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domenica 17 luglio 2011

"Una notizia è una notizia" (o "Nessuno me le ha chieste") (o "CTRL+F, trovi 'Provinc', CTRL+X")



Comincia tutto così: un paio di giorni fa Libero pubblica una notizia da far tremare i polsi: di notte, col favore delle tenebre, la Casta politica di destra e di sinistra avrebbe votato per mantenere i propri privilegi (leggi "non abbassarsi lo stipendio"). Compreso il PD, che in maniera molto paracula "dice no alla manovra ma sì allo stipendio".

Il Fatto Quotidiano, ovviamente, si butta a pesce sulla notizia, riproponendola para para, se non per l'aggiunta di una menzione d'onore per l'eroico Pancho Pardi di IdV che avrebbe votato contro.
Fischi, strepiti, stracciamenti di vesti, piddimenoelle, sonoinostridipendenti, inciucioni mannari, bla bla bla.

Tutto finito? No.
Perchè si da il caso che i due articoli dicano il falso. E per sbugiardarli non ci vuole neanche molto.
Bastano un blogger (sempre l'ottimo Nonunacosaseria, guarda caso), 5 minuti di tempo, e un briciolo di pazienza.

E cosa scopriamo? Che il voto è avvenuto di mattina, non di notte. Che Pancho Pardi dell'IdV ha votato anche lui a favore, non contro. E che infine a salvare i privilegi son stati solo quelli del centrodestra: il centrosinistra è innocente.

Due senatori piddini, Adamo e Sanna, replicano a Libero e Il Fatto evidenziando le inesattezze e le falsità.
Nella replica del Fatto ai due piddini, gli anonimi giornalisti non solo NON si scusano della cavolata fatta (se non della vera e propria malafede, vedi le notizie inventate su Pardi ecc), ma si arrampicano ulteriormente sugli specchi.

"Non abbiamo commesso nessuna scorrettezza riportando una notizia scovata da Libero. Perché una notizia è una notizia, chiunque la scriva."

Ed io, povero ingenuo, che pensavo che il lavoro minimo di un giornalista (quando non si lussa l'indice a cliccare ripetutamente "refresh" sul sito dell'Ansa) fosse quello di VERIFICARE le fonti, prima di riportare le notizie.

Specie se vengono da un giornale come Libero che, anche prima dei finti attentati a Belpietro, non era esattamente il manifesto dell'attendibilità.

Ma il Fatto ha ragione: UNA NOTIZIA RESTA SEMPRE UNA NOTIZIA.
E allora, miei cari, eccovi le VERE notizie che sono trapelate da tutta questa storia:

1)Il Fatto Quotidiano, giornale che si picca di essere obiettivo e di raccontare i fatti, è composto da giornalisti che non si brigano neanche di andare a verificare le fonti. Manco le bbbasi der mestiere, direbbe Mario Brega.

2)Oltre a non verificare (che, come ho detto, è roba da ABC del giornalismo), si inventano anche notizie false (tipo Pancho Pardi che vota contro). Se fosse Libero non sarebbe una notizia: sappiamo tutti che loro la verità manco sanno dove stia di casa. Ma siccome a inventarsi le cose è l'insospettabile Il Fatto...beh, è una notizia bomba.

3)A buggerare questi giornalisti c'è voluto semplicemente un tizio qualunque (probabilmente disoccupato, sicuramente non un giornalista professionista strapagato), a cui sono bastati CINQUE FOTTUTISSIMI MINUTI CINQUE (5!) per leggersi le carte, controllare e verificare la veridicità della cosa.

Ecco. QUESTA, di sicuro, è una notizia.

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Passiamo un secondo a Nichi Vendola: anche prima di quest'ultima polemica su "amici e compagni", il governatore della Puglia ha inanellato una serie di brutte figure che, lo confesso, mi hanno deluso.
Poi, per carità, stando nel PD sono abituato alle delusioni, ma il caro Nichi si sta rivelando sempre di più un parolaio inadatto a governare un paese.

Pensiamo al Referendum sull'Acqua: Vendola ha fatto campagna convintissima per due Sì, ma nonostante la vittoria del secondo sì, in Puglia le tariffe sull'acqua non scenderanno. Perchè? Perchè "bisogna fare i conti con la realtà, senza demagogia": quella stessa demagogia che lui ha cavalcato nella campagna referendaria, promettendo cose che non poteva mantenere, senza avvertire nessuno del fatto che se ne sarebbe fregato del risultato del secondo quesito.
Più onesto intellettualmente, a questo punto, Renzi (e, se ho capito bene, anche Cundari su Left Wing), che almeno lo aveva detto che intendeva votare per un sì e un no.

