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martedì 31 maggio 2011

Analisi della vittoria



Possiamo ritenerci tutti molto fortunati.
Quella di Milano è stata forse la peggiore campagna elettorale che il centrodestra potesse fare.
Tra le macchine del fango, l'accusare i figli dei magistrati uccisi dai terroristi di essere in combutta con gli assassini dei loro padri, l'utilizzare finti rom, finti punkabbestia cafoni, finti operai costruttori-di-moschee, finte aggressioni, la vergognosa fatwa a reti unificate di un Presidente del Consiglio in flagrante abuso di potere (e in evidente conflitto di interessi)...se avesse vinto la Moratti avrebbero di fatto sdoganato questo modo di fare e non avrebbero esitato a utilizzare sempre più spesso questi mezzucci osceni.

Milano è la fine del peggior tipo di berlusconismo, e la disfatta della Lega al Nord (compresa Novara, città di Cota) ridimensiona di molto la minaccia padana. Tranquilli, insomma: non finiremo in mano ai nazisti dell'Illinois.

Napoli, invece, è la fine del miracolo berlusconiano. Napoli era la grande scommessa di Berlusconi, l'uomo della provvidenza che avrebbe risolto il problema rifiuti. Napoli era la città che stava per diventare preda di Cosentino, il camorrista che mesi fa aveva beffato la legge dello Stato, grazie al vergognoso voto alla Camera per bloccare le indagini e negare l'uso delle intercettazioni che l'avrebbero inchiodato.
Napoli era la città che doveva passare di default alla destra, dopo gli errori di Bassolino e della Iervolino, dopo la faida Cozzolino-Ranieri che ha fatto annullare le primarie, dopo l'annunciato commissariamento del PD campano.
De Magistris , ora posso confermarlo, ha salvato le chiappe alla sinistra e a tutti i napoletani.
Fossi stato napoletano, l'avrei votato anche io. Certo non volentieri, anzi, visto che lo ritengo sostanzialmente un incompetente (e son curioso di sapere come risolverà il problema dei rifiuti a Napoli -quelli che già ci sono, si intente). Il motivo per cui tutto sommato l'avrei votato è ben spiegato in questo post di Francesco Costa.
Ora, se solo Mastella mantenesse la sua promessa, sarei ancor più contento.



Ha perso la Lega di "faranno persino guidare i tram agli stranieri", ha perso la camorra cosentiniana, ha perso il Sallusti di "i figli delle vittime difendono i carnefici", ha perso la Santanchè, ha perso Berlusconi, a tutti i livelli, ha perso la Lega, ha perso il Feltri de "La Mecca dei gay", ha perso la Moratti delle accuse infamanti senza possibilità di replica, ha perso il gruppo dei vari Red Ronnie, Iva Zanicchi, Massimo Boldi, Gigi D'Alessio, ha perso Lettieri che "subisce un autoattentato incendiario al comitato elettorale".
Ha perso Beppe Grillo, sempre più solo, sempre meno ascoltato anche dai suoi (i voti dimostrano che se ne sono fregati dei suoi "son tutti uguali" e hanno votato in massa per De Magistris e Pisapia).
Il Grillo che diceva "Pisapia è un vecchio 60enne, la Moratti vincerà sicuramente" (in un video oggi spammatissimo, accompagnato dalla frase di Grillo stesso: «Su internet quando uno dice una stronzata chiunque lo può sputtanare»). Lo stesso Grillo che rosica abbestia e si lagna della vittoria di Pisapia. Ma sono le farneticazioni di un anziano sempre più isolato, sempre più monologante (generalmente tramite video) e senza contraddittorio, che ripete stancamente le stesse cose, ma che viene ascoltato e seguito solo da pochi fanatici. Grillo come Bin Laden e Berlusconi, insomma.

Ha vinto il centrosinistra. Tutto il centrosinistra. Quindi anche il PD, che per numero di militanti e voti, per mobilitazione e per impegno non è stato secondo a nessuno, anzi. Ha dunque ottimi motivi per gioire.
In questo post viene ben spiegato quali sono stati gli errori che il csx NON ha fatto in questa tornata elettorale.Niente distinguo, niente "appoggio LDM solo se...", niente attention whores, niente sparate sui giornali. Nulla di tutto ciò. Anzi, tutti a lavorare sodo per far vincere De Magistris. Persino D'Alema (che ho molto apprezzato quando ha ammesso che stare lontani dal potere, a Napoli, ci farà solo che bene).

A sinistra siamo, da sempre, abituati alle analisi della sconfitta. Molto più rare sono le analisi della vittoria. Più rare ma molto più utili: non basta sapere cosa non funziona, ma bisogna scoprire anche e soprattutto quello che funziona e capire perchè si viene premiati.
L'analisi della vittoria è quella che al momento manca. Ma è comprensibile, non ci siamo abituati, e ora è anche giusto godersi la vittoria senza troppe pippe mentali.
Ma, come dice Prodi, "mezz'ora di festa e poi si torna al lavoro".

Cito dei miei amici. Il PD, in questa fase, non si accredita come forza trascinante, ma come forza propulsiva: porta voti, tanti, porta organizzazione e radicamento. Ma non crea leaders.
E non c'è niente di male: così si hanno tante ottime personalità che si mettono al servizio della gente e si avvicinano a essi.
Il PD è una macchina elettorale formidabile, capace di galvanizzare gli animi e di essere convincente, specie quando si usano le primarie.
Ecco, parliamo delle primarie. E' chiaro che non bisogna più avere paura delle primarie.
E' chiaro anche che, pur auspicando la fine dei leaderismi, nella società attuale servono delle persone capaci di interpretare la voglia di cambiare del Paese. E' chiaro che il centrosinistra si è di fatto già formato e ha dimostrato di saper essere unito. Manca solo il leader, e Bersani dovrebbe scendere definitivamente in campo, facendosi legittimare dallo strumento più adatto: le primarie.
Non dovrebbe temere il risultato delle votazioni: Romano Prodi in persona l'ha incoronato ("Bersani leader del centrosinistra? Lo è già, e dopo oggi lo sarà anche di più").
Si può giustamente osteggiare la visione leaderistica dei partiti, ma ci sarà tempo per cambiare le cose: facciamo i conti con l'Italia di ora. E ora i leader servono.

Ce la possiamo fare.

sabato 28 maggio 2011

V-incitori e V-inti





Oggi tutti insieme cercheremo di imparare
come fanno ad insultarsi i politici fra loro!
Come fa Bossi?
"Prrrrr!!!"
E Berlusconi?
"Comunisti!!!"
La Russa?
"Lei fa schifo!"
Sgarbi?
"Fascista!!!"
Vendola?
"Vaffanculo!"
D'Alema?
"Vada a farsi fottere!"


E Beppe Grillo?
E Beppe Grillo...?


La sua non è volgarità,
nel caso suo è comicità!
E infatti, dall'inizio,
ad ogni suo comizio,
a fare in culo manda,
la gente che comanda,
e tutti ad applaudirlo, perchè tanto è Beppe Grillo!

Ma Beppe Grillo sai che fa?
Si fa una gran pubblicità!
E il populismo instilla
ai giovani Balilla
che gli van dietro di città in città!

