un insegnante di poesie. E se sento ancora una volta la parola "plebeismo" (anzi, "plebeifmo") impazzisco.

-I presidi non possono criticare la Riforma Gelmini. Per legge. Più o meno.

-Marchionne e la Fiat vogliono fare a meno dell'Italia. Ok, restituissero tutti gli aiuti economici che lo Stato ha dato loro. E togliessero la "i" e la "t" dalla sigla. Diventerebbe "Fa". Suona peggio, ne convengo.

-Marco Travaglio ha uno dei suoi soliti attacchi di "antipiddite", che lo costringono a dire (oh cielo!) menzogne. Vedi la frasetta pubblicata sul Fatto (“I presunti oppositori del pd, che menano scandalo perché non osano dire chiaro e forte che la legge è uguale per tutti…”), prontamente smentita plurimamente da blogger che, fortunatamente, dicono le cose come stanno.

-Francesco Piccolo parla con lingua sciolta, spiegando perchè il PD è, piaccia o non piaccia, l'unico partito di opposizione che può vincere. Un sopracitato blogger aggiunge una postilla sulla maledetta necessità di semplificazioni del popolo italiano.

-Vi ricordate le intercettazioni di Fassino e Consorte pubblicate malgrado fossero coperte da segreto istruttorio? Qualcuno sta pagando, adesso. Paolo Berlusconi in testa.

-Alcuni leghisti hanno aperto un gruppo su Facebook dove elogiano il ministro dell'interno per tutti gli arresti di mafiosi negli ultimi 3 anni. Il gruppo si chiama "Se Saviano è un eroe, Maroni cos'è?". E non sto scherzando.

-Per fortuna che c'è Francesco Costa, che fa il punto sulla recente ridicola e pretestuosa polemica di Di Pietro contro Bersani. Altre info qui. Ne ha anche per De Magistris, eh (e continua qui e qui).
Placo la sete di sangue dei travaglindipietringrillini dando loro in pasto 50 minuti di Travaglio. Tiè.

-Napolitano in Cina ha auspicato il rafforzamento dei diritti umani. Poi è stato torturato e giustiziato.

-Vi ricordate la cronaca di Ballarò? Vi ricordate la tipa che annuiva severa dietro Bondi ogni volta che diceva qualcosa? E' la sua attuale squinzia fidanzata. Questo spiega tutto.

-Frase del giorno:
"Il premier Berlusconi, rilanciando sulla Commissione d'inchiesta sulla magistratura ricorda nitidamente Johnny Stecchino quando indicava nel traffico il piu' grande problema di Palermo". (Fabio Granata, FLI)

-Vi copio le notizie dell'ANSA, per scoattarmela:
FIAT: BERSANI, STO CON LAVORATORI PER DIRITTI
(ANSA) - ROMA, 25 OTT - "Con chi vuole che stia? con chi rischia di perdere il posto di lavoro, perche' ci sono in gioco dei diritti". Cosi' il segretario del partito Democratico Pier Luigi Bersani, risponde ad una domanda nel corso della trasmissione 'Effetto domino': "con chi sta, con la Fiat o i lavoratori?".
Il riferimento, nello specifico, era al caso di Pino Capozzi, l'operaio reintegrato oggi nella fabbrica di Milanofiori. Il leader del Pd dice che "sabotare e' inaccettabile", ma non e' un sabotaggio il fatto che Capozzi abbia fatto circolare in azienda la lettera di un operaia polacca che criticava la Fiat.
Piu' in generale, Bersani definisce "ingenerosa" l'impostazione di alcuni giudizi espressi ieri da Marchionne e ci tiene a sottolineare che "la competitivita' delle aziende va cercata non abbandonando gli standard salariali e dei diritti, ma migliorando l'organizzazione del lavoro" e tarandola su standard europei. Bersani ha criticato certe "generalizzazioni": "Non si puo' descrivere gli operai italiani come quelli che vanno a guardare la partita durante l'orario di lavoro.

lunedì 11 ottobre 2010

Nobody fucks with the Cricket


Ti chiami Claudio Fava.
Sei uno scrittore e un giornalista fatto e finito, noto per le numerose inchieste sulla mafia [1] e attuale europarlamentare di Sinistra & Libertà. E scrivi su un blog del Fatto Quotidiano.
Nei commenti ai tuoi post sei sempre osannato e ricoperto di elogi, specie se i suddetti post consistono nello sparare sull’odiato PD -cosa che ti rende ammirevole di default per (gl)i (e)lettori, almeno sul Fatto, a giudicare dai vari blog presenti-.
Un giorno, però, decidi di avanzare una timidissima critica verso Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle.