A Vendola è stato chiesto perchè quelle cose non le ha dette prima del voto. La sua risposta?
"Nessuno me le ha chieste."

Lascio a voi tutte le conclusioni.

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PS: e le Province? Che ne pensate del voto sulle province?
Facciamo così: io non parlo. Vi posto però un po' di articoli a riguardo: meritano tempo, attenzione e riflessione. Non tutti dicono la stessa cosa, anzi, ci sono almeno due posizioni diverse. Ma son certo che vi arricchiranno, chi più chi meno.

http://www.francescocosta.net/2011/07/06/una-in-piu-che-sara-mai/

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/il-pd-lidv-e-labolizione-delle-province.html

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/labolizione-delle-province-e-le.html

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/labolizione-delle-province-e-le_12.html

http://blog.mfisk.org/2011/07/della-suprema-importanza-delle-minuzie.html

http://leonardo.blogspot.com/2011/07/i-venti-vicere.html

sabato 18 giugno 2011

Antidoto al buonumore post-referendum.



Era troppo pensare di poter finalmente gioire per un periodo di tempo superiore alla mezza giornata, me ne rendo conto.

Il giorno stesso della miracolosa vittoria dei Referendum, la sera, arriva il solito demente che mi fa quasi pentire di aver votato due "Sì" ai referendum sull'acqua.
Tal Luca Faenzi, dei comitati referendari. Un simil grillino che mal tollerava Bersani già dai tempi in cui scalava i tetti per raggiungere i precari, tanto per dirvi quale sia la caratura dell'individuo.
Al Tg3 gli viene posta una domanda sensata: ora che molte regioni del sud pagheranno di più l'acqua e l'energia, quali soluzioni alternative si possono trovare? Il tipetto (visibilmente ubriaco e strafatto), invece di rispondere e argomentare, ha dato sfoggio della sua totale INCOMPETENZA in materia, eludendo la domanda e stampandosi un sorriso forzatissimo, s'è messo a straparlare urlando.
"Noi siamo quelli che abbiamo vintooo!" (sic!) "non ci rappresenta nessunooooo! ABBIAMO VINTO NOOOIIIII! E ce lo state negando vooiiii avendo in studio Bersaaaniiii e gli altri amici vostraaaaa e gli amici degli amiciiiii!".
Viene da chiedersi se è giusto che su temi delicatissimi come la gestione dell'acqua e delle fonti di energia debbano essere prese decisioni da questi incapaci semplicisti.

E poi via al luogo comune di Bersani che "sale sul carro del vincitore prendendosi tutto il merito" (quando lui ha più volte ribadito che si è solo messo al servizio). Luogo comune megafonato anche da berlusconiani infiltrati (vedi Bechis, vicedirettore di Libero) con la scusa del "giù le mani dal referendum".

In risposta a tutti loro riporto le parole di un giornalista dell'Espresso, un antidalemiano di ferro, Alessandro Gilioli:

"Se io faccio una battaglia per un obiettivo importante e qualcuno che prima era freddo o contrario poi invece aderisce, io ne dovrei essere contento, anziché indignarmi. Anzi, il nostro compito etico e civile è proprio sbatterci ogni giorno per portare dalla nostra parte chi non lo è, per convincere chi convinto non è: con la battaglia delle idee, della ragione, delle parole.
Si chiama politica, è quella cosa che bisogna usare per provare a migliorare la realtà che ci circonda.
Se un domani l’Udc diventasse favorevole al testamento biologico e al diritto dei gay a sposarsi, io non sputerei certo nell’occhio dell’Udc: sarei molto contento del fatto che sono venuti sulle mie posizioni (okay, era un esempio assurdo, ma per capirci).
A me fanno un po’ pena quelli che invece, rivendicando la presunta primogenitura di una battaglia, fanno poi gli schizzinosi quando altri passano dalla loro parte. Sembra quasi che siano più interessati alla loro ragione sociale che non alle battaglie che conducono, o dicono di condurre."

Quanto all'impegno del PD nel referendum, è riconosciuto persino in un articolo del Fatto Quotidiano, dove si rende giustizia all'impegno dei Giovani Democratici nei due sì al referendum, con iniziative e raccolte firme partite più di un anno fa, quando non ci credeva ancora nessuno, neanche molti "senior" del PD.