Parli coi grillini:
"NON CAPISCI NIENTE!",

dicono che Grillo, nel PARTITO,
non conti niente!
Ma "uno vale uno" e Beppe Grillo è solo là
per dare loro visibilità!



Ma Beppe Grillo come fa?
Questa è la mia perplessità:
se "uno vale uno"
e lui non è nessuno
ma fa i comunicati,
e dà i certificati,
davvero non comanda?!? Oppure è solo propaganda?!?

Ma Beppe Grillo lo dirà!
Prima o poi, dircelo dovrà:
se sono sue anche quelle,
sia il loro, sia le stelle,
i nostri voti, chi li gestirà?!?
[Segue immagine di Gianroberto Casaleggio, della Casaleggio Associati]



(copyright Antonio Caprari)



Approfondisco un po' il discorso fatto nell'ultimo post, relativo alla storia di Tony Troja.

Andiamo con ordine: vi avevo già raccontato in passato delle divisioni fra le "vere opposizioni", con De Magistris & Sonia Alfano contro Di Pietro & Donadi.
Vi avevo anche parlato della rottura tra Grillo e De Magistris.

E proprio a De Magistris si riferisce Grillo, quando spiega i motivi per cui il M5S non ha sfondato a Napoli: "non ce l'abbiamo fatta, ma lì lo capiamo, sappiamo il perchè: ex amici, rete che non c'è, voto di scambio...".

Il duo Merighi-Troja a questa semplificazione (anche piuttosto offensiva nei confronti dei meridionali) non ci stanno, e rispondono per le rime.
Il video è pieno di "non mi piace", su youtube, perchè come al solito i talebani grillini non perdonano.

Il testo è molto burlesco, ma si pone delle domande legittime e smonta numerose argomentazioni dei grillini: a cominciare dal fatto che loro stessi, probabilmente come lapsus, definiscano "PARTITO" il MoVimento 5 Stelle.
Seconda argomentazione grillina: Grillo non conta nulla, serve solo a dare visibilità ai membri del M5S.
Allora, si chiede giustamente Troja, come mai è Grillo che dà i "certificati" ai candidati del M5S? Perchè deve dare il suo benestare? Perchè è Grillo a fare i comunicati? Con che faccia tosta dicono che non è Grillo a comandare?
Fa riflettere anche il legame di Grillo con la Casaleggio Associati, su cui ci sarebbe da scrivere un libro. [Riassuntino, citando Daniele Luttazzi: "La 'democrazia dal basso' di Grillo non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group."]

Tony Troja, giustamente, distingue i militanti in buona fede del M5S (ce ne sono, d'altronde persone in buona fede si trovano in tutti i partiti, forse persino l'Udeur...ok, non esageriamo) dai "balilla" esagitati.

"Parlate voi di demolizione quando Grillo dice che tutti i partiti sono uguali e morti? Voi siete i migliori? Da quello che scrivete, come commenti al video, mi sembrate la brutta copia dei berluscones."

A chi gli chiede cosa ne pensi del fatto che De Magistris in Europa non abbia combinato un cazzo, che abbia sfruttato l'immunità e che ora lasci l'Europa per candidarsi a Napoli tradendo l'elettorato, Troja risponde con gran franchezza: anche lui è deluso da Luigi, ma a Napoli preferisce vedere uno come De Magistris piuttosto che uno come Lettieri.

Massimo Merighi, il co-autore delle canzoni di Tony Troja, ci vede lungo: paradossalmente, dice lui, sono più democratici gli attuali partiti. E' un dato di fatto che lui, come chiunque altro, non abbia modo di impedire a Grillo di parlare a nome del MoVimento senza che prima lui lo abbia consultato...e non ha neanche modo di decidere le linee generali. Chi possiede le chiavi di tutto è il padrone di casa.
La cosa, conclude Merighi, si potrebbe risolvere solo se si decidesse di dare una struttura riconosciuta ed una leaership al movimento. Si elegge, che so, Grillo e si fanno i congressi ogni tot, con regole chiare e condivise. Senza queste ipocrisie del portale web...("chi gestisce il portale? e chi dice che la democrazia debba essere aperta solo a chi si registra presso una società di marketing e orientamento del consenso, senza potere negare il consenso neanche al trattamento dei dati personali.?").


 Meglio tardi che mai, insomma.
Alla luce di tutto ciò, c'è solo una cosa che emerge con chiarezza da queste elezioni amministrative.
Già ora, a prescindere dall'esito dei ballottaggi, ci sono dei vincitori e degli sconfitti.
E no, lo sconfitto non è Berlusconi, che già ora sta cercando di riscrivere la storia (fingendo che non gliene freghi niente del risultato delle amministrative, fingendo di non averle mai caricate di valenza nazionale e annunciando che, a prescindere, non si dimetterà).



Ad aver vinto è la politica. E ad aver perso è l'antipolitica.

Il progetto ambizioso di Giuseppe Piero Grillo, in arte Beppe, è sfumato. E' fallito nel momento in cui, anche tra i suoi seguaci, c'è chi inizia a pensare al bene comune e non alla protesta fine a se stessa. E' fallito non appena si è iniziato a ragionare sul fatto che no, in effetti non sono tutti uguali. E' fallito quando la gente ha preferito dare fiducia alla buona politica e ai buoni candidati, anche qualora non li convincessero al 100%.
E' fallito non appena la gente ha smesso di farsi dire cosa pensare ed ha iniziato a ragionare con la propria testa.

E, a prescindere dai risultati di lunedì, è qualcosa che può darci speranza.



PS: uno zibillione di link dove persone molto più in gamba di me spiegano con dovizia di particolari cosa non va in Beppe Grillo e nel M5S. Enjoy.


http://borislimpopo.wordpress.com/materiali/il-cosa-e-il-come-%E2%80%93-daniele-luttazzi/
http://www.7yearwinter.com/2007/10/sputare-in-faccia-agli-stupidi-come-forma-di-nutrimento/
http://www.7yearwinter.com/2008/12/la-chiesa-di-grillology/
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/09/lintervista-mai-fatta-a-beppe-grillo/
http://sololastrada.wordpress.com/2011/02/07/grillo-e-la-centrale-nucleare-di-bologna/

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2010/11/se-grillo-scopre-il-made-in-italy.html
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2010/11/se-grillo-scopre-il-cuneo-fiscale.html
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/03/se-grillo-scopre-limmigrazione.html
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/03/se-grillo-scopre-larticolo-71-della.html
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2010/06/grillo-demagogia-pure-sulle-pensioni.html
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2010/04/due-o-tre-cose-su-g-su-dp-e-sulla-ditta.html
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/03/fanno-cose-ve...dono-gente.html
http://sergiofrigo.myblog.it/archive/2011/04/22/michele-serra-e-il-grillino-di-milano.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/31/e-grillo-rivaluto-il-madia-style-viva-l%e2%80%99inesperienza/89386/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/grillo-piange-il-morto-sbagliato/103888/
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/05/caro-militante-grillino.html
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/grillo-razzismo-e-bufale/2150945//0

giovedì 19 maggio 2011

E' scoccata l'Ora Icchese? (a.k.a. i miei 2 cent sulle Amministrative)



 Allora.
Lo so che non ve ne frega un cazzo di quel che penso il mio parere è ridondante in mezzo all'accozzaglia di analisi della vittoria (non ci siamo abituati, forse dovremmo chiamarla "analisi della diversamente sconfitta", così ci sentiamo a casa) che son fiorite ultimamente.

