Visualizzazione post con etichetta mario adinolfi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mario adinolfi. Mostra tutti i post
lunedì 5 marzo 2012
Chi ha perso le primarie di Palermo
Ah, l'analisi del voto! Ah, il dibattito del giorno dopo! Nel Paese dove tutti si sentono allenatori della Nazionale o segretari del PD, vuoi che non parliamo delle primarie di Palermo? Sì, vuoi. Ma parliamone lo stesso.
Nel corso dell'impietoso spoglio, man mano che diventava sempre più dolorosamente chiaro che 67 palermitani di troppo avevano ritenuto una buona idea votare per Cetto La Qualunque piuttosto che per la moglie di Borsellino, su twitter tutti si spacciavano per geniali battutisti scrivendo tutti grossomodo la stessa identica battuta su Putin che vince le primarie di Palermo, sui voti degli italiani all'estero, il seggio della Florida (nota ar Popolo de Twitter: prima di lamentarvi di Crozza che vi frega le battute, riflettete se non sia più probabile che tali battute, semplicemente, erano così banali e scontate che potevano venire in mente a chiunque, senza bisogno di doverle cercare su Twitter o Spinoza).
Tra i soliti clichè, ovviamente, c'era anche il tiro al Bersani, inutile dirlo. Uuh, ma Bersani perde sempre le primarie! Uuh, ma Bersani porta sfiga pure ai gatti neri! Uuh, ma persino Putin perderebbe se lo sostenesse Bersani! E così via. Avete ragione, cari amici del "Ma quando mai Bersani ha vinto un'elezione?". Bersani è solo stato eletto a stragrande maggioranza dalla società civile alle Primarie Nazionali. E' solo il segretario di quello che al momento è il primo partito in Italia, che veleggia verso il 30% e oltre. Mi avete convinto, deve dimettersi.
Bersani sosteneva la Borsellino. Vendola sosteneva la Borsellino. Di Pietro sosteneva la Borsellino. Ne decuco, quindi, che anche Vendola e Di Pietro debbano dimettersi per il risultato?
Si cita sempre questa storia, che Vendola vincerà perchè batte sempre Bersani alle primarie. Cosa peraltro non vera: la maggior parte dei candidati ritenuti "vendoliani" con Vendola non han mai preso neanche un caffè, e tra l'altro sempre ieri Cialente è stato riconfermato alle primarie per il sindaco de L'Aquila. Eh, già, Cialente, il sindaco uscente (fa pure rima) sostenuto dal PD. Il Vecchio, il Palazzo, l'Apparato, la candidatura piombata da Roma, il tizio attaccato alla poltrona che non vuole lasciare spazio ad altri, il candidato di Bersani. Ecco, lui ha battuto "senza fatica" (cito i giornali) il candidato di SEL (di Vendola, quindi).
Buffo poi che gli haters del PD (quelli che bramano le primarie per danneggiarlo) non si rendano conto che il PD alle varie elezioni, amministrative e non, abbiano preso percentuali di quasi dieci volte superiori a quelle di SEL. Ma già, questo avviene solo nelle elezioni vere. Quelle che contano.
Ora, poniamo che abbia perso Bersani. Ma hanno perso pure Vendola e DiPietro, se è per questo. Quindi, chi ha vinto? Andiamo con ordine.
Se tutto il centrosinistra che conta ha perso, i casi sono tre: o ha vinto "un altro centrosinistra", o ha vinto "il nuovo anti-establishment", o ha vinto "il centrodestra". Quartum non datur.
I fautori dell'"altro centrosinistra" (e quale altro centrosinistra ci può essere? I veltronian-liberali di Renzi!) dicono che a perdere le primarie non è Bersani, ma "la foto di Vasto", ossia l'alleanza PD-SEL-IDV. Certo che questa società civile non sa proprio quel che vuole, se a ogni amministrativa cambia idea su quel che vuole. Insomma, solo ieri ha cambiato idea due volte, premiando e bocciando contemporaneamente i candidati di Bersani. A Genova e Milano la societàcccivile era ancora più a sinistra di Vasto (e decisamente lontana dalle idee politiche renziane), per dire. Non è che forse ogni amministrativa va valutata singolarmente per il messaggio locale e non nazionale? Ma no, figuriamoci!
