mercoledì 23 febbraio 2011

Odio gli Indifferenti


Sì, ok, hanno fatto conoscere le parole di Gramsci ai milioni di telespettatori che guardavano SanRemo in prima serata, zombivecchi compresi. E solo per questo vanno apprezzati.

Sì, ok, è da tromboni radical-chic criticare gli sketch di una coppia di comici che fanno il loro mestiere come se fossero due intellettuali

Sì, ok, la sinistra è sempre stata autoironica, per cui è improprio che qualcuno a sinistra si lamenti della satira anti-PD, specie se in vari punti non hanno tutti i torti.

Sì, coloro che li han considerati EROI quando han fatto la satira su Berlusconi in prima serata e che poi li han considerati CRIMINALI per averla fatta su Santoro e Saviano il giorno dopo sono ridicoli.

Sì, a chi li critica per la "satira dozzinale" va ricordato che non sono attori satirici professionisti, e quindi non è che ci fosse molto da aspettarsi.

Sì, con tutte le pressioni sulla par condicio, sull'essere bipartisan, poteva andarci peggio. Potevamo sentire Giovinezza e Bella Ciao, per esempio. E poi, ma sì, Luca e Paolo han mostrato le ipocrisie dell'equidistanza, specie quando alla fine Luca ha sbottato.

Sì, c'è chi dice che in realtà i due geni incompresi hanno utilizzato due livelli: quello della satira pecoreccia da Bagaglino a livello superficiale, che però nascondeva una satira più profonda.

Ma per l'appunto...giacchè non han mai fatto satira politica, perchè mai decidere di cominciare a farla proprio a Sanremo? Per carità, avran voluto fare un salto di qualità e si sono convinti di fare chissà che cosa, di essere diventati "scomodi".

Però va bene tutto, davvero. Accetto tutte le obiezioni del caso, tutti gli elogi ai due e quel che volete, accetto anche l'accusa di essere radical-chic e poco autoironico, 'sticazzi: ma lasciate che vi spieghi cosa ha capito il Grande Pubblico della Prima Serata di Sanremo su Raiuno.

-Berlusconi e Fini pari sono. Tutti sputtanatori, nessuno sputtanato. Anche Fini cerca di sputtanare Berlusconi. Anzi, probabilmente c'è lui dietro la "macchina del fango" di Ruby e della D'Addario. Ha ragione Berlusconi: c'è il grande complotto antiberlusconiano di cui Fini, il traditore, è a capo.
(Già il termine "sputtanare" per definire l'atteggiamento di Fini nei confronti di Berlusconi implica un giudizio. Chi sputtana? Il calunniatore, il diffamatore, colui che infanga, il falso amico, l'ex amico, il traditore, l'INFAME...)

-Fini e Berlusconi fanno tanto ridere.

-La sinistra è divisa e litigiosa, senza leader nè programma, totalmente incapace di essere una valida alternativa: l'unico collante che hanno a sinistra è Berlusconi stesso.

-Santoro si lagna, ma sta in tv da 150 anni. E poi dicono che Berlusconi è un censore, tsk! L'editto bulgaro? Non esiste. Non è mai esistito.

-Berlusconi in fondo è solo un povero sfigato innocuo. E su di lui si possono sempre far battute. Mica come su Saviano e gli altri eroi della sinistra. loro sono intoccabili.

-Saviano non fa altro che dire che a Napoli c'è solo la Camorra, e crede di essere l'unico capace di sconfiggere la mafia. Ed è pelato.

-Alla fine, benchè gli altri siano uguali e/o peggiori a lui, il solo e l'unico a pagare per le colpe sue e per le colpe altrui, ahimè, sarà il povero Silvio Berlusconi, il 6 Aprile.

QUESTO è il messaggio che è passato ai milioni di telespettatori. Ed ora continuate pure a ridere e a canticchiare le loro canzoncine.

Signori, eccovi una puntata di "come banalizzare e normalizzare una situazione davanti a 10 milioni di persone". In nome del motto “qualsiasi cosa faccia Berlusconi, puoi sempre, sempre, SEMPRE abbassare l’asticella”.
La verità è che tutto ciò non fa ridere, manco per il cazzo. E non dovrebbe far ridere nessuno.
In Inghilterra, Cina, Stati Uniti, Spagna, Francia e Germania ridono, certo. Ma è ovvio: non è di loro stessi che stanno parlando. Anzi, loro ridono (e sono stupiti) proprio del fatto che nessuno in Italia faccia o dica più nulla, che ignori tutto ciò, che al peggio si limiti a riderne. Nessuno reagisce più, perchè nulla ci tocca più: è tutto innocuo, per noi furbi, ci si può scherzare su e auto-consolarsi, auto-assolversi. E Luca e Paolo, che hanno citato proprio l'odio di Gramsci per gli "indifferenti", dovrebbero ricordarselo.

PS: però "E allora Mambo", il film con Luca e Paolo, mi è piaciuto davvero tantissimo. Per la cronaca, eh.