Basta un blog, un po' di tempo libero e chiunque può trasformarsi nel Paolo Mieli della situazione.
E PUFF! Siamo tutti opinionisti di spessore.

Ma andiamo con ordine.







Milano.
No, non me l'aspettavo, in effetti. Speravo nel ballottaggio, certo, ma temevo la vittoria della Moratti al primo turno.
"Ma ha fatto un clamoroso autogol con la storia del furto d'auto!". No, non l'ha fatto, secondo me. Dal punto di vista della comunicazione, anzi, ha fatto una cosa geniale: ha insinuato il dubbio.
Da quel momento in poi, tutti gli indecisi si saran fatti qualche domanda sul passato di Pisapia. E non importa che le accuse fossero false: a parte che pochi avrebbero avuto voglia e tempo di verificare, l'importante era mettere la pulce nell'orecchio. Anche perchè l'elettorato di riferimento della Moratti, diciamocelo, è quello che è.

Eppure Pisapia ha vinto con un distacco IMMENSO. Circa 6-7 punti di vantaggio. Se il grillino si fosse alleato con lui avrebbe già superato il 51%. Grazie Beppe, eh.
Non solo: ora come ora, se votassero pressochè gli stessi di questa tornata, Pisapia vincerebbe anche qualora il Terzo Polo si alleasse con la Moratti.

D'altro canto, l'exploit della Moratti, se non ha -secondo me- spostato voti al primo turno, potrebbe -stavolta sì- aver prodotto un autogol al ballottaggio: i terzopolisti hanno pesantemente attaccato la Moratti, avvicinandosi a Pisapia; i Grillini, dal canto loro, dopo ciò forse hanno un po' rivisto la loro politica del "sono tutti uguali", e potrebbero votare per il Csx al ballottaggio.

Ora, quelli in malafede dicono "è una sconfitta del PD e una vittoria di Vendola".
Mh. Allora mi spiegassero, costoro, come mai il PD ha preso più del 28% e S&L poco più del 4%.
La verità è che Milano è (anche e soprattutto) una vittoria del PD. E anche di Boeri (sconfitto alle primarie contro Pisapia), che ha preso uno svario di preferenze.

Quelli che dicono così sono i peggiori nemici delle Primarie, o comunque quelli che non han capito nulla del loro significato.
In questo periodo, in cui i sondaggi sono raramente attendibili, le Primarie sono la migliore forma di sondaggio che si potesse sperare. Un modo per chiedere suggerimenti all'elettorato, per correggersi in corsa.
Le primarie non si fanno per confermare il candidato ufficiale del PD. Quelle sono primarie-farsa, come quelle di Prodi e Veltroni. Il PD non vuole un plebiscito: indicendo le primarie, ovviamente mette in conto la possibilità che il proprio candidato non sia il preferito. Ma anche in quel caso, si impegna per il candidato vincente.
Certi elettori di Pisapia, qualora avesse vinto Boeri, avrebbero fatto lo stesso? Non lo sapremo mai, personalmente spero di sì.

Chi pensa che le primarie siano una resa dei conti o un modo per "fare un dispetto al PD", e che le usa in questo modo, è un triste ometto inqualificabile. E il risultato del primo turno delle amministrative lo conferma.

In tutto ciò, devo ringraziare un esponente del PD Lombardo. L'ho criticato spesso, spessissimo, quasi sempre. E non me ne sono mai pentito. Ma diamo a cesare quel che è di cesare: questa vittoria è anche merito suo. Parlo di Pippo Civati. Grazie Ciwati, anche per questa campagna efficacissima.

Ora, parliamo dei Grillini Milanesi. Il MoVimento 5 Stelle non ha sfondato, a Milano. Neanche dopo il tristissimo tentativo di un hacker grillino infiltrato di far credere che il PD New York sostenesse Mattia Calise, o dopo il patetico endorsement di Adinolfi (e del suo settimanale-per-snob-trentenni, "The Daily Week") al ventenne grillino.

E' arrivato appena al 3%. Una sconfitta, sia per Beppe Grillo e i suoi "son tutti uguali" (e i suoi "Vendola rottinculo -o busòn, se preferite-") sia per Mario Adinolfi, che a quanto pare c'azzecca solo nel poker -e forse neanche lì- e per i talebani giovanilisti che pensa di rappresentare.

D'altronde, è comunque inquietante il fatto che il 3% degli elettori voterebbe come SINDACO DI MILANO un tipo che nel curriculum della sua candidatura si presenta così: "Iscritto al secondo anno di Scienze politiche all’università Statale, è cintura nera di karate e batterista e ama il web. Fedelissimo seguace del comico genevose, sta facendo campagna elettorale soprattutto su internet, Calise ha iniziato a fare politica sui banchi del liceo Macchiavelli di Pioltello dove era rappresentate degli studenti".

Come dice un mio amico, è da prendere a calci nei denti lui e tutti quelli che lo appoggiano e lo votano.

Ora, so che tutti parlano di trionfo di Grillo e del grillismo, ma non ne sarei così sicuro. Col suo dire "Moratti e Pisapia pari sono", Grillo si è inimicato molta gente. I grillini stessi sono indecisi: il loro Leader e Guru dice di astenersi, mentre persino Mattia Calise tenderebbe a votare Pisapia.
Inoltre, se i voti dei grillini mancassero al ballottaggio e garantissero così la vittoria della Moratti, i grillini verrebbero sempre più ostracizzati ed evitati come la peste. E le loro giustificazioni ai tempi della vittoria di Cota in Piemonte non servirebbero più.

Ora speriamo bene per il ballottaggio. Già hanno cominciato a mobilitare i tifosi del Milan con una lettera (tutto vero). Ho appena scoperto che lo slogan del PDL è Forza Milano (ok, i meno maliziosi non la capiranno). E non è uno scherzo.

Bologna.
Grillini al 10%, nella loro roccaforte (speriamo che ora inizino a diventare responsabili). Una vittoria qui e una sconfitta a Milano. Sommate, dimostrano che il risultato grillino a queste elezioni è...BOH? Non la vittoria di cui tutti parlano, di sicuro. Ma sicuramente meglio del Terzo Polo, che con questa politica "dei due forni" (alias "della puttana politica") non solo hanno rotto le palle a me, ma anche agli elettori, che non li hanno premiati granchè. Ininfluenti o inaffidabili, finchè non seguono una linea chiara e precisa, non andranno da nessuna parte. A Milano, per dire, manco riescono ad essere gli aghi della bilancia. Con che faccia poi i loro leader criticano il berlusconismo, se poi si alleano con i rappresentanti locali dell'odiato cavaliere? Se Fini e Bocchino vogliono acquisire credibilità, devono costringere Rutelli e Casini a una svolta. O staccare FLI dall'abbraccio mortale con UdC e Api.
Ma torniamo al dato di Bologna.