Allora, chi ha vinto? Renzi? Direi di no: Faraone è arrivato terzo. Ha ottenuto un ottimo risultato, dite? Beh, sì: non era sostenuto da nessuno. Se non dai renziani. I renziani giocavano per vincere, poche palle: hanno pure mandato il renziano avanzo di Mediaset, Giorgio Gori, a fare da spin doctor per l'occhialuto rottamatore palermitano. E' inutile che ora facciano gli umili con la storia del "bravi lo stesso", "l'importante è partecipare", "siamo i vincitori morali": Renzi e i suoi si candidano ad essere la nuova classe dirigente del partito e del Paese. Il sindaco di Firenze è spacciato da alcuni come vincitore sicuro di ogni primaria, da quella per il Segretario del PD a quella per il candidato Presidente del Consiglio. Viene visto come il Nuovo che dovrebbe spazzar via la vecchia dirigenza e gli apparati, dovrebbe rottamarli tutti...e non solo non sa fiutare il nuovo, fissandosi sulla Borsellino senza minimamente immaginare l'affermazione del giovane Ferrandelli, ma arriva persino terzo, risultando ancor meno convincente e credibile della segreteria che tanto critica: Atene piange, ma Sparta non solo non ride, ma è pure più antipatica. Performance fiacca e loffia, che neanche le accuse di "finanziamenti scorretti alla campagna della Borsellino" son riuscite a far decollare. Un ennesimo bluff dei renziani, che d'altronde han ricevuto già troppi endorsement dannosi (da Adinolfi a Sofri all'Alicata).
Aggiungiamo che i rottamatori perdono doppiamente: vince infatti il candidato che sostiene l'alleanza con Raffaele Lombardo e il suo MPA. La stessa alleanza che Mila Spicola (agguerrita sostenitrice di Faraone e detrattrice della Borsellino fino ai limiti della diffamazione) ha sempre vantato di criticare in tempi non sospetti, prima di tutti. Ad essere bocciato non è solo il candidato Rottamatore, ma anche il suo programma.
Ha perso, infine, la candidata outsider di cui neanche mi ricordo il nome. A quanto pare usare come argomentazione politica il fatto di essere donna e il bullarsi di essere outsider non son cose che appassionano particolarmente il popolo delle primarie, nè risultano valide motivazioni per essere votati. Aggiungiamo l'endorsement a sorpresa della renziana (ma stavolta non faraoniana) Cristiana Alicata (il bacio della morte, insomma) e la sconfitta è totale.
Chi ha vinto le primarie, insomma? Dicono dalla regia che il vincitore si chiama Ferrandelli, tizio che nessuno conosce ma che tutti dicono essere "vicino alla gente" (per atto di fede, evidentemente). Sostenuto da una fronda dell'IdV e da alcune associazioni. Candidato, tra l'altro, di quella pessima fascio-demagoga di Sonia Alfano, e di alcuni membri del Movimento dei Forconi.
I gggiovani, la società civile (chissà perchè, tutti i candidati ritengono di essere i più rappresentativi della società civile, qualunque cosa questo termine significhi), il nuovonuovopiùnuovodirenzi, l'Antipolitica, chiamiamoli come ci pare. Mi divertono molto i giovani "più puri dei puri" che sostengono Ferrandelli, specie quando difendono le sue scelte politiche arrampicandosi sugli specchi. Quella che si vanta di essere l'antipolitica, quelli "contro la vecchia politica e contro i partiti", alla fine hanno scelto proprio il candidato più partitocratico di tutti, il più politicista, il più abile stratega maneggione, il più esperto delle manovrine di palazzo. Non disdegna di avere sostenitori che pagano sconosciuti per votare per lui (stando alle voci), pare non disdegnare neanche i voti falsi (numero di schede segnate superiore al numero di elettori che si son presentati al seggio, schede di colore diverso) e, dulcis in fundo, è a favore del sostegno al Governo Lombardo, sommo fautore delle Grandi Alleanze.