Quasi milleseicento commenti.
Il 99% dei commentatori, gli stessi che prima ti ricoprivano di lodi sperticate, ora ti si avventano contro con una violenza inaudita.
In soldoni, ti danno del venduto, del politicastro dell’apparato (La Casta! La Casta!) che viene pagato coi soldi dei contribuenti.
Ma non solo: oltre a dare del servo a un uomo che ha lottato per gran parte della sua vita adulta contro la mafia, osano anche dire che sfrutti il nome di tuo padre (Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia), mangiandoci su.
Ecco cosa succede quando pesti i piedi a Beppe Grillo, ciccio. Se giochi al gioco di Grillo, devi accettare le sue regole. I non ortodossi non sono ammessi.

Ed è solo l’inizio. Si parla tanto delle divisioni del PD, ma se Atene piange, Sparta non ride.

QUI c’è la mini-rivolta contro Giulia Innocenzi.
Figlia di un albergatore umbro, studentessa alla Luiss, ex giovane di Alleanza Nazionale, ex Radicale [2], candidata da Pannella alle primarie dei Giovani Democratici (la giovanile del PD) [3]. Dopo la sconfitta e un provino al Grande Fratello 9 [4], è diventata la nuova pupilla di Santoro ad Annozero, e cura anch’essa un blogghino sul sito del Fatto Quotidiano. Anche lì, numerosi articoli al vetriolo contro il partito dalle cui primarie giovanili fu trombata.
Finchè non si scopre che fa parte anche lei del PD. Ergo, è una Nemica.

E non finisce qui. C’eravamo tanto amati…Grillo e Vendola passano dalla luna di miele alla luna di fiele:

Grillo, Gennaio 2010:
“Ho parlato al telefono con Nicki Vendola. Mi ha dato la sua parola che l’acquedotto pugliese, il più grande d’Europa, sarà pubblico nella proprietà e nella gestione (quindi dei cittadini) se lui verrà eletto presidente di Regione. E che, con una sua Giunta, per costruire centrali nucleari in Puglia sarà necessario l’uso dei carri armati da parte del Governo. Vendola ha rilasciato un’intervista per il blog. Il MoVimento a 5 Stelle non si presenta alle elezioni pugliesi e, quindi, mi sento di sostenere Vendola contro il Pdl di Berlusconi e l’alleanza del Pdmenoelle di D’Alema con Casini-Caltagirone che candida Boccia. Vendola sa che in Rete non si può mentire e che le sue parole dovranno trasformarsi in fatti. Domenica 24 gennaio si terranno le Primarie tra Vendola e Boccia, l’”Uomo per me di D’Alema”. Con Vendola i pugliesi hanno una possibilità, con Boccia la certezza della distruzione del territorio e dell’esproprio dell’acqua pubblica. D’Alema si è presentato in Puglia per esercitare la sua nefasta influenza come “fratello maggiore”, lui è come Caino, fratello maggiore di Abele, che ha schierato il Pdmenoelle contro Vendola. Il giudizio negativo di D’Alema per Vendola è il miglior riconoscimento possibile. Una medaglia da appuntare al petto. La battaglia dell’acqua è solo al suo inizio. La vinceranno i cittadini con l’elmetto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure”.

Vendola, Settembre 2010:
«La risposta di Grillo mi sembra molto semplificata, perché fa politica ma non distingue dentro la politica; e poi la politica fatta con il tono di Savonarola, con l’indice puntato, non dà possibilità al dialogo, è un monologo che a volte è virulento, che coglie dappertutto elementi di complotto e di congiura.
Viviamo in un mondo assediato dai fondamentalismi, che sono l’idea che ci possa essere una risposta ipersemplificata, al limite della superstizione, con il rifiuto del terreno dell’alleanza, della mediazione, della parola compromesso, non di quelli illeciti ma di punti di equilibrio necessari.
Per guardare anche agli elementi di crisi e alle prospettive di futuro, non bastano contumelie o semplificazioni urlate, ci vuole una complessa cultura del cambiamento. La destra ha vinto anche perché ha stimolato una sorta di plebeismo culturale, noi per poter costruire l’alternativa abbiamo bisogno di ingentilire il linguaggi ma anche di irrobustire il pensiero».