Allora, intanto siamo passati al primo turno, ed è già una grossa soddisfazione.
In secundis, nel 2009 il candidato del centrosinistra, Del Bono si era fermato al primo turno al 49% circa (vincendo poi al ballottaggio).
E non dimentichiamo le dimissioni di Del Bono, il Cinzia-Gate e il lungo periodo di commissariamento.
Roba che avrebbe dovuto consegnare la città alla destra. E invece...
Una vittoria, quindi. Inaspettata anche questa.
Al contrario di...

Napoli.
Dunque, dunque, dunque. Ci sarebbero libri da scrivere, su queste elezioni a Napoli.
Iniziamo con Luigi De Magistris.
Vi stupirò, ma io all'inizio lo stimavo.
Anni fa lui e Clementina Forleo erano diventati delle star, ma a differenza della Forleo lui sembrava molto più competente e soprattutto più accorto, meno propenso a lanciare accuse complottiste e a sparare fregnacce.
Col tempo, inutile dirlo, si è rovinato.
A cominciare da quando si è candidato per l'IdV. Ricordo ancora una vecchia puntata di Annozero, dove De Magistris enunciava le sue proposte per risolvere il problema rifiuti: raccolta differenziata, in sostanza. "Ok, quello per evitare che si producano nuovi rifiuti: e per quelli che già ci sono, come fai?", replicò Roberto Castelli, costringendolo a farfugliare risposte inconcludenti e ad usare la supercazzola.
Cioè, DeMagì, in pratica stai facendo sembrare competente uno come CASTELLI. Castelli, santodio.

In seguito, Luigi ha dato svariati motivi per far pesantemente dubitare della sua bravura come politico.
Il modo ipocrita con cui si è fatto beffe del codice etico dell'IdV (che, in quanto rinviato a giudizio, gli imponeva di dimettersi) e il modo con cui poi si è scagliato contro Di Pietro (che ingrato, e dire che Tonino lo aveva difeso, sulla storia del codice etico che "va interpretato caso per caso") non gli han certo fatto onore.
Così come i suoi ultimi proclama elettorali sono stati francamente imbarazzanti.
 Però fino a pochi mesi fa lo vedevo come un buon sindaco di Napoli. Magari con una giunta moderata attorno che gli togliesse le castagne dal fuoco nel risolvere i problemi concreti con un programma sensato.
Però poi si è tirato indietro. Per poi rimettersi in gioco troppo tardi.
Come interpretare la sconfitta di Morcone?
Morcone era una persona seria, preparata, che si è beccata un mucchio di accuse ingiuste da parte di quella sorta di Alberto Tomba in toga.
De Magistris, se vuole vincere al ballottaggio, lo farà coi voti di quelli che fino a ieri ha chiamato "apparato corrotto": ha dato anche ai vendoliani di SEL dei bassoliniani: vecchi clientelari ammuffiti, solo perchè non votavano lui, bensì Morcone. Quando si tratta di maturità. Vedi se riesci a vincere ora, Luigino.

Ovviamente De Magistris, con tutte le sue pecche, è sempre meglio di un Lettieri sponsorizzato da COSENTINO. Un voto contro i cosentiniani è necessario, specie dopo che il PdL è riuscito a salvare Nicola Cosentino in Parlamento.

Chiariamoci: la sconfitta della sinistra a Napoli era annunciata: dopo anni di Bassolino (che ha fatto anche grandi cose e che ora sta vivendo una seconda giovinezza -un po' come il rinato Fassino- ma che per troppo tempo ha fatto associare il suo nome a "Monnezza&Malgoverno") e della Iervolino (anche lei coi suoi alti e bassi), un calo era endemico. Non solo: ricordiamo anche il casino delle primarie del PD.
Hanno avuto un doppio effetto negativo: da un lato hanno dato l'idea di un PD Campano marcio fino al midollo (e chissà che non sia vero?), dall'altro hanno creato molti scontenti.
Come dice infatti Diego "Zoro" Bianchi: "Ma candidare Cozzolino, anche in virtù del fatto che le colpe di quelle primarie nessuno ha più voluto accertarle, sarebbe stato così scandaloso per il Pd? Sarebbe andato meglio o peggio di Morcone?" e poi ancora "Ipotesi: un bel po' di quelli che alle primarie hanno votato Cozzolino, non necessariamente camorristi o cinesi, incazzati per l'annullamento delle primarie hanno preferito votare De Magistris anziché il candidato ufficiale del Pd."

In effetti non gli darei tutti i torti. Quindi suvvia, non possiamo neanche lamentarci più di tanto.
Però dai, magari De Magistris ha intercettato i voti di coloro che mai e poi mai avrebbero votato il csx dopo gli ultimi sfaceli. Quindi chissà, magari ci ha salvato le chiappe.


Torino.
 
Piero Fassino, che dire? Che nell'ultimo tempo, a giudicare da voci di corridoio, molti lo davano per bollito. Tant'è che, si dice, volevano anche sconsigliargli di candidarsi.
Io stesso temevo che a Torino ci fosse un "effetto Rutelli", come ci fu a Roma, ai tempi della conquista di Roma da parte di Alemanno.

Ma quelle stesse persone che lo davano per bollito, in seguito, hanno ammesso di essersi sbagliate.
O meglio: forse bollito lo era effettivamente diventato, nel prolungato soggiorno a Roma. Ma il ritorno a Torino, a detta di tutti, è stato per Fassino un ritorno alle origini: è tornato il Fassino di molti anni fa, quando tutti lo giudicavano una delle risorse più brillanti del centrosinistra italiano. Ha ricominciato da capo, è ripartito da zero, con umiltà.
Ha vinto contro tutti coloro che lo accusavano di essere "vecchio" e di essere stato votato da "elettori vecchi" alle primarie (peccato che gli elettori vecchi contro i quali tuonano siano gli stessi che elessero Chiamparino, che i ggggiovani lucasofriani adorano), contro tutti coloro che lo criticavano per la candidatura di La Ganga, contro tutti quelli che PER ANNI gli rinfacciavano (e chissà per quanto gli rinfacceranno) il famigerato "abbiamo una banca?". Una vittoria della buona politica contro l'antipolitica.
Ora, se solo iniziasse ad esser meno subalterno a Marchionne e meno propenso a proporre politiche sul respingimento degli immigrati libici degne di un Leghista, sarebbe perfetto.





Morale: chi vuol capire capisca, ma queste elezioni dettano la linea al centrosinistra per le future politiche nazionali. L'effetto-grillo alla fine ha semplicemente unito PD e SEL contro il nemico comune, invece di dividerli o di danneggiarli entrambi.
Chissà, forse si può ancora sperare.


martedì 28 dicembre 2010

La Linea Cundari, la Guerra dei Valori, Marchionniani Mannari e altre menate



Il blog di Francesco Cundari (giornalista de Il Foglio, scrittore ed ex-direttore di Red TV molto amato dai GD-Giovani Dalemiani, intendo) lo leggo sempre con piacere. Come con Francesco Costa e con gli altri blogger che seguo, spesso e volentieri mi capita di trovarmi in feroce disaccordo con lui, ma i suoi pareri e le sue analisi sono comunque interessanti e rispettabili.

