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martedì 16 novembre 2010

Alzo timidamente il ditino


Scusate, dove sta il problema?
Sono state fatte delle primarie a Milano, qualcuno ha vinto e qualcuno ha perso.

Il candidato di Vendola ha battuto il candidato del PD. Embè? Mi sembra pacifico.
Ribadisco: le primarie servono anche a questo. Le primarie sono un modo per chiedere "suggerimenti" ai cittadini, a renderli partecipi delle decisioni del partito e per permettere loro di "correggerle" in corsa.
E sono stati quelli del PD ha usare per primi le primarie (scusate per l'allitterazioni/figura etimologica/comecavolosichiama). Non mi pare che Vendola o Di Pietro siano stati eletti mediante primarie aperte a tutti, all'interno del loro partito (nel caso di Vendola è più che normale: non ci sono correnti eretiche, S&L è di per sè una corrente unitaria).
Quindi le primarie, quale ne sia l'esito, sono un'invenzione del PD, una sua conquista.

Già il fatto stesso di fare le primarie implica che si metta in conto la possibilità di perdere.
Altrimenti stiamo parlando di primarie farsa, un po' come quella che elesse Walt segretario del PD.
E una volta finite le primarie, il candidato vincente viene legittimato a guidare la coalizione. E solo così può essere sostenuto convintamente da tutti gli altri ex-candidati.
Capisco che prendere a schiaffi il PD sempre e comunque sia uno sport apprezzato e poco faticoso, ma suvvia: se non si fanno le primarie, il PD ha paura. Se si fanno le primarie, DEVONO essere per forza vinte dal PD (e quindi sono primarie farsa). Si decidessero.

L'UNICA cosa che mi preoccupa (e che deve preoccupare TUTTI, vendoliani compresi) è la scarsissima affluenza. Raccolgo una testimonianza di un amico(il forumista Tom Strong): "Quattro anni fa il seggio delle primarie del centro sinistra era una sede dei DS, e c'era la fila per entrare. Quest'anno la sede era una galleria d'arte, e non c'era nessuna fila. Pisapia ha vinto con poco più di 25.000 voti.  In una città di 1.300.000 abitanti. Le primarie se le sono filate solo quelli di sinistra che minimamente si interessano di politica. Che sono un'elite esigua. Questo dopo che per settimane sui giornali e nelle affissioni ha furoreggiato la campagna elettorale."
Questo è un dato che deve far riflettere, più delle pugnette su Vendola che lancia un'OPA sul PD.



Nel frattempo, distratti dal tiro al PD, non vorrei che vi perdeste queste perle: nell'IdV volano stracci.
Luigi De Magistris è stato rinviato a giudizio. Marco Travaglio, coerentemente con la sua visione eticopoliticomorale, gli intima di dimettersi. De Magistris gli risponde con la supercazzola: “Devo avere paura? Mi devo fermare se trovo un giudice che mi dà torto? Devo arrestare la mia lotta politica se incrocio un giudice pavido o corrotto? Che faccio, se incontro l’ingiustizia del sistema mi debbo sospendere e attendere gli eventi? No, caro Marco, ho già pagato troppo. Ne ho parlato con Di Pietro e abbiamo convenuto che applicare in modo formalista e burocratico il codice etico che si riferisce ad altri contesti e vicende significa proprio fare da sponda a quel sistema che si vuole abbattere”.
Sempre per tornare alla massima secondo la quale la legge (o in ogni caso la propria intransigenza) si applica per i nemici e si interpreta per gli amici (e per se stessi): in alcuni casi, secondo Di Pietro e De Magistris, il codice etico è "formalista e burocratico" e quindi non va applicato. Ovviamente sono Luigino e Tonino a decidere quali sarebbero queste fantomatiche circostanze. Si sa, le regole son relative e valgono sempre per gli altri.