Ma qualcuno, a quanto pare, vuol sempre rovinare i momenti di gioia per tirare acqua al proprio mulino.
Diciamo le cose come stanno: la differenza tra quelli come me e quelli come loro è che per quelli-come-me han vinto TUTTI. Ha vinto chiunque abbia partecipato, anche nel suo piccolo, anche quelli che prima non erano per 4 Sì e poi han cambiato idea (e ringraziamo il cielo che ci è concesso di cambiare idea), in generale tutti quelli che han votato e fatto votare.  Questa vittoria è di tutti. "Altri", invece, si lamentano perchè speravano che la vittoria fosse SOLO loro (a costo di mantenerla come battaglia di minoranza e perdente). Dimostrando così che, probabilmente, delle battaglie che facevano non gliene fregava niente: forse gli importava solo di farsi notare.
Questa è la differenza tra chi pensa a tutti e al bene comune...e chi spera invece di usare battaglie comuni solo per il proprio orticello. Quelli che rosicano quando devono dividere il merito, quelli che vogliono giocare da soli portandosi via il pallone. PA-TE-TI-CI.
Notizia flash: in quel 96% del 57% dei votanti al referendum ci sono ANCHE i partiti. E anche io, e con me innumerevoli altri. Forse siete VOI che volete mettere il cappello su questi referendum ignorando tutti gli altri.
Beh, sappiate una cosa: godetevi la sbornia, perchè non durerà. Quegli elettori di certo non li rappresentate NEANCHE VOI.

Passiamo al resto. Pippo Civati, come va? Bersani è stato saggio e ha sposato la causa civatiana per tempo, mentre gli idoli di Ciwati (Renzi e Chiamparino) han votato per i due no e han preso ricche sberle dal popolo del referendum. Chi è da biasimare quindi? Chi è da criticare? Bersani, ovviamente. A cui si dice chiaramente "non fare lo stronzo". Dura la vita dell'orfano di padrini politici, eh?

Sempre sui risultati del referendum. Chiamparino era per 2 no 2 (no, dico, DUE!!!) sull'acqua. Il 96% del 57% degli Italiani gli ha risposto picche (o anche "suca"). Per tutta risposta, quindi, la lungimirante Cristiana Alicata, all'interno di un post-civetta che ufficialmente parlava di Europride, lo promuove subito come leader vincente del centrosinistra.
Questo perchè -assicura lei- un paio di imprenditori brianzoli non-più-berlusconiani (hanno smesso pochi giorni fa, quando la barca affondava) le giurano che lo voterebbero pure loro.
Senz'altro questi imprenditori ex-berlusconiani son più rappresentativi del 57% degli Italiani col diritto di voto. Certo.
Ma non fateglielo notare: chiunque critichi Renzi, Chiamparino o Marchionne è un potenziale terrorista, per lei. Giuro, non me lo sono inventato io, l'ha proprio detto. Chi è contro i suoi beniamini è schiavo di "una brutta e pericolosa ideologia, stantia e preconcetta senza studio e critica, che l'ultima volta sfociò nelle brigate rosse".
Parla lei, quella che prendeva le birre coi democraticissimi picchiatori-sprangatori-cinghiatori-accoltellatori di Casa Pound. Allora c'è da giurarci, mi fido.



La Alicata e i suoi, però, al momento son troppo occupati per potersi inventare nuove e fantasiose giustificazioni per incoronare MarChiampaRenzi leader.
Son troppo occupati perchè c'è un nuovo scandalo che devono assolutamente denunziare con veemenza.


Corre voce, si dice, che Concita De Gregorio, direttrice dell'Unità (alias "la maestrina con la penna rossa") venga presto defenestrata dall'Unità e sostituita da Claudio Sardo, giornalista del Messaggero e co-autore del libro-intervista a Bersani ("Per una Buona Ragione").
La sostituzione della De Gregorio era una voce che girava da un po', a dire il vero (complice anche il fatto che L'Unità, checchè se ne dica, non naviga affatto in buone acque, specie per la concorrenza spietata di Repubblica e del Fatto Quotidiano, la cui nascita ha causato un travaso inarrestabile di lettori).


Questo non ha però impedito di far nascere le più astruse teorie del complotto: ad esempio si pensa che Massimo D'Alema abbia lanciato un editto bulgaro perchè l'ottimo (a mio parere) Francesco Piccolo ha scritto un articolo critico nei confronti del baffuto lìder.


Ora, quindi, io dovrei credere che D'Alema sia il tipo che lascia tranquillamente sull'Unità gente come Travaglio, Colombo e Padellaro, che per anni han scritto cose BEN PIU' PESANTI sul suo conto, mentre caccia addirittura la direttora per un articolino piccino picciò?