In risposta alle reazioni suscitate dalla famigerata intervista di Bersani del 17 dicembre, Cundari sostanzialmente se la prende con Veltroni e smonta il giochino ai weltronian-bipolaristi (dice, in pratica: "se siete tali allora dovreste essere i primi a cercare di creare una coalizione che annienti Berlusconi, a costo di sacrificare le primarie"). Non essendo io nè veltroniano nè affamato di bipolarismo, posso quindi esprimere le mie perplessità in pace, per fortuna.
Ma non è per questo che vi ho linkato quell'articolo lassù.

L'ho fatto perchè in tale post, il Cundari ci offre anche la sua personale definizione di centrosinistra: <<dicesi “centrosinistra” quella larga coalizione di partiti la quale, in un sistema elettorale maggioritario, impedisce che vinca sempre e matematicamente il centrodestra senza nemmeno bisogno di fare la campagna elettorale, come accaduto nel 2008>>.

Sono molto soddisfatto. Di più, sono sollevato. Questa frase è ILLUMINANTE. Mi ha rivelato varie cose e mi ha finalmente tolto molti dubbi.

Partiamo da una constatazione facilmente verificabile:  Berlusconi e Lega sono Berlusconi e Lega. Dare loro la patente di "centrodestra" è quasi un complimento. FLI e UDC sono invece, palesemente, due partiti di centrodestra. Ok, qualcuno obietterà che l'UDC è "centro centro", ma trovatemi voi la differenza tra un Totò Cuffaro, un Buttiglione (no, dico, Buttiglione!!!) e un qualunque pidiellino di cdx.

In base a questa constatazione e alla definizione di centrosinistra di Cundari, le ipotesi sono tre:
A) il PD è un partito di centrosinistra che, pertanto, deve impedire la vittoria del centrodestra. E quindi non si alleerà con FLI e UDC, in quanto partiti di centrodestra.
B) il PD non è un partito di centrosinistra, quindi può allearsi con UDC e FLI.
C) il PD è un partito di centrosinistra e si allea con UDC e FLI per portargli sfiga e far loro perdere le elezioni, compiendo quindi la sua missione storica.

Questo se prendiamo per buone le parole di Cundari, s'intende. Ma forse c'è un'altra strada.

D) Opzione da realpolitik: siccome un governo tecnico non si è riusciti ad ottenerlo il 14 Dicembre, facciamo la grosse koalition alle elezioni (sinistra, centrosinistra, centrocentro, centrodestra), battiamo Berlusconi e Bossi e de facto abbiamo insediato in Parlamento il favoleggiato Governo Tecnico. Solo che lo abbiamo ottenuto tramite elezioni (ah ah ah! v'abbiamo fregati, pidielleghisti!) e non lo chiamiamo ufficialmente "Governo Tecnico": facciamo le riforme necessarie per salvare capra e cavoli nel nostro sventurato paese, modifichiamo finalmente 'sta benedetta legge elettorale e poi facciamo una crisi pilotata per andare nuovamente ad elezioni, stavolta ognun per sè (ossia, centrosinistra da una parte, centrodestra dall'altra e centro per conto suo, o magari unito al centrodestra, se si riesce ad eliminare definitivamente il sodalizio Berlusconiani-Leghisti). E in questo caso vinca il migliore.

Ecco, vista così si potrebbe anche ingoiare il rospo. A patto che sia davvero un governo a tempo.
L'opzione "A" resta la mia preferita, certo. Vedremo come andrà.

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I guai dell'Italia dei Valori, intanto, non sono affatto finiti.
A quanto pare è finito il provolone i soliti Luigi DeMagistris e Sonia Alfano si lamentano della questione morale dell'IdV dipietrista, approfittando del recente scandalo Scilipoti-Razzi.
Massimo Donadi difende il partito e Tonino, dando sostanzialmente delle "serpi in seno" al duetto LdM-Alfano e dicendo un'altra frasetta (qui linkata) che mai avrei immaginato potesse dire uno dei "duri e puri dell'unica opposizione": evidentemente, alla scoperta della solita massima del "c'è sempre uno più puro che ti epura", Donadi e Antonio son tornati lucidi.

De Magistris ha ragionissima nelle sue accuse. Peccato che anche lui dovrebbe farsi un bell'esame di coscienza. Ha un bel coraggio a fare il puro quando lui stesso, ricordiamolo, si fa beffe del codice etico del suo partito, evitando di dimettersi quando viene rinviato a giudizio. Che ingrato: Di Pietro l'aveva pure difeso (insieme alla Alfano).
Non sono un fan di Di Pietro, Barbato e Donadi, ma se al loro posto abbiamo gente come Luigi De Magistris e soprattutto quella pericolosa invasata di Sonia Alfano non stiamo messi meglio.
Poi per carità, la colpa è comunque di Tonino che ha creato un mostro.
Un po’ come fece Grillo coi vari Barnard e Signoraggisti. Creature che ti sfuggono di mano e che si rivelano peggiori del loro creatore.

E poi sì, è vero, Scilipoti e Razzi stavano nell’Idv da oltre un lustro, come il duetto di neo-puri denuncia.
Ma non mi pare che in questo lustro la coppietta ipocrita si sia stracciata le vesti, lamentandosene.
E dire che di spazio, tempo e modo per farlo ce n'era in quantità industriale. Troppo comodo farlo ora, col senno di poi, auto-attribuendosi una patente di faro morale del tutto ingiustificata.

Sempre per lo stesso motivo, c'è maretta anche fra Di Pietro e Paolo Flores D'Arcais. Il primo elenca i peccati di Flores D'Arcais (accidia, superbia, invidia). Il secondo sputtana Di Pietro e il suo vizietto di manipolare i sondaggi online.
Ennesimo caso di ipocrisia: Flores d’Arcais si accorge SOLO ORA che se propone un sondaggio su Di Pietro, questo viene bombardato dai fans di Tonino? Cioè, fino ad ora della Casaleggio Associati e dei suoi metodi di marketing (fin dai tempi delle primarie del PD) non ne sapevano niente da quelle parti?

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Passiamo ora a un altro tema caldo: l'affaire Marchionne. Sì, proprio quello che, insieme agli altri manager Fiat, sta mettendo in atto una vera e propria disgregrazione volontaria e autoritaria dei diritti di ogni lavoratore senza che il governo dica una parola.

Sull'accordo Fiat-Mirafiori, le varie anime del PD sono divise. Ed è giusto così, è una bella cosa. E questo blogger spiega divinamente il perchè.

Piero Fassino dice che se fosse un operaio voterebbe "sì": aggiungo io, graziarcazzo che un operaio voterebbe sì...non è che gli si lasci alternative. Oltretutto l'accordo dice chiaro e tondo che chi non firma impegnandosi a non scioperare non entra. E' come dire "se mi puntassero una pistola mi farei rapinare".

Chiamparino, quello che molti vedrebbero come il nuovo guru del PD, quello che molti gggiovanirottamatori vorrebbero candidare contro Bersani alla guida della coalizione (peccato che la sua candidatura andrebbe contro lo stesso Statuto che i gggiovanirottamatori in altre occasioni difendono a spada tratta...ma si sa, le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici e blablabla...), è ancora più drastico nel suo sostenere Marchionne, il "grande innovatore". Lo è sempre stato, da mesi, e poche ore fa ha confermato il suo invito agli operai a votare "sì". C'è da dire che non solo i vari Chiamparino, Ichino e Renzi, ma molti dei loro sostenitori (i "post-ideologici nati dopo il 1970") hanno una posizione subalterna a Marchionne.