Sonia Alfano insorge e si lagna del "fuoco amico" contro lei e De Magistris: i due sarebbero "scomodi" e "qualcuno" (nello specifico Antonio Borghesi, di cui la Alfano cita con nonchalance il curriculum, strizzando l'occhiolino al lettore quando scrive "deputato IdV ex leghista" -in grassetto, non fosse mai che qualcuno si distrae). "La prossima sarò io?", si chiede la Sonia.
Bene. Se le dava tanto fastidio un ex leghista nell'IdV, perchè l'han fatto entrare nel partito? E soprattutto, diventa un "ex leghista" solo ora che la attacca? Prima, quando stava zitto e buono, andava bene?
E a che serve avere un codice etico se poi puoi aggirarlo con le eccezioni?

Inoltre la Alfano fa i dovuti distinguo tra Americo Porfidia (dimessosi, come dice Borghesi, quando venne iscritto nel registro degli indagati) e De Magistris ("Porfidia è iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento della camorra! E' indegno citarlo come esempio!" o qualcosa del genere). Ma un conto è essere solo iscritti nel registro degli indagati, un altro è essere proprio rinviati a giudizio.



Pensiamo anche al governo:
La battuta del giorno (ok, di ieri) è di Maurizio Lupi, ciellino del PdL: "Con quale criterio Fini prenderà delle decisioni alla Camera dei deputati? Come presidente della Camera o come leader politico? Chi deciderà nelle prossime settimane se affrontare le discussioni sulla mozione di sfiducia o di fiducia al governo? Chi decide ha l'oggettività dell'interesse dei cittadini? L'intera Camera è parziale o imparziale?"  Ma LOL!




E ora, lo spettacolo.
Ben fatta la puntata di ieri di Vieni via con me: azzeccata l'idea dell'elenco dei valori di sinistra e di destra, incarnati rispettivamente da Bersani e da Fini. Un elenco di cosa dovrebbe essere, idealmente, riconoscersi in uno degli schieramenti. Al di là di luoghi comuni e di tatticismi politici.
Bersani ha detto "qualcosa di sinistra", ed è già una gran cosa, ora come ora. Il modo in cui l'ha detto, certo, lascia ancora a desiderare: deve lavorare sull'intonazione, sulle pause...è poco mediatico, come personaggio, il che può essere un bene o un male, a seconda dei punti di vista. Lo sguardo fisso sul foglio non va. Dovrebbe prendere qualche lezioncina per essere più accattivante, solo un tantinello.
Ma per il contenuto, applausi. Qualche stralcio:

-La sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti.
-Ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l’istruzione, la sicurezza.
-Il lavoro non è tutto ma questo può dirlo chi il lavoro ce l’ha.
-Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento perchè un uomo resta uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco.
-La laicità è un modo per difendere la fede di ciascuno e garantire le convinzioni di ciascuno.


Stampa estera: Newsweek finalmente parla del mio grande nemico. Striscia La Notizia.
"Due uomini di mezz'età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d'aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d'aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l'altro conduttore - si legge sul settimanale - le dice 'dai, girati, fammi dare un'occhiata', e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un'espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio"

Vorrei argomentare, ma in sostanza a me Striscia la Notizia sta sul cazzo. Ecco.
E non per fare lo snob: da piccolino io Drive In e la Striscia con il cartone di Occhetto/Conte Dacula me li guardavo pure, tiè.






PS: tò, mi trovo d'accordo con Cyvati. Direi sarcasticamente "oggi piove", ma in effetti sta piovendo da giorni, qui a Roma. Una sola precisazione: la linea c'è. E la linea (cito Marco2 dei commenti) è cambiare la legge elettorale, per evitare che il paese "torni nelle mani della P2".

venerdì 5 novembre 2010

Uno schifoso giglio sulla costa (a.k.a. Schifidus: garantiamo o giustiziamo?)