Come dite? Ma non era D'Alema, quello fissato con le grandi alleanze? Quindi ha vinto la linea di D'Alema (con la quale peraltro sono in disaccordo), giusto? Ma D'Alema non è l'eminenza grigia dietro Bersani? Quindi in realtà ha vinto Bersani, no? Ah, aspettate, state dicendo che D'Alema non è più favorevole alle grandi alleanze col centro perchè ha corretto la rotta, ascoltando la base e la società civile? Allora queste primarie dicono che la scelta vincente era proprio la sua idea iniziale, al contrario, e non quella suggerita da "base" e "fautori della società civile": col senno di poi forse le dovrebbe seguire di meno, le sirene della società civile? Ma tutti questi sono discorsi oziosi: servivano solo per farvi capire quali fesserie uscirebbero fuori dal dare una valenza nazionale alle primarie di Palermo.
Non mi soffermo neanche su quelli che dicono "non solo perde la foto di Vasto, ma con Ferrandelli vince il governo Monti", perchè non possiedo lauree in psichiatria e non posso far nulla coi casi disperati.
A quanto pare ha vinto Raffaele Lombardo. Di nuovo.
Chi ha perso davvero, insomma? Beh, per cominciare hanno perso -per l'ennesima volta- i fini politologi, i sondaggisti e gli editorialisti. Quelli che hanno sbagliato ogni previsione e analisi pre-voto e che ora, con somma arroganza e faccia tosta, sono pronti a spiegarci (e a spiegare al PD) perchè Bersani ha sbagliato. Il tutto, ripeto, quando non avevano minimamente previsto Ferrandelli e l'avevano totalmente sottovalutato quando non ignorato.
I prossimi giorni ci diranno chi o cosa è davvero Ferrandelli (che, pure, s'è rivelato più signore di molti capiscioni del PD, da Tonini a Gentiloni a Parisi a Letta). Oggi prevale la delusione e lo sconforto. Se fosse vera la metà delle cose che si dicono a riguardo, in qualche modo ha vinto comunque il centro-centrodestra. Sì, il centrodestra vince le primarie del centrosinistra. A perdere, quindi, sono anche i palermitani, perlomeno quelli del centrosinistra. E la colpa è anche di uno strumento che ha permesso che il LORO candidato fosse scelto anche e soprattutto coi voti degli ALTRI. Quando elettori del centrodestra e dell'MPA votano i candidati del centrosinistra, capisci che la sfida è un po' troppo aperta e le regole decisamente poco strette.
Avete capito, insomma, chi è lo sconfitto più importante di queste primarie?
Sì, le primarie stesse. E con loro, i sostenitori delle "primarie sempre e comunque".
Questa volta la corda s'è spezzata e lo strumento delle schizofreniche primarie del centrosinistra aperte a tutti ha mostrato la corda. Motivo in più per ribadire che il PD merita "miti fondativi" migliori delle primarie, e che, se proprio primarie devono esserci, il candidato del PD sia unico. Non tanto perchè rischia di vincere il candidato extra-PD (dato che il PD spesso vince), ma perchè con più PD in lotta fra loro, sembriamo dei tafazzisti bipolari.
Etichette:
bersani,
borsellino,
cristiana alicata,
DALEMOFOBIA,
di pietro,
faraone,
ferrandelli,
Luca Sofri,
mario adinolfi,
matteo renzi,
monastra,
palermo,
primarie,
rottamatori,
sonia alfano,
vendola
giovedì 19 maggio 2011
E' scoccata l'Ora Icchese? (a.k.a. i miei 2 cent sulle Amministrative)
Allora.
Lo so che Basta un blog, un po' di tempo libero e chiunque può trasformarsi nel Paolo Mieli della situazione.
E PUFF! Siamo tutti opinionisti di spessore.
Ma andiamo con ordine.
Milano.
No, non me l'aspettavo, in effetti. Speravo nel ballottaggio, certo, ma temevo la vittoria della Moratti al primo turno.
"Ma ha fatto un clamoroso autogol con la storia del furto d'auto!". No, non l'ha fatto, secondo me. Dal punto di vista della comunicazione, anzi, ha fatto una cosa geniale: ha insinuato il dubbio.
Da quel momento in poi, tutti gli indecisi si saran fatti qualche domanda sul passato di Pisapia. E non importa che le accuse fossero false: a parte che pochi avrebbero avuto voglia e tempo di verificare, l'importante era mettere la pulce nell'orecchio. Anche perchè l'elettorato di riferimento della Moratti, diciamocelo, è quello che è.
Eppure Pisapia ha vinto con un distacco IMMENSO. Circa 6-7 punti di vantaggio. Se il grillino si fosse alleato con lui avrebbe già superato il 51%. Grazie Beppe, eh.