Cristiana Alicata, per esempio, fa un discorso sulla meritocrazia degno del peggior Brunetta, ficcando insieme tante cose giuste, tante obiezioni sacrosante, tanti luoghi comuni, in un turbine indistinto: "la colpa non è di Marchionne, è dei sindacati", dice la pasionaria dal contratto metalmeccanico (proprio con Mamma Fiat), "e la colpa è anche della sinistra che difende i privilegi di chi ha un contratto a tempo inderminato, che difende l'operaio che non lavora, i malati immaginari, che va contro gli imprenditori solo perchè li considera padroni".
La paladina dei diritti civili omosessuali (e solo di quelli?) approfondisce la questione analizzando il testo completo degli accordi pomiglianmirafioriani, dando in pratica ragione a Piero Fassino.

Poi, per carità, come mi dicono dalla regia, Marchionne fa il suo mestiere: fa aumentare il valore azionario dei titoli Fiat e si impegna nei confronti del consiglio di amministrazione a ripartire più utili nell'attuale esercizio. Poco conta, per lui, che questo sia realizzato a discapito delle "maestranze".  E non penso voglia dare uno "scossone" ad alcunchè: semplicemente non vuole pagare la crisi.
Gli attuali dirigenti sindacali (a parte la Camusso, sulla quale non mi esprimo perchè finora ha fatto troppo poco per poterla inquadrare) non sono in grado di avvertire la sfida del mondo del lavoro posta da questo secolo...e in alcuni casi non hanno neanche la cultura personale del proprio ruolo. Altra grande colpa è dell'attuale burattino ministro del lavoro.
D'altro canto, però, uccidere il sindacato e la contrattazione sindacale (perchè è QUESTO che succederà, e chi è a favore dell'accordo con Marchionne lo sa benissimo) non è una soluzione adeguata, anzi.
Ce li dovremmo ricordare, eventi passati analoghi: anch'essi erano stati salutati come cambiamenti difficili da digerire, ma che avrebbero portato a un'Italia futura migliore. E poi abbiamo visto come sono peggiorate le condizioni di lavoro in Italia, con la Legge Biagi e l'abolizione dell'Articolo 18.
La Alicata non ha del tutto torto, ma vede solo parte del problema, che è ben più grande di come lo vede lei: il proposito (non dichiarato) di Marchionne è quello di aumentare la produttività a discapito dei lavoratori e concentrare gli investimenti altrove. Il problema riguarda innanzitutto la politica e il modo con cui si interpretano le relazioni industriali nel 2010/2011.


In tutto ciò Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD, dice le cose giuste al momento giusto.
E mette anche a tacere le polemiche sulla posizione del PD, dettando la linea.

Fassina dice inoltre l'unica cosa sensata da dire: bisogna salvaguardare il contratto nazionale. "La questione Fiat pone un problema vero: l’esigenza da parte delle aziende di veder rispettate le regole che vengono sottoscritte nei contratti. Ma questo però non può avvenire a discapito dei diritti. Il nostro è un punto politico: l’esigenza di competizione che hanno le aziende non si gioca sul piano delle garanzie costituzionali."...che è quello che sosterrebbe chiunque abbia un minimo di cultura giuridica e memoria storica. 
Chi non si pone su questa linea è in malafede.

PS: parole di speranza dalla Toscana. No, non è Renzi, è il mio amato Enrico Rossi.

PPS: quoto un mio amico, che torna sulla lontana querelle "PD vs resto-della-sinistra":

<<Beh se la sinistra avesse avuto un pò più di sostanza politica, se si fosse modernizzata, se non avesse passato gli ultimi quindici anni a recitare la parte della spina nel culo del centro sinistra, se avesse avuto un programma e un progetto, se avesse avuto una classe dirigente presentabile e un elettorato un pò più coraggioso (che magari avrebbe votato Vendola come segretario e non Ferrero), forse sarebbe sopravvissuta. E magari, proprio con questo PD, si sarebbe anche rafforzata in un moderno, laico partito di sinistra di ispirazione socialista europea.>>

venerdì 3 dicembre 2010

Piccola buffona (a.k.a. le regole valgono solo per gli altri)


Si chiama Federica Fabbretti e fa la fisioterapista.
Fan di Luigi De Magistris, da qualche anno milita nel movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) e fino a poco tempo fa viveva nel totale anonimato.
Finchè non riesce a trovare l'occasione per avere il suo minutino di gloria, complice un ignaro Piero Fassino.
Che accade?
Semplice: sul web inizia a spopolare un video (sponsorizzato immantinente dal Fatto Quotidiano, of course) dove Fassino, circondato da una folla imbufalita di agendine rosse invasate (che lo accusano di "non dire in tv che Berlusconi corrompe magistrati"), sbrocca e se ne va.
Federica può quindi urlare la sua indignazione per "i politici lontani dalla gente e dal paese reale", che "è spocchioso e non guarda le persone negli occhi", che "Di Pietro invece è fico perchè sa parlare coi giovani, sa farsi capire e sa dire le cose in faccia (= urlare mafiosofascistapiduista)". E, soprattutto, che lei la Costituzione Italiana ce l'ha "nel cuore".
Il che sarebbe bello e incoraggiante in qualsiasi altra situazione...se non fosse che ormai blaterare di Costituzione (e Pertini/Berlinguer/questionemorale/eccecc) è diventato una moda, perchè "fa figo", anche se i suoi recenti fan non l'hanno neanche letta (o capita).

Fassino, per carità, si è rivelato totalmente incapace di gestire una situazione del genere. Gli è mancata la capacità di reggere alle provocazioni e di saper reagire e gestire la situazione. Lungi da me l'idea di difenderlo (seppure le accuse mossegli fossero pretestuose e quello fosse un palese trappolone).

Come dice un mio amico, quel video "Ci mostra la vera, attuale spaccatura tra sinistra e mondo reale, che non si concretizza soltanto in leader più o meno capaci, ma in cittadini indignati che non riescono a concretizzare la loro rabbia e passione in una spinta politica seria e non contraddittoria.
Fassino sbaglia nel rispondere, ma quei ragazzi sbagliano a domandare. Si comportano come una folla inferocita, come gente che ha già capito tutto, senza usare la possibilità che hanno di parlargli per un vero dialogo costruttivo sui problemi e le strategie da contrapporre
."

Ma torniamo a noi: la Fabbretti ormai è famosa, specie per aver sparato contro il malvagio PD e i suoi nefandi dirigenti. Salvatore Borsellino elogia "Federica la piccola/grande" con una storia strappalacrime.
Pertanto, da fisioterapista attivista, viene subito promossa sul campo a "giornalista" del Fatto Quotidiano, nella sua versione online.
In realtà scrive a quattro mani con Martina Di Gianfelice, sua amichetta delle agendine rosse: che vi devo dire, evidentemente da sola non ce la faceva a scrivere.

"Ok, l'abbiamo capito, ti sta sulle palle a pelle". E invece no. Semplicemente, non ho mai tollerato la disonestà intellettuale e i doppiopesismi. Ma andiamo con ordine.