Il bacio del Cuffaro Ragno



"Voglio dire soltanto che qui, questa sera, siccome ho sentito pazientemente e ho ascoltato per tre ore tutte le buffonate che avete costruito, chiedo due minuti in silenzio. Credo di avere il diritto di farlo. C'è in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore che abbia la Democrazia Cristiana in Sicilia. Questa volgare aggressione l'avete costruita sapientemente perché avete bisogno di delegittimare le persone migliori che abbiamo, perché questa Sicilia vada sempre più in fondo. Perché quello di stasera è giornalismo mafioso. Il giornalismo mafioso che è stato fatto fa più male alla Sicilia, che dieci anni di delitti. Questo è quello che avete fatto stasera e non ve ne rendete conto. Se siete servi di qualcuno, se servite a qualcosa, addebitate alle vostre coscienze [Falcone sorride]. Le vostre coscienze devono rispondere del danno che avete fatto alla Sicilia."
-Totò Cuffaro, Samarcanda/Maurizio Costanzo Show, 1991, puntata sull'omicidio di Libero Grassi, in presenza di Giovanni Falcone.-
Qui in formato video.

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Nella vita reale, ma anche nelle fiction, nei film, nei fumetti, nei videogiochi, capita spesso di incontrarlo. Il Nemico Perfetto. Il nemico che riesce ad affascinarti. Il cattivo che ruba la scena al buono. Il cattivo che ha stile. I MafioCristiani, nella Prima Repubblica in particolar modo, avevano questa caratteristica.
Giulio Andreotti è l'esempio classico, in materia. E poi, in un confronto pubblico o privato, i democristi ti si mangiavano, altrochè. Non c'era nessuno che sapesse batterli nel loro terreno: la polemica, la battutina velenosa, i tempi comici, la retorica e la dialettica, l'autoironia, il cinismo beffardo.

Tutt'ora, i maggiori oratori politici sono gli ex-democristiani, non certo gli ex-comunisti, salvo rarissime eccezioni. Anzi, diciamolo chiaro e tondo: a sinistra NON SANNO PARLARE. Per questo il primo democristiano toscano bambacione e ambizioso può spacciarsi abilmente per l'Obama bianco.

E poi una cosa va loro riconosciuta: hanno avuto il potere per 50 fottutissimi anni. Ma non hanno mai distrutto l'ordinamento giuridico italiano per salvarsi le chiappe. Mai. Mica come quell'altro.
Certo, da qui a elogiarli come fa Telese, semplicemente perchè hanno fatto il loro dovere (farsi processare e accettare il verdetto), ce ne vuole.

sabato 29 gennaio 2011

E guerra sia! (a.k.a. meno male che Silvio c'è e che Sergio ci fa)



Come sto?
Meglio, meglio, sì.
Meglio di quanto non stessi quando scrissi questo post, di sicuro.
Per cominciare, devo ringraziare due signori: Sergio Marchionne e Silvio Berlusconi. Devo ringraziarli perchè sono riusciti a farmi mettere ogni cosa nella giusta prospettiva. Il Presidente ci riesce da sempre, a onor del vero: l'Uomo col Maglione è una new entry, invece, ma è già partito col piede giusto.

Ho ancora tutti i dubbi che avevo il 17 Dicembre, sia chiaro. Anzi, ne ho anche qualcuno di più. Ma ogni volta mister Vecchio Pezzo Di Merda (©) mi rende quasi digeribili i peggiori compromessi e i patti coi peggiori diavoli. Quasi. L'alternativa è sempre peggiore, e vista la totale impermeabilità delle coscienze italiane, verrebbe quasi da appoggiare ogni squallida manovra di palazzo. Quasi.

Ma passiamo ad altro.
Veltroni torna a far parlare di sè in un nuovo Lingotto, l'ultimo della trilogia. Bersani, molto intelligentemente, si presenta, gli fa "pat pat" sulla capoccetta, gli dice "dai su, bravo lo stesso" e l'amore trionfa. Se avesse fatto la stessa cosa con Renzi e Civati ("sì, sì, bravo, Renzi, bravo, sono d'accordo...ciao!") ci sarebbero state meno chiacchiere inutili e meno fuffa tafazzista sui giornali, ma tant'è. Ma la notiziona è che Stefano Fassina smonta punto per punto le proposte veltroniane del terzo Lingotto. Argomentando pure in maniera encomiabile. Come dice Federico di EggsOfWar, "La notizia è che Veltroni ha fatto il suo movimento ed il suo evento per dire sostanzialmente le stesse cose che ha già detto il Partito Democratico, con qualche differenza residua (e dicendo cose un po’ campate in aria)."
Le controproposte economiche di Stefano FassinA pare siano molto apprezzate, anche da insospettabili sostenitori "rottamatori" o "vendoliani". Dirò di più: molti si lamentano che il documento di Fassina (ritenuto "agile e concreto") sia privato e "riservato" e non sia pubblicizzato nè discusso in pubblico.

Suggerisco chiunque sia interessato al bene del partito di stamparsi bene in testa questi commenti:

<<Drammatico come un partito che da questo documento sembra avere molte idee, spesso articolate e sensate, appaia all’elettorato come privo di idee e di proposte.>>

<<Veramente molto interessante il documento scritto da Fassina, se le posizioni economiche del Pd fossero realmente queste e venissero evidenziate pubblicamente Vendola perderebbe gran parte del suo appeal. Poi tutto il pezzo finale, con la stoccata "pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona. La politica non può, quindi, rimanere ancillare all’economia. " E' grandioso. Se solo si riuscisse a farlo venir fuori...
Andre (ex elettore del Pd, passato a SEL)
>>

Meditate, gente, meditate...e cercate di fare in modo che Stefano Fassina abbia sempre più spazio nel partito. Ok, è praticamente il pupillo di Bersani, quindi direi che è tenuto eccome in considerazione. Però pubblicizzarlo un po' di più non sarebbe male. Leggetevi pure questo suo articolo, và, fatemelo come favore personale. Ci avete cliccato sopra? Bene, è un file pdf. Lo so, potevo dirvelo prima. Sono uno stronzetto: divertitevi ad aspettare le ore mentre il vostro pc lo carica. Però è un bell'articolo, ribadisco.
(E poi, a proposito di Fiat, Mirafiori ecc, dopo il referendum e lo straordinario numero dei "no", vogliamo chiedere a Bonanni e a tutta la CISL e UIL se hanno ancora la faccia tosta di ritenersi rappresentativi dei lavoratori, viste le proporzioni nonostante il loro endorsement a Marchionne? Chi rappresentano?)