Non solo: ora come ora, se votassero pressochè gli stessi di questa tornata, Pisapia vincerebbe anche qualora il Terzo Polo si alleasse con la Moratti.
D'altro canto, l'exploit della Moratti, se non ha -secondo me- spostato voti al primo turno, potrebbe -stavolta sì- aver prodotto un autogol al ballottaggio: i terzopolisti hanno pesantemente attaccato la Moratti, avvicinandosi a Pisapia; i Grillini, dal canto loro, dopo ciò forse hanno un po' rivisto la loro politica del "sono tutti uguali", e potrebbero votare per il Csx al ballottaggio.
Ora, quelli in malafede dicono "è una sconfitta del PD e una vittoria di Vendola".
Mh. Allora mi spiegassero, costoro, come mai il PD ha preso più del 28% e S&L poco più del 4%.
La verità è che Milano è (anche e soprattutto) una vittoria del PD. E anche di Boeri (sconfitto alle primarie contro Pisapia), che ha preso uno svario di preferenze.
Quelli che dicono così sono i peggiori nemici delle Primarie, o comunque quelli che non han capito nulla del loro significato.
In questo periodo, in cui i sondaggi sono raramente attendibili, le Primarie sono la migliore forma di sondaggio che si potesse sperare. Un modo per chiedere suggerimenti all'elettorato, per correggersi in corsa.
Le primarie non si fanno per confermare il candidato ufficiale del PD. Quelle sono primarie-farsa, come quelle di Prodi e Veltroni. Il PD non vuole un plebiscito: indicendo le primarie, ovviamente mette in conto la possibilità che il proprio candidato non sia il preferito. Ma anche in quel caso, si impegna per il candidato vincente.
Certi elettori di Pisapia, qualora avesse vinto Boeri, avrebbero fatto lo stesso? Non lo sapremo mai, personalmente spero di sì.
Chi pensa che le primarie siano una resa dei conti o un modo per "fare un dispetto al PD", e che le usa in questo modo, è un triste ometto inqualificabile. E il risultato del primo turno delle amministrative lo conferma.
In tutto ciò, devo ringraziare un esponente del PD Lombardo. L'ho criticato spesso, spessissimo, quasi sempre. E non me ne sono mai pentito. Ma diamo a cesare quel che è di cesare: questa vittoria è anche merito suo. Parlo di Pippo Civati. Grazie Ciwati, anche per questa campagna efficacissima.
Ora, parliamo dei Grillini Milanesi. Il MoVimento 5 Stelle non ha sfondato, a Milano. Neanche dopo il tristissimo tentativo di un hacker grillino infiltrato di far credere che il PD New York sostenesse Mattia Calise, o dopo il patetico endorsement di Adinolfi (e del suo settimanale-per-snob-trentenni, "The Daily Week") al ventenne grillino.
E' arrivato appena al 3%. Una sconfitta, sia per Beppe Grillo e i suoi "son tutti uguali" (e i suoi "Vendola rottinculo -o busòn, se preferite-") sia per Mario Adinolfi, che a quanto pare c'azzecca solo nel poker -e forse neanche lì- e per i talebani giovanilisti che pensa di rappresentare.
D'altronde, è comunque inquietante il fatto che il 3% degli elettori voterebbe come SINDACO DI MILANO un tipo che nel curriculum della sua candidatura si presenta così: "Iscritto al secondo anno di Scienze politiche all’università Statale, è cintura nera di karate e batterista e ama il web. Fedelissimo seguace del comico genevose, sta facendo campagna elettorale soprattutto su internet, Calise ha iniziato a fare politica sui banchi del liceo Macchiavelli di Pioltello dove era rappresentate degli studenti".
Come dice un mio amico, è da prendere a calci nei denti lui e tutti quelli che lo appoggiano e lo votano.
Ora, so che tutti parlano di trionfo di Grillo e del grillismo, ma non ne sarei così sicuro. Col suo dire "Moratti e Pisapia pari sono", Grillo si è inimicato molta gente. I grillini stessi sono indecisi: il loro Leader e Guru dice di astenersi, mentre persino Mattia Calise tenderebbe a votare Pisapia.
Inoltre, se i voti dei grillini mancassero al ballottaggio e garantissero così la vittoria della Moratti, i grillini verrebbero sempre più ostracizzati ed evitati come la peste. E le loro giustificazioni ai tempi della vittoria di Cota in Piemonte non servirebbero più.