Carlo Vulpio, giornalista, critica De Magistris, idolo della Fabbretti, reo di aver votato a favore del ritorno del nucleare in Europa (semplificando molto). "Federica la piccola" tuona contro Vulpio: "che schifo!", "tu pugnali De Magistris alle spalle!", "De Magistris è una speranza per l'Italia, è dalla nostra parte! Farà anche degli errori, ma in buona fede!". Se si critica una persona onesta come De Magistris, aggiunge, allora tanto vale lasciare l'Italia alle varie Iva Zanicchi.
Cioè, in pratica usa la stessa giustificazione traballante di chi si lamenta delle critiche al PD ("così si aiuta Berlusconi"). Solo che se lo fa lei va bene.

E ora passiamo al fatto che mi ha convinto a scrivere questo post: vi ricordate della storia di Luigi De Magistris rinviato a giudizio? Vi ricordate del famigerato codice etico dell'IdV, che imporrebbe a De Magistris di autosospendersi dal partito (e/o di dimettersi da europarlamentare)?
Ne ho già parlato in passato, in questo blog. Ho menzionato le motivazioni balorde e insensate portate da Di Pietro e De Magistris per far sì che LdM, in via eccezionale, non si dimettesse. Ho citato le sacrosante critiche a questo ragionamento incoerente, portate avanti con coerenza da Travaglio e dalla Forleo. Così come la difesa complottistica di Sonia Alfano.
Ora tocca a Federica Fabbretti: cosa si inventerà per difendere il suo beniamino?

E' presto detto:

1) la Piccola (scusate se cito solo lei trascurado la Gianfelice: aggiungete mentalmente anche il suo nome, tiè) si fida di lui perchè ha "gli amici giusti" (Travaglio e la Forleo) e "i nemici giusti" (Berlusconi e co.). Peccato che Travaglio e la Forleo sono proprio coloro che han chiesto a DeMagistris di essere onesto e di dimettersi.

2) Segue la struggente storia del primo incontro tra Federica e Martina, il tenero particolare di DeMagistris appisolato su un sedile del pulmino, l'occhio della madre, gli stivali dei soldati, la carrozzella del bambino ecc ecc. Mi hanno convinto: è troppo puccioso. Difendiamolo.

3) E' stato rinviato a giudizio per "abuso di atti d'ufficio", e in pratica le due tizie dicono che è un reato del menga e quindi 'sticazzi. Suggerisco di aggiungere questo criterio al Codice Etico dell'IdV.

4) Eh sì, in uno Stato ideale si sarebbe dovuto dimettere, ma l'Italia non è uno Stato ideale. Questa giustificazione è puro genio. In pratica, siccome personaggi ben peggiori son rimasti impuniti, allora manco lui dovrebbe essere punito. Uno degli argomenti più berlusconiani mai visti. Finalmente Bassolino, Loiero e De Luca possono rivendersi quest'argomentazione forte contro il grillino di turno.

5)Qui c'è la poesia pura: il rinvio a giudizio è stato disposto da un pubblico ministero e accolto da un giudice. Sia Berlusconi che De Magistris se ne sbattono. Qual è la differenza tra i due, allora, si chiedono le piccole?
Semplice: FINORA De Magistris risulta incensurato, è stato FINORA sempre assolto e non ha neanche dovuto pagare dei giudici per arrivare a questo risultato.
Le geniette non capiscono che semmai di queste cose si tiene conto per le ATTENUANTI, non per formulare il giudizio. 'Sticazzi se una persona ha il passato immacolato.

6)"Non è corretto aggirare il codice etico quando fa comodo, ma il codice etico va adattato alle situazioni e ai casi". Spiegatemela, mi sembra tanto una supercazzola (ciao, Mario...).

7)"Chi decide la linea di demarcazione nei vari casi tra legge burocratica e giustizia?" Le due non lo sanno: sanno solo che far autosospendere o dimettere DeMagistris "non sarebbe giustizia". Oh, ci fidiamo, eh?

8)Qui si raggiunge l'inarrivabile: De Magistris viene paragonato a Orwell e Gramsci. Cito testualmente:

<<Antonio Gramsci finì sotto processo durante il regime mussoliniano. Nessuno, dei sostenitori di Gramsci, si sarebbe mai sognato di chiedergli le dimissioni.

George Orwell diceva: “nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”. A volte, se sei in Italia, diventa anche un atto potenzialmente portatore di rinvii a giudizio, se non di vere e proprie condanne. Che ne dite, facciamo autosospendere anche George Orwell
?>>

Buffo che abbiano menzionato proprio loro due:
-che Gramsci preferì finire in carcere piuttosto che espatriare (come gli veniva fortemente consigliato).
-Orwell era anche e soprattutto quello che nella Fattoria degli Animali diceva: "tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri". Brave, avete fatto autogol. EPIC FAIL.


Sono uguali a coloro che dichiarano di disprezzare. Anzi, sono peggio, perchè sono pure ipocriti e incoerenti.
Cavilli, distinguo, arrampicate sugli specchi, tirare in ballo presunti complotti come scusa per non seguire la legge, doppiopesismo a favore di chi pare a loro, regole che si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici...
Per una che sosteneva di avere la Costituzione nel cuore (ma che non vuol rispettare neanche il codice etico di un partito), s'è rivelata una delusione bell'e buona.
Chissà quanto è "vicina alla gente e al paese reale" lei, ora.

POST SCRIPTUM: I COMMENTI
A)Vincenzo De Luca era rinviato a giudizio per fatti del tutto discutibili, ma per Il Falso Quotidiano era già un delinquente, un corrotto, un pericoloso criminale, un Totò Riina.
De Magistris viene rinviato a giudizio dalla stessa procura di Salerno, ma è onesto e puro, quindi è innocente, quindi non deve dimettersi e anzi deve violare il codice etico del suo partito, che lui stesso ha sottoscritto.


Esempio calzante. Il codice etico dell'IdV probabilmente è sbagliato, e forse non è detto che un politico debba SEMPRE dimettersi se rinviato a giudizio. Ma mica gliel'ho imposto io, 'sto codice etico.

B)c’era bisogno di cotanto panegirico per difendere De Magistris? le persone basta guardarle negli occhi e quelli di Antonio Borghesi hanno un non so che di viscido ,tipo serpente

C)Può bastare guardare negli occhi una persona per capire se è una persona per bene.

AHAHAHAHAHAHAHHAHAHAH!!! Genio!
Secondo 'sti due tizi, De Magistris ha ragione e Borghesi, collega dell'IdV che lo critica, ha torto. Perchè? PERCHE' HA LETTO LA VERITA' NEI LORO OCCHI.
Lombroso was right.
E ora fissiamo tutti attentamente gli occhi di Travaglio (che a differenza di Borghesi non può essere accusato di essere un ex leghista) e della Forleo, su!

E su questa nota, chiudo. Ognuno si faccia la sua idea. Anzi no, fatevi la mia idea, ve lo ordino.
Buonsempre.

martedì 16 novembre 2010

Alzo timidamente il ditino


Scusate, dove sta il problema?
Sono state fatte delle primarie a Milano, qualcuno ha vinto e qualcuno ha perso.