Ora veniamo all'annosa questione delle primarie: che opinione ho a riguardo?
Vi lascio qui i pareri di alcuni blogger che ne parlano prima in generale e poi citando in particolare la querelle napoletana, come va valutata e anche cosa comporta.
Mettete questi 6 pareri insieme, con tutte le loro diversità e contraddizioni, mescolate ben bene e ottenete grosso modo il mio pensiero attuale.


E ora torniamo alla guerra fra poveri, il mio pettegolezzo preferito. Il fondatore di TheWeek ("il settimanale degli italiani nati dopo il 1 Gennaio 1970") Mario Adinolfi, giocatore fallito incallito di poker che ha cambiato più fazioni di quante mutande abbia cambiato io in un anno, ha dato del "frocetto" e "servetto gay" ad Alfonso Signorini. Cristiana Alicata ha chiesto la sua espulsione dal Partito Democratico. Per non essere da meno, Adinolfi tira fuori tutto il rancore represso e il suo antico rosicare, cercando di buttare nel mezzo lodiato (da lui) Diego "Zoro" Bianchi (breve cronistoria: ad Adinolfi sta sulle palle Zoro, Zoro lo smonta o lo ignora, fine), reo di aver usato la parola "frocio" in uno dei suoi ultimi video di Tolleranza Zoro: "una geniale amica di partito ha chiesto la mia espulsione dal Pd perché ho detto "frocetto" a Signorini in una riga di uno stato di Facebook, andrò al Processo Democratico chiamando in correità Zoro che per Signorini usa direttamente la parola frocio nel programma cult di Raitre, ma lui è tanto divertente".
Nell'attesa che i due (Alicata e Adinolfi intendo, mica il povero Zoro, che adoro) si annientino a vicenda espellendosi l'un l'altro dalla Via Lattea, vi saluto.

I fumetti insegnano.


Nel gennaio del 2001, Lex Luthor riuscì a farsi eleggere Presidente degli Stati Uniti d'America. Già quand'era a capo della multinazionale LexCorp era intoccabile, figurarsi ora che era diventato l'uomo più potente e influente del pianeta. Nessuno poteva svelare le sue trame criminali, nessuno (neanche Superman) poteva smascherarlo nè incastrarlo. Nessuno poteva fermarlo. Tranne se stesso.





Così, senza alcuna ragione particolare, si inietta viagra kryptonite liquida nel sangue, si droga con le iniezioni al pisello di Don Verzè col siero di Bane, si mette una ridicola armatura e scapoccia del tutto, attaccando Superman e Batman e mostrandosi come un pazzo sbavante e con gli occhi fuori dalle orbite davanti alle telecamere (per giunta confessando tutte le sue malefatte).



Ottobre 1997. Norman Osborn, spietato industriale creduto morto, torna a New York, diventando comproprietario del giornale Daily Bugle. Rivela di aver finto la sua morte per salvarsi dalle toghe rosse dai suoi numerosi rivali industriali e politici, tra cui quell'orribile Uomo Ragno. E tutti gli credono (senza neanche chiedergli chi diavolo sia sepolto al suo posto). Tra minacce, corruzione e influenza politica, Norman è ora uno dei cittadini più stimati, rispettati e potenti di New York.
Nessuno sospetta che sia il supercriminale Goblin: del resto tutto il mondo ha visto Goblin (un impostore travestito, in realtà) minacciare Osborn. L'Uomo Ragno non ha modo di batterlo: non ha le prove e, soprattutto, è considerato un fuorilegge, a differenza di Osborn. Oltretutto c'è una taglia sulla sua testa: Osborn si è fatto filmare di nascosto mentre un esasperato Spidey lo pestava a sangue. E dal filmato era "palese" che un onesto cittadino (nonchè filantropo) era stato picchiato barbaramente da un criminale mascherato che si spacciava per eroe. Nessuno poteva fermare Norman. Tranne se stesso.



Così, senza motivo, Norman decide di diventare onnipotente con un improbabile rituale magico che lo rende invece totalmente pazzo. Si mette un ridicolo costume, si fa catturare e spedire dritto dritto in manicomio. A onor del vero i suoi lo fecero fuggire prima che venisse smascherato, ma dopo un po' ricominciò a impazzire e a fare bunga bunga con troie dalla scarsa igiene intima ad ammazzare dipendenti a casaccio della Oscorp (pare gli piacesse farlo, tutto qua) e giornalisti vari, fino a farsi beccare e spedire in cella.