Ora speriamo bene per il ballottaggio. Già hanno cominciato a mobilitare i tifosi del Milan con una lettera (tutto vero). Ho appena scoperto che lo slogan del PDL è Forza Milano (ok, i meno maliziosi non la capiranno). E non è uno scherzo.
Bologna.
Grillini al 10%, nella loro roccaforte (speriamo che ora inizino a diventare responsabili). Una vittoria qui e una sconfitta a Milano. Sommate, dimostrano che il risultato grillino a queste elezioni è...BOH? Non la vittoria di cui tutti parlano, di sicuro. Ma sicuramente meglio del Terzo Polo, che con questa politica "dei due forni" (alias "della puttana politica") non solo hanno rotto le palle a me, ma anche agli elettori, che non li hanno premiati granchè. Ininfluenti o inaffidabili, finchè non seguono una linea chiara e precisa, non andranno da nessuna parte. A Milano, per dire, manco riescono ad essere gli aghi della bilancia. Con che faccia poi i loro leader criticano il berlusconismo, se poi si alleano con i rappresentanti locali dell'odiato cavaliere? Se Fini e Bocchino vogliono acquisire credibilità, devono costringere Rutelli e Casini a una svolta. O staccare FLI dall'abbraccio mortale con UdC e Api.
Ma torniamo al dato di Bologna.
Allora, intanto siamo passati al primo turno, ed è già una grossa soddisfazione.
In secundis, nel 2009 il candidato del centrosinistra, Del Bono si era fermato al primo turno al 49% circa (vincendo poi al ballottaggio).
E non dimentichiamo le dimissioni di Del Bono, il Cinzia-Gate e il lungo periodo di commissariamento.
Roba che avrebbe dovuto consegnare la città alla destra. E invece...
Una vittoria, quindi. Inaspettata anche questa.
Al contrario di...
Napoli.
Dunque, dunque, dunque. Ci sarebbero libri da scrivere, su queste elezioni a Napoli.
Iniziamo con Luigi De Magistris.
Vi stupirò, ma io all'inizio lo stimavo.
Anni fa lui e Clementina Forleo erano diventati delle star, ma a differenza della Forleo lui sembrava molto più competente e soprattutto più accorto, meno propenso a lanciare accuse complottiste e a sparare fregnacce.
Col tempo, inutile dirlo, si è rovinato.
A cominciare da quando si è candidato per l'IdV. Ricordo ancora una vecchia puntata di Annozero, dove De Magistris enunciava le sue proposte per risolvere il problema rifiuti: raccolta differenziata, in sostanza. "Ok, quello per evitare che si producano nuovi rifiuti: e per quelli che già ci sono, come fai?", replicò Roberto Castelli, costringendolo a farfugliare risposte inconcludenti e ad usare la supercazzola.
Cioè, DeMagì, in pratica stai facendo sembrare competente uno come CASTELLI. Castelli, santodio.
In seguito, Luigi ha dato svariati motivi per far pesantemente dubitare della sua bravura come politico.
Il modo ipocrita con cui si è fatto beffe del codice etico dell'IdV (che, in quanto rinviato a giudizio, gli imponeva di dimettersi) e il modo con cui poi si è scagliato contro Di Pietro (che ingrato, e dire che Tonino lo aveva difeso, sulla storia del codice etico che "va interpretato caso per caso") non gli han certo fatto onore.
Così come i suoi ultimi proclama elettorali sono stati francamente imbarazzanti.
Però fino a pochi mesi fa lo vedevo come un buon sindaco di Napoli. Magari con una giunta moderata attorno che gli togliesse le castagne dal fuoco nel risolvere i problemi concreti con un programma sensato.
Però poi si è tirato indietro. Per poi rimettersi in gioco troppo tardi.
Come interpretare la sconfitta di Morcone?
Morcone era una persona seria, preparata, che si è beccata un mucchio di accuse ingiuste da parte di quella sorta di Alberto Tomba in toga.
De Magistris, se vuole vincere al ballottaggio, lo farà coi voti di quelli che fino a ieri ha chiamato "apparato corrotto": ha dato anche ai vendoliani di SEL dei bassoliniani: vecchi clientelari ammuffiti, solo perchè non votavano lui, bensì Morcone. Quando si tratta di maturità. Vedi se riesci a vincere ora, Luigino.