Il candidato di Vendola ha battuto il candidato del PD. Embè? Mi sembra pacifico.
Ribadisco: le primarie servono anche a questo. Le primarie sono un modo per chiedere "suggerimenti" ai cittadini, a renderli partecipi delle decisioni del partito e per permettere loro di "correggerle" in corsa.
E sono stati quelli del PD ha usare per primi le primarie (scusate per l'allitterazioni/figura etimologica/comecavolosichiama). Non mi pare che Vendola o Di Pietro siano stati eletti mediante primarie aperte a tutti, all'interno del loro partito (nel caso di Vendola è più che normale: non ci sono correnti eretiche, S&L è di per sè una corrente unitaria).
Quindi le primarie, quale ne sia l'esito, sono un'invenzione del PD, una sua conquista.

Già il fatto stesso di fare le primarie implica che si metta in conto la possibilità di perdere.
Altrimenti stiamo parlando di primarie farsa, un po' come quella che elesse Walt segretario del PD.
E una volta finite le primarie, il candidato vincente viene legittimato a guidare la coalizione. E solo così può essere sostenuto convintamente da tutti gli altri ex-candidati.
Capisco che prendere a schiaffi il PD sempre e comunque sia uno sport apprezzato e poco faticoso, ma suvvia: se non si fanno le primarie, il PD ha paura. Se si fanno le primarie, DEVONO essere per forza vinte dal PD (e quindi sono primarie farsa). Si decidessero.

L'UNICA cosa che mi preoccupa (e che deve preoccupare TUTTI, vendoliani compresi) è la scarsissima affluenza. Raccolgo una testimonianza di un amico(il forumista Tom Strong): "Quattro anni fa il seggio delle primarie del centro sinistra era una sede dei DS, e c'era la fila per entrare. Quest'anno la sede era una galleria d'arte, e non c'era nessuna fila. Pisapia ha vinto con poco più di 25.000 voti.  In una città di 1.300.000 abitanti. Le primarie se le sono filate solo quelli di sinistra che minimamente si interessano di politica. Che sono un'elite esigua. Questo dopo che per settimane sui giornali e nelle affissioni ha furoreggiato la campagna elettorale."
Questo è un dato che deve far riflettere, più delle pugnette su Vendola che lancia un'OPA sul PD.



Nel frattempo, distratti dal tiro al PD, non vorrei che vi perdeste queste perle: nell'IdV volano stracci.
Luigi De Magistris è stato rinviato a giudizio. Marco Travaglio, coerentemente con la sua visione eticopoliticomorale, gli intima di dimettersi. De Magistris gli risponde con la supercazzola: “Devo avere paura? Mi devo fermare se trovo un giudice che mi dà torto? Devo arrestare la mia lotta politica se incrocio un giudice pavido o corrotto? Che faccio, se incontro l’ingiustizia del sistema mi debbo sospendere e attendere gli eventi? No, caro Marco, ho già pagato troppo. Ne ho parlato con Di Pietro e abbiamo convenuto che applicare in modo formalista e burocratico il codice etico che si riferisce ad altri contesti e vicende significa proprio fare da sponda a quel sistema che si vuole abbattere”.
Sempre per tornare alla massima secondo la quale la legge (o in ogni caso la propria intransigenza) si applica per i nemici e si interpreta per gli amici (e per se stessi): in alcuni casi, secondo Di Pietro e De Magistris, il codice etico è "formalista e burocratico" e quindi non va applicato. Ovviamente sono Luigino e Tonino a decidere quali sarebbero queste fantomatiche circostanze. Si sa, le regole son relative e valgono sempre per gli altri.




Sonia Alfano insorge e si lagna del "fuoco amico" contro lei e De Magistris: i due sarebbero "scomodi" e "qualcuno" (nello specifico Antonio Borghesi, di cui la Alfano cita con nonchalance il curriculum, strizzando l'occhiolino al lettore quando scrive "deputato IdV ex leghista" -in grassetto, non fosse mai che qualcuno si distrae). "La prossima sarò io?", si chiede la Sonia.
Bene. Se le dava tanto fastidio un ex leghista nell'IdV, perchè l'han fatto entrare nel partito? E soprattutto, diventa un "ex leghista" solo ora che la attacca? Prima, quando stava zitto e buono, andava bene?
E a che serve avere un codice etico se poi puoi aggirarlo con le eccezioni?

Inoltre la Alfano fa i dovuti distinguo tra Americo Porfidia (dimessosi, come dice Borghesi, quando venne iscritto nel registro degli indagati) e De Magistris ("Porfidia è iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento della camorra! E' indegno citarlo come esempio!" o qualcosa del genere). Ma un conto è essere solo iscritti nel registro degli indagati, un altro è essere proprio rinviati a giudizio.



Pensiamo anche al governo:
La battuta del giorno (ok, di ieri) è di Maurizio Lupi, ciellino del PdL: "Con quale criterio Fini prenderà delle decisioni alla Camera dei deputati? Come presidente della Camera o come leader politico? Chi deciderà nelle prossime settimane se affrontare le discussioni sulla mozione di sfiducia o di fiducia al governo? Chi decide ha l'oggettività dell'interesse dei cittadini? L'intera Camera è parziale o imparziale?"  Ma LOL!




E ora, lo spettacolo.
Ben fatta la puntata di ieri di Vieni via con me: azzeccata l'idea dell'elenco dei valori di sinistra e di destra, incarnati rispettivamente da Bersani e da Fini. Un elenco di cosa dovrebbe essere, idealmente, riconoscersi in uno degli schieramenti. Al di là di luoghi comuni e di tatticismi politici.
Bersani ha detto "qualcosa di sinistra", ed è già una gran cosa, ora come ora. Il modo in cui l'ha detto, certo, lascia ancora a desiderare: deve lavorare sull'intonazione, sulle pause...è poco mediatico, come personaggio, il che può essere un bene o un male, a seconda dei punti di vista. Lo sguardo fisso sul foglio non va. Dovrebbe prendere qualche lezioncina per essere più accattivante, solo un tantinello.
Ma per il contenuto, applausi. Qualche stralcio:

-La sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti.
-Ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l’istruzione, la sicurezza.
-Il lavoro non è tutto ma questo può dirlo chi il lavoro ce l’ha.
-Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento perchè un uomo resta uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco.
-La laicità è un modo per difendere la fede di ciascuno e garantire le convinzioni di ciascuno.


Stampa estera: Newsweek finalmente parla del mio grande nemico. Striscia La Notizia.
"Due uomini di mezz'età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d'aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d'aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l'altro conduttore - si legge sul settimanale - le dice 'dai, girati, fammi dare un'occhiata', e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un'espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio"

Vorrei argomentare, ma in sostanza a me Striscia la Notizia sta sul cazzo. Ecco.
E non per fare lo snob: da piccolino io Drive In e la Striscia con il cartone di Occhetto/Conte Dacula me li guardavo pure, tiè.






PS: tò, mi trovo d'accordo con Cyvati. Direi sarcasticamente "oggi piove", ma in effetti sta piovendo da giorni, qui a Roma. Una sola precisazione: la linea c'è. E la linea (cito Marco2 dei commenti) è cambiare la legge elettorale, per evitare che il paese "torni nelle mani della P2".