Cosa ci insegna questa storia? Che ci sono criminali così intoccabili che neanche Batman, Superman e l'Uomo Ragno messi insieme possono battere.
 (A parte Devil, ecco, che lui ha battuto Kingpin senza che lui scapocciasse. Ma di fatto l'ha fatto cadere mettendolo contro Fini e Casini i terroristi dell'Hydra.)
Ma questi criminali sono i peggiori nemici di se stessi. E prima o poi...
Mi spiace, Lex e Norman. Venite in Italia. E' sicuro qui. Per ora.

martedì 28 dicembre 2010

La Linea Cundari, la Guerra dei Valori, Marchionniani Mannari e altre menate



Il blog di Francesco Cundari (giornalista de Il Foglio, scrittore ed ex-direttore di Red TV molto amato dai GD-Giovani Dalemiani, intendo) lo leggo sempre con piacere. Come con Francesco Costa e con gli altri blogger che seguo, spesso e volentieri mi capita di trovarmi in feroce disaccordo con lui, ma i suoi pareri e le sue analisi sono comunque interessanti e rispettabili.

In risposta alle reazioni suscitate dalla famigerata intervista di Bersani del 17 dicembre, Cundari sostanzialmente se la prende con Veltroni e smonta il giochino ai weltronian-bipolaristi (dice, in pratica: "se siete tali allora dovreste essere i primi a cercare di creare una coalizione che annienti Berlusconi, a costo di sacrificare le primarie"). Non essendo io nè veltroniano nè affamato di bipolarismo, posso quindi esprimere le mie perplessità in pace, per fortuna.
Ma non è per questo che vi ho linkato quell'articolo lassù.

L'ho fatto perchè in tale post, il Cundari ci offre anche la sua personale definizione di centrosinistra: <<dicesi “centrosinistra” quella larga coalizione di partiti la quale, in un sistema elettorale maggioritario, impedisce che vinca sempre e matematicamente il centrodestra senza nemmeno bisogno di fare la campagna elettorale, come accaduto nel 2008>>.

Sono molto soddisfatto. Di più, sono sollevato. Questa frase è ILLUMINANTE. Mi ha rivelato varie cose e mi ha finalmente tolto molti dubbi.

Partiamo da una constatazione facilmente verificabile:  Berlusconi e Lega sono Berlusconi e Lega. Dare loro la patente di "centrodestra" è quasi un complimento. FLI e UDC sono invece, palesemente, due partiti di centrodestra. Ok, qualcuno obietterà che l'UDC è "centro centro", ma trovatemi voi la differenza tra un Totò Cuffaro, un Buttiglione (no, dico, Buttiglione!!!) e un qualunque pidiellino di cdx.

In base a questa constatazione e alla definizione di centrosinistra di Cundari, le ipotesi sono tre:
A) il PD è un partito di centrosinistra che, pertanto, deve impedire la vittoria del centrodestra. E quindi non si alleerà con FLI e UDC, in quanto partiti di centrodestra.
B) il PD non è un partito di centrosinistra, quindi può allearsi con UDC e FLI.
C) il PD è un partito di centrosinistra e si allea con UDC e FLI per portargli sfiga e far loro perdere le elezioni, compiendo quindi la sua missione storica.

Questo se prendiamo per buone le parole di Cundari, s'intende. Ma forse c'è un'altra strada.

D) Opzione da realpolitik: siccome un governo tecnico non si è riusciti ad ottenerlo il 14 Dicembre, facciamo la grosse koalition alle elezioni (sinistra, centrosinistra, centrocentro, centrodestra), battiamo Berlusconi e Bossi e de facto abbiamo insediato in Parlamento il favoleggiato Governo Tecnico. Solo che lo abbiamo ottenuto tramite elezioni (ah ah ah! v'abbiamo fregati, pidielleghisti!) e non lo chiamiamo ufficialmente "Governo Tecnico": facciamo le riforme necessarie per salvare capra e cavoli nel nostro sventurato paese, modifichiamo finalmente 'sta benedetta legge elettorale e poi facciamo una crisi pilotata per andare nuovamente ad elezioni, stavolta ognun per sè (ossia, centrosinistra da una parte, centrodestra dall'altra e centro per conto suo, o magari unito al centrodestra, se si riesce ad eliminare definitivamente il sodalizio Berlusconiani-Leghisti). E in questo caso vinca il migliore.

Ecco, vista così si potrebbe anche ingoiare il rospo. A patto che sia davvero un governo a tempo.
L'opzione "A" resta la mia preferita, certo. Vedremo come andrà.

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I guai dell'Italia dei Valori, intanto, non sono affatto finiti.
A quanto pare è finito il provolone i soliti Luigi DeMagistris e Sonia Alfano si lamentano della questione morale dell'IdV dipietrista, approfittando del recente scandalo Scilipoti-Razzi.
Massimo Donadi difende il partito e Tonino, dando sostanzialmente delle "serpi in seno" al duetto LdM-Alfano e dicendo un'altra frasetta (qui linkata) che mai avrei immaginato potesse dire uno dei "duri e puri dell'unica opposizione": evidentemente, alla scoperta della solita massima del "c'è sempre uno più puro che ti epura", Donadi e Antonio son tornati lucidi.

De Magistris ha ragionissima nelle sue accuse. Peccato che anche lui dovrebbe farsi un bell'esame di coscienza. Ha un bel coraggio a fare il puro quando lui stesso, ricordiamolo, si fa beffe del codice etico del suo partito, evitando di dimettersi quando viene rinviato a giudizio. Che ingrato: Di Pietro l'aveva pure difeso (insieme alla Alfano).
Non sono un fan di Di Pietro, Barbato e Donadi, ma se al loro posto abbiamo gente come Luigi De Magistris e soprattutto quella pericolosa invasata di Sonia Alfano non stiamo messi meglio.
Poi per carità, la colpa è comunque di Tonino che ha creato un mostro.
Un po’ come fece Grillo coi vari Barnard e Signoraggisti. Creature che ti sfuggono di mano e che si rivelano peggiori del loro creatore.