Ovviamente De Magistris, con tutte le sue pecche, è sempre meglio di un Lettieri sponsorizzato da COSENTINO. Un voto contro i cosentiniani è necessario, specie dopo che il PdL è riuscito a salvare Nicola Cosentino in Parlamento.
Chiariamoci: la sconfitta della sinistra a Napoli era annunciata: dopo anni di Bassolino (che ha fatto anche grandi cose e che ora sta vivendo una seconda giovinezza -un po' come il rinato Fassino- ma che per troppo tempo ha fatto associare il suo nome a "Monnezza&Malgoverno") e della Iervolino (anche lei coi suoi alti e bassi), un calo era endemico. Non solo: ricordiamo anche il casino delle primarie del PD.
Hanno avuto un doppio effetto negativo: da un lato hanno dato l'idea di un PD Campano marcio fino al midollo (e chissà che non sia vero?), dall'altro hanno creato molti scontenti.
Come dice infatti Diego "Zoro" Bianchi: "Ma candidare Cozzolino, anche in virtù del fatto che le colpe di quelle primarie nessuno ha più voluto accertarle, sarebbe stato così scandaloso per il Pd? Sarebbe andato meglio o peggio di Morcone?" e poi ancora "Ipotesi: un bel po' di quelli che alle primarie hanno votato Cozzolino, non necessariamente camorristi o cinesi, incazzati per l'annullamento delle primarie hanno preferito votare De Magistris anziché il candidato ufficiale del Pd."
In effetti non gli darei tutti i torti. Quindi suvvia, non possiamo neanche lamentarci più di tanto.
Però dai, magari De Magistris ha intercettato i voti di coloro che mai e poi mai avrebbero votato il csx dopo gli ultimi sfaceli. Quindi chissà, magari ci ha salvato le chiappe.
Torino.
Piero Fassino, che dire? Che nell'ultimo tempo, a giudicare da voci di corridoio, molti lo davano per bollito. Tant'è che, si dice, volevano anche sconsigliargli di candidarsi.
Io stesso temevo che a Torino ci fosse un "effetto Rutelli", come ci fu a Roma, ai tempi della conquista di Roma da parte di Alemanno.
Ma quelle stesse persone che lo davano per bollito, in seguito, hanno ammesso di essersi sbagliate.
O meglio: forse bollito lo era effettivamente diventato, nel prolungato soggiorno a Roma. Ma il ritorno a Torino, a detta di tutti, è stato per Fassino un ritorno alle origini: è tornato il Fassino di molti anni fa, quando tutti lo giudicavano una delle risorse più brillanti del centrosinistra italiano. Ha ricominciato da capo, è ripartito da zero, con umiltà.
Ha vinto contro tutti coloro che lo accusavano di essere "vecchio" e di essere stato votato da "elettori vecchi" alle primarie (peccato che gli elettori vecchi contro i quali tuonano siano gli stessi che elessero Chiamparino, che i ggggiovani lucasofriani adorano), contro tutti coloro che lo criticavano per la candidatura di La Ganga, contro tutti quelli che PER ANNI gli rinfacciavano (e chissà per quanto gli rinfacceranno) il famigerato "abbiamo una banca?". Una vittoria della buona politica contro l'antipolitica.
Ora, se solo iniziasse ad esser meno subalterno a Marchionne e meno propenso a proporre politiche sul respingimento degli immigrati libici degne di un Leghista, sarebbe perfetto.
Morale: chi vuol capire capisca, ma queste elezioni dettano la linea al centrosinistra per le future politiche nazionali. L'effetto-grillo alla fine ha semplicemente unito PD e SEL contro il nemico comune, invece di dividerli o di danneggiarli entrambi.
Chissà, forse si può ancora sperare.
Etichette:
amministrative 2011,
beppe grillo,
de magistris,
diego bianchi,
Fassino,
grillini,
mario adinolfi,
mattia calise,
moratti,
pippo civati,
pisapia,
zoro
giovedì 10 marzo 2011
Primarie e Giovani? Solo se vincono i nostri.
C'era una volta Luca Sofri. Figlio di Adriano Sofri, marito di Daria Bignardi. Un uomo dotato di un ego spropositato e di un cervello acuto. Sì, come D'Alema, diciamo.