Come sanno tutti quelli che mi conoscono, io sono un bipolare. Un indeciso cronico.
Weltroni, se sapesse della mia esistenza, gioirebbe: sono l'incarnazione del suo "ma anche".
Detto questo, io adoro prendere posizioni precise ed evitare di fare il cerchiobottista: mica scrivo sul Corriere, io.
Vi spiego rapidamente il mio disagio: da qualche mese leggo con molto interesse i blog di due giornalisti, Francesco Costa e Alessandro Gilioli.
Sono due personaggi diversissimi: il primo è un membro dei famigerati "iMille" (sì, quelli che poi son diventati i Piombini, coi vari Scalfarotto/Alicata/Civati ecc ecc), iper-garantista. Il secondo è un giornalista de L'Espresso, iper-giustizialista.
Io mi trovo esattamente in mezzo tra le loro due visioni. Ok, diciamo che balzo con disinvoltura da un giacobinismo che scandalizzerebbe Travaglio a un'ascetica attesa del terzo grado di giudizio in versione "se non vedo (la sentenza) non credo" che farebbe invidia a San Tommaso. Da qui il mio problema. (Tenete a mente Costa e Gilioli, li recupero più avanti nel post.)

La pietra dello scandalo, ultimamente, si chiama Renato Schifani. Schifani, sì, quello che aveva il riportino in testa finchè Berlusconi non gli ha ordinato "tagliati 'sto riportino, stai meglio pelato" (e non sto scherzando).
Quello che, quando era capogruppo dei senatori di Forza Italia, coordinava i fischi e i cori vergognosi contro Rita Levi Montalcini, senatrice a vita del Governo Prodi (e anche contro Scalfaro, mi sa).
Quello che è stato fischiato (e accusato di essere mafioso) a Torino e che si è lamentato del fatto, dimenticandosi di essere stato il primo, in passato, a difendere le contestazioni a Prodi (due pesi e due misure, insomma).
Ora, l'unica cosa certa è che Schifani è uno stronzo una pessima persona.
La questione riguarda il suo presunto sodalizio con Cosa Nostra.
Un conto sono le opinioni personali, un altro sono i fatti accertati penalmente rilevanti e le sentenze.
Per dire, se mi chiedete "ma TU, onestamente, dentro di te, pensi che Schifani abbia legami poco chiari con la Mafia?", io rispondo come fece una mia amica alla domanda "hai mai praticato sesso anale?": "Non rispondo". Insomma, ci siamo capiti, strizzatina d'occhio, e così via.

Nel caso specifico, Alessandro Gilioli e l'Espresso svelano che in passato Schifani difese un mafioso e che ce l'ha tenuto nascosto per 27 anni.
Francesco Costa fa un'obiezione sensata: dunque secondo quel ragionamento "una persona imputata o condannata per determinati reati non ha diritto ad avere un avvocato difensore? Oppure all’idea che il reato dell’imputato o condannato si estende automaticamente al suo avvocato, e quindi l’avvocato dell’imputato per truffa è un truffatore, quello dell’imputato per mafia è un mafioso, quello dell’imputato per corruzione è un corrotto, eccetera?"
Insomma: in uno stato di diritto anche un mafioso ha diritto a un avvocato. Questo rende l'avvocato mafioso di default? Insomma: riteniamo giusto che persino i mafiosi abbiano un avvocato? Ok, ma allora poi non possiamo trattarli (gli avvocati che riteniamo giusto esistano) come persone necessariamente disoneste o dalla condotta immorale.

Gilioli ribatte: un tizio che non è trasparente sul suo passato di avvocato di mafia non può ambire a cariche istituzionali.
Ma il punto è questo: essere stato "l'avvocato di una persona accusata di mafia/l'avvocato di un mafioso" è diverso da essere stato "avvocato di mafia".
Il termine "avvocato di mafia"/"avvocato della mafia" che Gilioli continua ad utilizzare ha un significato ben preciso, molto diverso da "un avvocato che ha difeso un mafioso". "Avvocato di mafia" è chi ha con la mafia un rapporto stretto, di collaborazione, che difende i mafiosi IN QUANTO mafiosi, perchè sono suoi sodali.

Gilioli, da bravo giornalista qual è, non può giocare con le parole in questo modo.
Schifani, da avvocato civilista, in un’occasione (quasi trent'anni fa) difese Giovanni Bontate (membro della famiglia Bontate, di cui faceva parte Stefano Bontate, boss mafioso dell'epoca) dal sequestro dei beni (legge Rognoni-Latorre). Ciò ne fa un'avvocato di mafia?
ATTENZIONE: non sto dicendo che non lo sia, dico che non è da questo che si può capirlo.