Francamente (ops!) mi sembra eccessivo anche per lui.
Ma si sa, le sane argomentazioni razionali nulla possono contro il furore emotivo-complottistico: ecco così millemila post con su scritto "CON TE", manco fosse morta, o che sospettano che sia stata cacciata perchè "troppo libera", "troppo scomoda" e "troppo a favore delle primarie, sarebbe sgradita al Terzo Polo".
Si dice anche che Concita non può essere cacciata perchè "è il simbolo delle ultime vittorie del PD" (quello si chiama culo: se è per questo, in base a questo ragionamento è stata anche e soprattutto il simbolo delle prime sconfitte clamorose del PD, da Veltroni in poi).



A parte che al momento Soru e De Gregorio smentiscono (peraltro dando dei "rimestatori nel fango" a tutti quelli che han strombazzato la storia, aliciwatiani compresi), ma mi sorge un dubbio.


A tutte queste verginelle che si stracciano le vesti, chiedo: ma voi dove eravate quando Veltroni (mediante Soru) cacciò Colombo e Padellaro (e di lì a poco Travaglio) dall'Unità, imponendo al loro posto Concita De Gregorio (solo "in quanto donna", per giunta, alla faccia della meritocrazia)?
No, perchè non ricordo particolari alzate di scudi, allora.

Quando glielo faccio notare, mi si risponde "eh vabbè, ma Padellaro faceva un giornale ottuso".
Capisco: è uno scandalo solo se cacciano un direttore che ci piace. Possibilmente un direttore "amico".
Se il segretario caccia un direttore che non ci piace, invece, ecco che scatta il clima di omertà.

Fate come volete, ma evitate di fare le verginelle doppiopesiste, ipocrite e incoerenti: o una cosa è sbagliata sempre o non è sbagliata mai. Decidetevi. E, in caso, fateci sapere.
L'Unità è sempre stato un giornale ambiguo: bisognava DA TEMPO sciogliere l'equivoco del giornale "di partito MA ANCHE no". Invece, a quanto pare, c'è chi se ne ricorda solo ora, solo perchè gli levano l'amichetto.

Bah.

sabato 11 giugno 2011

C'è chi vota No



A me dispiace per Civati, davvero. Non è un cattivo ragazzo: è antipatico, spocchioso, permaloso, inutilmente polemico quanto volete, ma è sempre stato coerente con le sue idee.
Il suo problema è che punta sempre, SEMPRE, sul cavallo sbagliato.
Da tempo si lamentava che il PD non si impegnasse per far votare 2 Sì al Referendum del 12 e 13 Giugno, ed ora che succede? Che il PD voterà 4 sì, mentre i due fuoriclasse su cui puntava per rinnovare il PD (Renzi e Chiamparino) votano uno o forse addirittura DUE no.

Per carità, come non capirli: ogni volta che leggo/vedo/sento le assurde pubblicità a favore dei 4Sì mi viene quasi da votare 4 no per reazione. Quasi. Però andrò a votare, ovvio. E fatelo anche voi, sennò vi guardo male e vi indico come la scimmia dei Griffin.

Tornando ai Rottamatori e al loro futuro dopo la vittoria delle amministrative (e dopo la recente, inesorabile ascesa di Bersani) segnalo questo articolo e questa intervista a Enrico Rossi, presidente della regione Toscana.

Ciwati, al momento, poco può fare se non dire "l'avevo detto prima io!" e "Bersani ha finalmente cambiato idea". Dice questo riguardo la presa di posizione di Bersani sul CdA Rai, nell'ultima puntata di Annozero ("via la Rai dai partiti!"), ma a onor del vero questo Bersani lo diceva pure in tempi non sospetti.

Pigi sta diventando sempre più convincente, insomma. E questo è un bene per tutti. Rottamatori e non.
Vendola, Di Pietro e Grillo, quando il PD è forte, lo inseguono con difficoltà e spesso la fanno fuori dal vaso.
Confido che finalmente si possa recuperare l'amor proprio che, a Dicembre, temevo scarseggiasse.

Daje.

E filate a votare, blatte.

PS: sul tema del lavoro, segnalo il documento che verrà presentato alla conferenza del lavoro del PD.
Documento poco tenero con le posizioni più "alla Marchionne" presenti nel partito, come fa notare Europa ("potrebbe finire per urtare la sensibilità di Cisl e Uil"). Un altro colpaccio di Stefano Fassina. Vai così!