Costui, a un certo punto, decise di diventare il capo occulto-ma-indiscusso, lo spin doctor, il talent scout e l'opinion leader di un movimento d'opinione. In buona sostanza, voleva gestire il Partito Democratico, o perlomeno indirizzarlo nelle strade a lui più utili per vincere.
Così, un cupo giorno di Maggio di 4 anni fa, presentò la sua lista personale di padri costituenti del PD.
I nomi?
Pippo Civati, Matteo Renzi, Mario Adinolfi, Marta Meo, Cristiana Alicata, Pierluigi Diaco(!!!), Alessandro Mazzoli, Gianni Cuperlo, Ivan Scalfarotto.
Già da questa lista (a parte Scalfarotto e Cuperlo, che son bravini), potete capire quanto sia affidabile un tizio che voleva metterci DIACO (no, dico, DIACO! Ce l'avete presente? No? Cercate su google e youtube, così imparate a usare internet, tiè!) nel Comitato Centrale.
Eppure, nonostante questo, continua ad essere seguitissimo.
La maggior parte di questi, unita alle varie Concia, Alicata, Chiamparino ecc, formarono i famigerati Piombini.
E i piombini, sulla carta, auspicano cose sacrosante: la laicità (con Renzi e le sue posizioni filoclericali e baciapile sul caso Englaro e sull'omosessualità), politiche di sinistra (con Chiamparino che sostiene che Marchionne "merita un tappeto rosso") (e con la Concia e la Alicata che si fanno abbindolare dai nazi di Casa Pound solo perchè sostengono a parole di essere laici e non-omofobi, glissando sui loro crimini e addirittura parlando di "mito dell'antifascismo"), la questione morale (con vari membri della loro "Altra E-Mozione" che lodano e rimpiangono Bettino Craxi), una vera opposizione (con Renzi che ammicca a Berlusconi peggio di quanto abbia mai fatto D'Alema in 15 anni).
Un'altra cosa sostengono, costoro:
1) le Primarie aperte a tutti, in nome della democrazia
2)il ricambio generazionale: più peso ai Giovani.
Ma solo quando fa comodo a loro. Prendiamo i commenti dei frequentatori del blog di Ciwati (no, da lui non sentirete queste frasi: lui ama buttare il sasso e nascondere la mano, da buon paraculo qual è):
Esempio 1: Fassino vince le primarie a Torino, contro il loro volere. Ecco che gli amanti delle "primarie sempre e comunque, primarie per tutti, democrazia uber alles" dicono cose come "facciamo votare solo gli under 40 alle primarie!".
Esempio 2: un manifesto di un corso di formazione dei Giovani Democratici di Brescia presenta il volto di Bersani versione Obama: i ggggiovani vanno bene, ma solo quando dicono quel che piace a noi. Altrimenti ecco che "I giovani non sono una risorsa, sono un problema." e "i giovani mancano di esperienza, qui si è passato il limite!".
Insomma, i gggiovani ci piacciono. Ma solo se la pensano come noi. Solo se sono controllabili.
PS: durante la presentazione del suo libro, Renzi ha pubblicato un video ("il blob della rottamazione") con un montaggio di quello che per lui è stato "il peggio dei talk show politici degli ultimi anni".
Certo, se fosse stato intellettualmente onesto, tra i video montati avrebbe dovuto mettere anche questo video dove fa una figura ben misera. Ma non l'ha fatto. STRANO!
Etichette:
chiamparino,
cristiana alicata,
diaco,
Fassino,
gggiovani,
imille,
Luca Sofri,
mario adinolfi,
marta meo,
matteo renzi,
piombini,
pippo civati,
rottamatori,
scalfarotto
sabato 29 gennaio 2011
E guerra sia! (a.k.a. meno male che Silvio c'è e che Sergio ci fa)
Come sto?
Meglio, meglio, sì.
Meglio di quanto non stessi quando scrissi questo post, di sicuro.
Per cominciare, devo ringraziare due signori: Sergio Marchionne e Silvio Berlusconi. Devo ringraziarli perchè sono riusciti a farmi mettere ogni cosa nella giusta prospettiva. Il Presidente ci riesce da sempre, a onor del vero: l'Uomo col Maglione è una new entry, invece, ma è già partito col piede giusto.