Marco Travaglio in passato ci fece notare come Schifani, nel 1979 entrò in società (Sicula Brokers) con un tizio che sarebbe stato poi arrestato per mafia. Sarebbe stato arrestato diciannove anni dopo, però.
Con questo che voglio dire? Che 19 anni prima, quando era in affari con Schifani, non era ancora mafioso?
Che, se pure fosse stato mafioso, Schifani non poteva saperlo e quindi è sicuramente innocente?
NO. Quel che voglio dire è che NON POSSIAMO SAPERLO CON CERTEZZA.

DOPPIO EPIC FAIL, inoltre, per Gilioli, che cerca di fare paragoni con la civile America ("un politico americano si sarebbe dimesso, nella stessa situazione!", dimenticando però che lì i pm sono eletti dal popolo, come volevano Ciancimino e Cosa Nostra. Inoltre, per dimostrare che non si parla di aspetti penali, ma di questioni di etica/morale/opportunità/trasparenza, ecco che partorisce la frase del mese:

"Hai presente quando in America, tipo, chiedono a un candidato presidente se si è mai fatto un spinello, se la domenica va in chiesa, se mangia carne di cavallo?"

Ecco. Io eviterei di fare paragoni simili, rimpiangendo di non trovarmi in un paese dove non posso candidarmi se mi piace la carne di cavallo e se la domenica non vado a messa. E dove fumarsi una canna è più grave che apprezzare la pena di morte.

Questo è quanto, gente. Ritengo Schifani un disprezzabile, abietto individuo, indegno di ricoprire la seconda carica dello Stato. Ma non è con scoop simili che ce lo toglieremo dalle palle.

martedì 26 ottobre 2010

Guai in paradiso (e altra roba)


Ops.
Ora anche Flores D'Arcais e il popolo di Micromega entrano in conflitto con Grillo.
Preparo i pop corn.

-Nel frattempo, Sonia Alfano confonde il giudizio su una serie televisiva ("'Il Capo dei capi' è bello") con un elogio di Totò Riina.
Suppongo di non poter manifestare apprezzamento verso Il Padrino di Coppola per non essere accusato di inneggiare a Cosa Nostra, dunque. Poi si lamenta se le danno della fanatica esaltata.

-Passiamo ad altro, và. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Cota, bloccando il riconteggio dei voti del Piemonte. Queste toghe rosse sono così "antropologicamente diverse dal resto della razza umana" che premiano anche i loro nemici politici.
Non ci sono più le magistrature politicizzate golpiste di una volta.

-Intanto, Fini prende tempo, tra contraddizioni e marce indietro sulla legge-che-tutti-chiamano-impropriamente-Lodo (prima lo vota, poi tuona contro la retroattività, poi auspica che non sia reiterabile, e così via). Rimarrà nella storia la frase del "lo voteremo, ma SENZA ENFASI".
Senza enfasi, lo mando a cagare.

-Fortissima (e irrituale) presa di posizione di Napo-Orso-Capo sul Lodo-che-in-realtà-è-una-legge.
Soprattutto perchè fatta preventivamente, a dibattito in corso. Stavolta il PrezRep ha il mio plauso.

-Aggiungo che, come mi han fatto notare da più parti, i tecnici berluscones sono degli incapaci incompetenti: da più di 10 anni, pur avendo OGNI VOLTA una maggioranza schiacciante, non riescono a scrivere un testo di legge (o Lodo che sia) in accordo con la Costituzione. Poi si lamentano.

-Vendola batte Gesù e Maometto alle primarie, viene eletto imperatore di S&L con suffragio universale (e suicidio rituale degli avversari al congresso che -ops!- non ci sono) e annuncia: "ci siamo stancati di perdere bene, adesso vogliamo vincere". Meglio tardi che mai. Approvo e apprezzo l'autocritica. No, scherzi a parte, il suo discorso mi è piaciuto assai. Assai assai assai. Anche se continua a parlare come il mio vecchio catechista fuso con un insegnante di poesie. E se sento ancora una volta la parola "plebeismo" (anzi, "plebeifmo") impazzisco.