E poi sì, è vero, Scilipoti e Razzi stavano nell’Idv da oltre un lustro, come il duetto di neo-puri denuncia.
Ma non mi pare che in questo lustro la coppietta ipocrita si sia stracciata le vesti, lamentandosene.
E dire che di spazio, tempo e modo per farlo ce n'era in quantità industriale. Troppo comodo farlo ora, col senno di poi, auto-attribuendosi una patente di faro morale del tutto ingiustificata.

Sempre per lo stesso motivo, c'è maretta anche fra Di Pietro e Paolo Flores D'Arcais. Il primo elenca i peccati di Flores D'Arcais (accidia, superbia, invidia). Il secondo sputtana Di Pietro e il suo vizietto di manipolare i sondaggi online.
Ennesimo caso di ipocrisia: Flores d’Arcais si accorge SOLO ORA che se propone un sondaggio su Di Pietro, questo viene bombardato dai fans di Tonino? Cioè, fino ad ora della Casaleggio Associati e dei suoi metodi di marketing (fin dai tempi delle primarie del PD) non ne sapevano niente da quelle parti?

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Passiamo ora a un altro tema caldo: l'affaire Marchionne. Sì, proprio quello che, insieme agli altri manager Fiat, sta mettendo in atto una vera e propria disgregrazione volontaria e autoritaria dei diritti di ogni lavoratore senza che il governo dica una parola.

Sull'accordo Fiat-Mirafiori, le varie anime del PD sono divise. Ed è giusto così, è una bella cosa. E questo blogger spiega divinamente il perchè.

Piero Fassino dice che se fosse un operaio voterebbe "sì": aggiungo io, graziarcazzo che un operaio voterebbe sì...non è che gli si lasci alternative. Oltretutto l'accordo dice chiaro e tondo che chi non firma impegnandosi a non scioperare non entra. E' come dire "se mi puntassero una pistola mi farei rapinare".

Chiamparino, quello che molti vedrebbero come il nuovo guru del PD, quello che molti gggiovanirottamatori vorrebbero candidare contro Bersani alla guida della coalizione (peccato che la sua candidatura andrebbe contro lo stesso Statuto che i gggiovanirottamatori in altre occasioni difendono a spada tratta...ma si sa, le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici e blablabla...), è ancora più drastico nel suo sostenere Marchionne, il "grande innovatore". Lo è sempre stato, da mesi, e poche ore fa ha confermato il suo invito agli operai a votare "sì". C'è da dire che non solo i vari Chiamparino, Ichino e Renzi, ma molti dei loro sostenitori (i "post-ideologici nati dopo il 1970") hanno una posizione subalterna a Marchionne.

Cristiana Alicata, per esempio, fa un discorso sulla meritocrazia degno del peggior Brunetta, ficcando insieme tante cose giuste, tante obiezioni sacrosante, tanti luoghi comuni, in un turbine indistinto: "la colpa non è di Marchionne, è dei sindacati", dice la pasionaria dal contratto metalmeccanico (proprio con Mamma Fiat), "e la colpa è anche della sinistra che difende i privilegi di chi ha un contratto a tempo inderminato, che difende l'operaio che non lavora, i malati immaginari, che va contro gli imprenditori solo perchè li considera padroni".
La paladina dei diritti civili omosessuali (e solo di quelli?) approfondisce la questione analizzando il testo completo degli accordi pomiglianmirafioriani, dando in pratica ragione a Piero Fassino.

Poi, per carità, come mi dicono dalla regia, Marchionne fa il suo mestiere: fa aumentare il valore azionario dei titoli Fiat e si impegna nei confronti del consiglio di amministrazione a ripartire più utili nell'attuale esercizio. Poco conta, per lui, che questo sia realizzato a discapito delle "maestranze".  E non penso voglia dare uno "scossone" ad alcunchè: semplicemente non vuole pagare la crisi.
Gli attuali dirigenti sindacali (a parte la Camusso, sulla quale non mi esprimo perchè finora ha fatto troppo poco per poterla inquadrare) non sono in grado di avvertire la sfida del mondo del lavoro posta da questo secolo...e in alcuni casi non hanno neanche la cultura personale del proprio ruolo. Altra grande colpa è dell'attuale burattino ministro del lavoro.
D'altro canto, però, uccidere il sindacato e la contrattazione sindacale (perchè è QUESTO che succederà, e chi è a favore dell'accordo con Marchionne lo sa benissimo) non è una soluzione adeguata, anzi.
Ce li dovremmo ricordare, eventi passati analoghi: anch'essi erano stati salutati come cambiamenti difficili da digerire, ma che avrebbero portato a un'Italia futura migliore. E poi abbiamo visto come sono peggiorate le condizioni di lavoro in Italia, con la Legge Biagi e l'abolizione dell'Articolo 18.
La Alicata non ha del tutto torto, ma vede solo parte del problema, che è ben più grande di come lo vede lei: il proposito (non dichiarato) di Marchionne è quello di aumentare la produttività a discapito dei lavoratori e concentrare gli investimenti altrove. Il problema riguarda innanzitutto la politica e il modo con cui si interpretano le relazioni industriali nel 2010/2011.


In tutto ciò Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD, dice le cose giuste al momento giusto.
E mette anche a tacere le polemiche sulla posizione del PD, dettando la linea.