Ho ancora tutti i dubbi che avevo il 17 Dicembre, sia chiaro. Anzi, ne ho anche qualcuno di più. Ma ogni volta mister Vecchio Pezzo Di Merda (©) mi rende quasi digeribili i peggiori compromessi e i patti coi peggiori diavoli. Quasi. L'alternativa è sempre peggiore, e vista la totale impermeabilità delle coscienze italiane, verrebbe quasi da appoggiare ogni squallida manovra di palazzo. Quasi.
Ma passiamo ad altro.
Veltroni torna a far parlare di sè in un nuovo Lingotto, l'ultimo della trilogia. Bersani, molto intelligentemente, si presenta, gli fa "pat pat" sulla capoccetta, gli dice "dai su, bravo lo stesso" e l'amore trionfa. Se avesse fatto la stessa cosa con Renzi e Civati ("sì, sì, bravo, Renzi, bravo, sono d'accordo...ciao!") ci sarebbero state meno chiacchiere inutili e meno fuffa tafazzista sui giornali, ma tant'è. Ma la notiziona è che Stefano Fassina smonta punto per punto le proposte veltroniane del terzo Lingotto. Argomentando pure in maniera encomiabile. Come dice Federico di EggsOfWar, "La notizia è che Veltroni ha fatto il suo movimento ed il suo evento per dire sostanzialmente le stesse cose che ha già detto il Partito Democratico, con qualche differenza residua (e dicendo cose un po’ campate in aria)."
Le controproposte economiche di Stefano FassinA pare siano molto apprezzate, anche da insospettabili sostenitori "rottamatori" o "vendoliani". Dirò di più: molti si lamentano che il documento di Fassina (ritenuto "agile e concreto") sia privato e "riservato" e non sia pubblicizzato nè discusso in pubblico.
Suggerisco chiunque sia interessato al bene del partito di stamparsi bene in testa questi commenti:
<<Drammatico come un partito che da questo documento sembra avere molte idee, spesso articolate e sensate, appaia all’elettorato come privo di idee e di proposte.>>
<<Veramente molto interessante il documento scritto da Fassina, se le posizioni economiche del Pd fossero realmente queste e venissero evidenziate pubblicamente Vendola perderebbe gran parte del suo appeal. Poi tutto il pezzo finale, con la stoccata "pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona. La politica non può, quindi, rimanere ancillare all’economia. " E' grandioso. Se solo si riuscisse a farlo venir fuori...
Andre (ex elettore del Pd, passato a SEL) >>
Meditate, gente, meditate...e cercate di fare in modo che Stefano Fassina abbia sempre più spazio nel partito. Ok, è praticamente il pupillo di Bersani, quindi direi che è tenuto eccome in considerazione. Però pubblicizzarlo un po' di più non sarebbe male. Leggetevi pure questo suo articolo, và, fatemelo come favore personale. Ci avete cliccato sopra? Bene, è un file pdf. Lo so, potevo dirvelo prima. Sono uno stronzetto: divertitevi ad aspettare le ore mentre il vostro pc lo carica. Però è un bell'articolo, ribadisco.
(E poi, a proposito di Fiat, Mirafiori ecc, dopo il referendum e lo straordinario numero dei "no", vogliamo chiedere a Bonanni e a tutta la CISL e UIL se hanno ancora la faccia tosta di ritenersi rappresentativi dei lavoratori, viste le proporzioni nonostante il loro endorsement a Marchionne? Chi rappresentano?)
Ora veniamo all'annosa questione delle primarie: che opinione ho a riguardo?
Vi lascio qui i pareri di alcuni blogger che ne parlano prima in generale e poi citando in particolare la querelle napoletana, come va valutata e anche cosa comporta.
Mettete questi 6 pareri insieme, con tutte le loro diversità e contraddizioni, mescolate ben bene e ottenete grosso modo il mio pensiero attuale.
E ora torniamo alla guerra fra poveri, il mio pettegolezzo preferito. Il fondatore di TheWeek ("il settimanale degli italiani nati dopo il 1 Gennaio 1970") Mario Adinolfi, giocatore
Nell'attesa che i due (Alicata e Adinolfi intendo, mica il povero Zoro, che adoro) si annientino a vicenda espellendosi l'un l'altro dalla Via Lattea, vi saluto.
Iscriviti a:
Post (Atom)