Subito dopo inizia l'offensiva del Fatto con l'articolone anti-vendola (inciucista! papista! berluschino! inquinatore!).
Tra l’altro in quell’articolo citano l’affaire Vendola-Don Verzè (fatevi un favore e leggetevelo, è molto interessante e mette le cose sotto una nuova luce...anche se Vendola continua a piacermi, badabèn!), fino ad allora ignorato dal Fatto Quotidiano…almeno finchè Vendola non ha osato dire qualcosa che a Grillo non piaceva (su eolico e termovalorizzatori, ad esempio). Ed ecco che magicamente se ne ricordano.

E per non farla troppo lunga evito di citarvi nel particolare i vari De Magistris contro Di Pietro, Di Pietro contro Barbato, IdV contro SEL, Grillini Non Ortodossi contro Sonia Alfano, le quattro (4!!!) correnti del Popolo Viola in lotta fra loro e in rotta con il “popolo” di Micromega (con Flores D’Arcais che accusa i Viola di esser preda di un “settarismo autoreferenziale”), e così via.

Cosa abbiamo imparato oggi, miei piccoli Puffi?

Che il Grande Movimento Anti-PD Italiano, quello che dovrebbe presentare la candidatura "di rottura" che faccia le scarpe a Bersani che annienti l'"apparato dirigenziale fallimentare del PD"  si presenta ultra-diviso. I Papi Stranieri (Di Pietro, De Magistris, Grillo, Vendola) sono in lotta fra loro e si faranno mancare i rispettivi voti. L’essere “antipiddini” non è, chiaramente, un collante sufficiente a tenere tutti uniti.

Oh, poi se mi convincono di avere più chance di vincere di Bersani, ben venga, eh! Anche perché per Vendola provo molta simpatia e stima, malgrado le mie (saltuarie e schizofreniche) perplessità.

Note:
[1] Ve vojo riccontà ‘n fatto: chi scrive ha presenziato alla presentazione di un libro di Claudio Fava (che stimo e apprezzo) sulla mafia. C’era anche Marco Travaglio, di cui finalmente posso rivelarvi il segreto che tutti volevano svelare: si fuma le Camel Light da 20, quelle blu.
Giunta l’ora delle domande dal pubblico, un par de rigazzetti s’è arzato e s’è messo a fare una filippica a Travaglio per le sue parole su Israele, Sionismo e Palestina. Li guardai: finalmente avevo visto dal vivo i Barnardiani. I seguaci zombie di Paolo Barnard ritengono che quest’ultimo sia l’unica vera voce dell’informazione “scomoda”, e che quelli come Travaglio e financo Milena Gabanelli di Report siano in realtà “al soldo dei potenti” fingendo di essere indipendenti. Questi poteri forti sarebbero, secondo i complottisti più esagitati, il Nuovo Ordine Mondiale (una cabala criminale che mira al controllo del pianeta, i cui membri, stringi stringi, sono “gli ebbbrei” e “le bbbanche”). Ma del Signoraggio e dei pazzi esaltati che ne parlano ci scriverò un post sopra, in futuro. Vi basti sapere che purtroppo il grillismo genera anche mostri simili (che gli si ritorcono contro, incontrollabili), e non voglio fare il banale citando la massima del “più puro che ti epura”, quindi diciamo che ci sono guerre fra poveri, nicchie all’interno della nicchia che rivendicano con orgoglio: “sono PIU’ SCOMODO di te, il mio impegno è PIU’ GROSSO del tuo”. Cooomunque, ho origliato la conversazione dei due ragazzi barnardiansignoraggisti, finito l’incontro. In pratica si lamentavano del fatto che si erano dovuti sorbire un’ora o due di discorsi sulla mafia, quando loro erano lì esclusivamente per berciare contro Travaglio sulle sue idee sulla Palestina.
Eh già. Che noia la mafia. E’ inutile parlare di mafia, già già, specie quando ci sono altri problemi.
QUESTI sono i Barnardiani.
Che poi, alla fin fine, quel che Travaglio pensa di politica estera sono pure affari suoi, dato che esulano dall’argomento dell’incontro: se ne discuta quando è il caso, no? Io difendo il diritto di Travaglio di sparare cazzate e bestialità: quando lo fa, lo critico. Se ne può lamentare solo qualcuno che lo ritenga un guru infallibile che debba sempre pensarla al 100% come lui. Ma io non darei del guru a nessuno, ergo…

[2] Ok, “ex” un par di palle: mi risulta abbia ancora la doppia tessera, dei Radicali e del PD. Magari sbaglio.

[3] Con tanto di video propagandistico, courtesy of Claudio Lazzaro, l’autore di Nazirock

[4] Pare fosse una provocazione. Non che sia riuscita granchè. Un’altra versione sostiene che quel provino fosse valido anche per Che tempo fa e Mattino 5.