Fassina dice inoltre l'unica cosa sensata da dire: bisogna salvaguardare il contratto nazionale. "La questione Fiat pone un problema vero: l’esigenza da parte delle aziende di veder rispettate le regole che vengono sottoscritte nei contratti. Ma questo però non può avvenire a discapito dei diritti. Il nostro è un punto politico: l’esigenza di competizione che hanno le aziende non si gioca sul piano delle garanzie costituzionali."...che è quello che sosterrebbe chiunque abbia un minimo di cultura giuridica e memoria storica. 
Chi non si pone su questa linea è in malafede.

PS: parole di speranza dalla Toscana. No, non è Renzi, è il mio amato Enrico Rossi.

PPS: quoto un mio amico, che torna sulla lontana querelle "PD vs resto-della-sinistra":

<<Beh se la sinistra avesse avuto un pò più di sostanza politica, se si fosse modernizzata, se non avesse passato gli ultimi quindici anni a recitare la parte della spina nel culo del centro sinistra, se avesse avuto un programma e un progetto, se avesse avuto una classe dirigente presentabile e un elettorato un pò più coraggioso (che magari avrebbe votato Vendola come segretario e non Ferrero), forse sarebbe sopravvissuta. E magari, proprio con questo PD, si sarebbe anche rafforzata in un moderno, laico partito di sinistra di ispirazione socialista europea.>>

lunedì 20 dicembre 2010

Amor proprio




La prendo alla lontana.
Mi capita spesso di fare da confidente e consigliere per cuori spezzati, solitari e inconsolabili.
Non si sa con che titolo, dall'alto di quale pulpito o esperienza, ma capita. Spesso.

A queste persone che sperano semplicemente di essere amate e apprezzate, dico sovente la stessa cosa: "Come puoi sperare o pretendere di essere amato da qualcun altro se tu per primo non riesci ad amare te stesso?".
Si badi bene, "amare te stesso" non significa ignorare tutti i tuoi difetti e non aver contatti con la dura realtà.
Tutt'altro, vuol dire conoscersi a fondo, apprezzarsi e accettarsi, fino a volersi un minimo di bene.
Avere un minimo di rispetto per se stessi, un minimo di amor proprio.

Veniamo quindi a noi, caro il mio pelatone col sigaro. Io ti voglio bene, davvero. Mi stai anche simpatico. E anche a livello politico, ti ho spesso stimato e difeso, evidenziando spesso le pecche e le contraddizioni di quanti ti criticavano. L'ho fatto anche con toni molto accesi, devo dire.

Ora, dico io, a sinistra siamo dei campioni nello strappare la sconfitta dalle fauci della vittoria. Lo so io e lo sai tu. Ma a tutto c'è un limite.
Hai incassato grandi vittorie, ultimamente. L'11 Dicembre hai scaldato diversi cuori, riempiendo una piazza di soli piddini e ottenendo il plauso addirittura di alcuni Fattoni Quotidiani. Il 14 Dicembre il tuo PD ha portato 206 voti di sfiducia su 206, compreso quello della Mogherini, incinta e in procinto di partorire, che ha votato "col pupo in canna", tra gli applausi.
In tutto questo, FLI si è dimostrata inaffidabile, incapace di votare compatta sulla sfiducia, con buona pace dello statista Fini al quale troppi, anche a sinistra, guardavano con speranza.
Gli alleati malpancisti, tuoi oppositori interni, hanno dovuto abbozzare, con molto imbarazzo: il partito di Di Pietro, "l'unica opposizione", ha de facto salvato Berlusconi con due preziosi voti. Calearo, espressione del PD di Veltroni, ha votato la fiducia a Papi Silvio. Renzi ha perso seguito e credibilità dopo il viaggetto ad Arcore e in parte, adesso, anche per i disagi di Firenze durante la tormenta di neve.

Dovresti sentirti rafforzato, legittimato.
E invece, di venerdì 17, che ci combini? Ti metti a 90 gradi. Ti riduci ad elemosinare l'appoggio di un Terzo Polo che già si è dimostrato inaffidabile e dannoso per se stesso (vedi il 14), figuriamoci per noialtri.
Ma questo ci poteva pure stare: c'è chi dice che senza centro non si vince. Io dissento, ma 'sticavoli.
Il vero problema c'è quando ti dimentichi di avere il coltello dalla parte del manico.
Quando, oltre ad elemosinare l'appoggio di persone totalmente inaffidabili, sei disposto a cedere qualcosa per risultare loro più attraente.
E' mortificante vedere questa continua umiliazione, vederti travestito da nerd sfigatello con i brufoli e gli occhiali che ci prova con la più carina della classe per invitarla al ballo. E di certo il Terzo Polo non è la più bella della scuola, anzi.
Si parla di responsabilità, ma a porgere l'altra guancia siamo sempre e solo noi.

E' una questione che esula dalle primarie: è una questione di principio. Anche se tu non cedessi sulle primarie, ma cedessi piuttosto su qualcos'altro, il mio disagio rimarrebbe.
Si parla di sconfiggere Berlusconi, ma ci si comporta come dilettanti della politica, ingenui principianti della strategia.
Si dimentica che i voti ottenuti da un cartello elettorale non sono MAI la somma algebrica dei voti ottenuti dai singoli partiti che compongono quel cartello. Si dimentica che ai voti in più conquistati da quest'alleanza vanno sottratti i voti di coloro che non voterebbero mai e poi mai una coalizione simile. Voti che finirebbero nel calderone degli astensionisti o dei "voti di protesta" per partitini irrilevanti.