-I presidi non possono criticare la Riforma Gelmini. Per legge. Più o meno.

-Marchionne e la Fiat vogliono fare a meno dell'Italia. Ok, restituissero tutti gli aiuti economici che lo Stato ha dato loro. E togliessero la "i" e la "t" dalla sigla. Diventerebbe "Fa". Suona peggio, ne convengo.

-Marco Travaglio ha uno dei suoi soliti attacchi di "antipiddite", che lo costringono a dire (oh cielo!) menzogne. Vedi la frasetta pubblicata sul Fatto (“I presunti oppositori del pd, che menano scandalo perché non osano dire chiaro e forte che la legge è uguale per tutti…”), prontamente smentita plurimamente da blogger che, fortunatamente, dicono le cose come stanno.

-Francesco Piccolo parla con lingua sciolta, spiegando perchè il PD è, piaccia o non piaccia, l'unico partito di opposizione che può vincere. Un sopracitato blogger aggiunge una postilla sulla maledetta necessità di semplificazioni del popolo italiano.

-Vi ricordate le intercettazioni di Fassino e Consorte pubblicate malgrado fossero coperte da segreto istruttorio? Qualcuno sta pagando, adesso. Paolo Berlusconi in testa.

-Alcuni leghisti hanno aperto un gruppo su Facebook dove elogiano il ministro dell'interno per tutti gli arresti di mafiosi negli ultimi 3 anni. Il gruppo si chiama "Se Saviano è un eroe, Maroni cos'è?". E non sto scherzando.

-Per fortuna che c'è Francesco Costa, che fa il punto sulla recente ridicola e pretestuosa polemica di Di Pietro contro Bersani. Altre info qui. Ne ha anche per De Magistris, eh (e continua qui e qui).
Placo la sete di sangue dei travaglindipietringrillini dando loro in pasto 50 minuti di Travaglio. Tiè.

-Napolitano in Cina ha auspicato il rafforzamento dei diritti umani. Poi è stato torturato e giustiziato.

-Vi ricordate la cronaca di Ballarò? Vi ricordate la tipa che annuiva severa dietro Bondi ogni volta che diceva qualcosa? E' la sua attuale squinzia fidanzata. Questo spiega tutto.

-Frase del giorno:
"Il premier Berlusconi, rilanciando sulla Commissione d'inchiesta sulla magistratura ricorda nitidamente Johnny Stecchino quando indicava nel traffico il piu' grande problema di Palermo". (Fabio Granata, FLI)

-Vi copio le notizie dell'ANSA, per scoattarmela:
FIAT: BERSANI, STO CON LAVORATORI PER DIRITTI
(ANSA) - ROMA, 25 OTT - "Con chi vuole che stia? con chi rischia di perdere il posto di lavoro, perche' ci sono in gioco dei diritti". Cosi' il segretario del partito Democratico Pier Luigi Bersani, risponde ad una domanda nel corso della trasmissione 'Effetto domino': "con chi sta, con la Fiat o i lavoratori?".
Il riferimento, nello specifico, era al caso di Pino Capozzi, l'operaio reintegrato oggi nella fabbrica di Milanofiori. Il leader del Pd dice che "sabotare e' inaccettabile", ma non e' un sabotaggio il fatto che Capozzi abbia fatto circolare in azienda la lettera di un operaia polacca che criticava la Fiat.
Piu' in generale, Bersani definisce "ingenerosa" l'impostazione di alcuni giudizi espressi ieri da Marchionne e ci tiene a sottolineare che "la competitivita' delle aziende va cercata non abbandonando gli standard salariali e dei diritti, ma migliorando l'organizzazione del lavoro" e tarandola su standard europei. Bersani ha criticato certe "generalizzazioni": "Non si puo' descrivere gli operai italiani come quelli che vanno a guardare la partita durante l'orario di lavoro.