Si fa finta di non capire che Berlusconi, ok, lo si può anche battere -temporaneamente- alle elezioni, ma che non lo si annienterebbe definitivamente. Perchè per scongiurare la sua minaccia devi evitare di resuscitarlo.
E per evitare di resuscitarlo devi creare una vera, solida alternativa. Devi formare un governo che DURI, che non crolli alla prima folata di vento. Un governo che duri 5 anni e che possibilmente venga rieletto alle elezioni successive. Un governo che duri ALMENO fino alla scadenza del mandato di Napolitano, per impedire che Berlusconi venga eletto Presidente della Repubblica.
Già con Mastella nell'Unione e la Binetti nel PD era difficile prendere decisioni. Figurarsi se ci alleiamo con FLI e UDC. Per dirne una, che faremo quando dovremo fare una riforma universitaria? Fli e Udc votano a favore della Riforma Gelmini, ricordate? Che faremo allora? Voteremo una riforma che riteniamo inaccettabile per evitare di far cadere il governo? Oppure scenderemo in piazza contro il nostro stesso governo? Come ai tempi di Prodi?

Con una semplice intervista in un solo giorno, il 17, hai dilapidato tutto il credito che avevi ottenuto l'11 e il 14. La tua è stata una dichiarazione di debolezza immensa. Un'ammissione di sconfitta. Una resa.
La sconfitta della politica, insomma.
Perchè di politica qui se ne vede e se ne sente poca, pochissima.

E purtroppo è un problema che non tocca il solo PD. Tocca tutte le opposizioni di centrosinistra. Sia Bersani che Vendola, l'uno con l'alleanza, l'altro con le primarie, non parlano di programmi. Non parlano di proposte.
Io voglio le tre P: Proposte, Progetti, Politica. E sono queste a mancare.

Io voglio un'alternativa che non sia solo numerica, che non sia solo di nome e di leadership. Io voglio i fottuti CONTENUTI, cazzarola.

E tu, Bersani, mostri un'ingiustificata paura di perdere. Un'ingiustificata convinzione di essere inadeguato.
Da un lato, la paura di perdere le Primarie contro Nichi Vendola. Ma le primarie le avresti vinte tu, Pigi. Magari di poco, ma le avresti vinte tu. Specie quando dalle narrazioni si sarebbe passati alle proposte concrete. Tu sei sempre stato quello coi piedi per terra. E se avessi perso, pazienza.
Dall'altro lato, la paura di perdere le elezioni. Il timore di non riuscire a scrivere e a comunicare un programma alternativo a quello berlusconiano, il timore di non avere idee CONVINCENTI.

E qui torniamo alle mie frasi di inizio post: con questo atteggiamento dimostri TU, per primo, di non essere sicuro di te. Di non essere convinto di rappresentare la più credibile alternativa al berlusconismo.
E se non sei convinto tu di te stesso, come diavolo speri che possa esserlo IO? Che possiamo esserlo TUTTI NOI ELETTORI?

Come puoi convincere gli altri, se non convinci TE STESSO per primo?
Come può chiunque al mondo desiderare l'amore, l'apprezzamento altrui, se per primo non si vuole nemmeno un po' bene?
Come puoi avere i miei applausi, il mio sostegno, la mia difesa appassionata davanti ai tuoi detrattori, le mie spiegazioni ai potenziali elettori indecisi e incerti e scettici su di te, il mio voto, il mio RISPETTO, se tu per primo non hai un briciolo di amor proprio?

E su. Ti aspetto giovedì 23 Dicembre. Fai il bravo.

mercoledì 15 dicembre 2010

Poi dici che te la prendi sempre coi soliti

Ricapitoliamo: l'IdV, quella che da sempre si vanta d'essere "l'unica vera opposizione", ha regalato ben due salvagenti a Berlusconi.

FLI, la "vera destra che fa più opposizione del PD, anzi, quasi quasi voto loro e non il PD, se Silvio cade sarà grazie a loro e non grazie all'imbelle PD", si è mostrato un partito totalmente inadeguato, tra le mille smentite di Bocchino (sputtanatosi inoltre per aver colloquiato in privato con Berlusconi e per averlo negato) e un Fini che non riesce a tenere in riga i suoi descamisados (che subito tornano all'ovile di Papi).

Veltroni, l'ex segretario che ha recentemente rialzato la testa, l'ha riabbassata (o almeno dovrebbe farlo, per coerenza) dopo che il modello veltroniano ha preso l'ennesima batosta (Calearo ha votato con la maggioranza).

Renzi, il gran rottamatore, (nonchè alfiere de IlPost di Luca "miopadreèunassassinoemiamogliepresentavailgrandefratelloberlusconiano" Sofri e Pippo Ciwati) è stato rottamato da stampa, e-lettori e opinione pubblica dopo l'exploit della visitina ad Arcore a piangere miseria da Silviuccio e chiedergli prebende per la sua città.

Il governo è diventato protagonista del film "Being Romano Prodi": auguri ai tre dell'ave maria, unici ostacoli alla sfiducia. Non ammalatevi, mi raccomando.

Il PD, invece, ha portato 206 voti di sfiducia su 206: la Mogherini è addirittura venuta col pancione, a momenti quasi partoriva in Parlamento.

Ma per il sagace Luca Sofri, il PD è da biasimare. La colpa, la responsabilità della mancata sfiducia, è tutta del PD e di Bersani, e per dimostrarlo cita pure il "per niente berlusconiano" Paolo Mieli.
Wow! A quando le citazioni di Roberto Gervasio, Mario Sechi, Vittorio Feltri?

Ricordiamoci che Luca Sofri (il cui intervento da me sopracitato è velatamente fatto suo anche da Ciwati, tanto per cambiare -sì, sono ironico-) gestisce anche "Il Post.it", sito di news e blog generalmente MOLTO interessante, ma che spesso viene gestito in maniera ultrafaziosa. Basti pensare che han pubblicato MILLE post su "Prossima Fermata Italia", han pubblicato ogni starnuto twitteriano di Renzi, ma han TOTALMENTE IGNORATO (i maligni -ok, io- direbbero "censurato") la grande manifestazione in piazza dell'11 Dicembre del PD bersaniano.

Non mi pagano nè per tessere le lodi di Bersani nè per attaccare Renzi, Sofri, Civati e compagnia cantante.
Non provo neanche particolare gusto nel farlo. E' spesso noioso e stancante.
Ma di ristabilire la verità (in mezzo a un mare di puttanate) no, non mi stanco mai.

PS: vi ricordate del grillino Antonino Monteleone di Exit, promosso da Telese come "grande e vero giornalista" (ve lo citavo in un altro post)? Le guardie del corpo di La Russa l'hanno vergognosamente menato davanti ai miei occhi, paradossalmente proprio quando, per una volta nella vita, faceva domande sensate e davvero giornalistiche. Vorrei dire che è il karma, ma temo, più semplicemente, di avergli portato sfiga. Scusa, Antonì.

PPS: Vi presento le due facce del Fatto Quotidiano. Un articolo elogiativo della piazza piddina-bersaniana dell'11 dicembre (neanche il Fatto è arrivato ai livelli di Sofri e de IlPost, pazzesco) e un altro articolo che utilizza la solita carta della Reductio-Ad-Alemum per attribuire anche la colpa del voto di fiducia di Cesario a D'Alema. Non capisco le argomentazioni a riguardo, mi pare più una supercazzola, il cui senso è "D'Alema si è candidato in Puglia (grazie al cazzo, è la sua circoscrizione) e non in Campania, togliendo un posto a Cesario, la cui brama di potere l'ha spinto a lasciare il PD". Oh, io ho capito così, ma premetto che ho dormito pochissimo ieri, per cui non connetto granchè. Cioè, se è colpa di D'Alema te lo infamo quanto vuoi, ma le giustificazioni esposte mi sembrano a dir poco pretestuose.

Non faccio neanche lo sforzo di argomentare, mi limito a pubblicare alcuni commenti all'articolo (fortuna che c'è chi ha gli anticorpi adeguati): "vabbè ma questa è una forzatura mostruosa, sicuri che non ci sia stato qualche PD a Dallas in quel triste giorno?" e ancora "Egregio Iurillo, lavorando nel suo territorio, ha saputo destreggiarsi nella selva politica della provincia campana. Ma per arrivare dove? La sua conclusione non è solo ridicola, ma è anche gratuitamente volgare. Lei è liberissimo di non apprezzare D’Alema, ma per continuare a far bene la sua professione ci risparmi volgarità di questo tipo. Non guardi ai Belpietro & C. e sicuramente la qualità del suo lavoro potrà migliorare." oppure "Adesso è chiaro: è tutta colpa di D’Alema! Invece Tonino, l’amicone di Travaglio con il quale partecipava alla kermesse di partito a Bologna, è una vittima innocente. Parola del Falso Quotidiano, l’organo di partito di IDV. Sì, siete molto credibili." e anche "Caro Demmini, nulla di nuovo. Mentre l’IDV perde i pezzi questo giornale si affanna a tirare in ballo gli ex PD (ex nel vero senso della parola perchè Calearo e Cesario già da molti mesi erano andati altrove) per fare pari e patta.
Ma stavolta sono meno credibili del solito, visto che si mettono a citare oscuri maneggi del due Scilipoti-Razzi che finchè gli onerovoli erano nell’IDV erano stati pietosamente taciuti. Il buonsenso, però, ci dice che se D’Alema o Veltroni sono responsabili per Cesario e Calearo, Di Pietro lo è per Razzi e Scilipoti."

"No, assolutamente, che dici?Scilipoti, Razzi, Misiti, Porfidia (4 eletti nell’iDV che voteranno per Berlusconi) sono stati imposti a Tonino Di Pietro da D’Alema e Violante nel 1996, dopo la Bicamerale. Ovviamente queste notizie sono state tenute nascoste da Di Pietro e dal Falso Quotidiano perché D’Alema li ha minacciati. E le hanno tirate fuori solo adesso per colpa di Veltroni. Che schifo il PD! Franceschini e LaRussa sono uguali, come dice Il Falso Quotidiano, quotidiano di partito di IDV!"

"Leggendo il titolo pensavo a chissà quali altre colpe dovessero venire ascritte a D’Alema, che di colpe ne ha, ma questa proprio ve la potevate risparmiare."

"quando, per avvalorare una tesi si usano forzature ed ellissi in modo tale da rendere, de facto, falsa la proposizione, non si fa altro che togliere credibilità alle ricostruzioni che invece poggiano su solide basi.
Contar frottole è il modo migliore perchè tutto appaia una balla, anche le cose vere.
A me d’alema non piace ma questo articolo e le basi su cui poggia, non stanno nè in cielo nè in terra, solo nella testa dei malfidenti."


"eheheheh il Fatto continua con la sua campagna elettorale.
Gli eletti del Pd che voteranno la fiducia al governo sono scelte sciagurate dei vari Veltroni, D’Alema ecc.
Quelli dell’IDV che lo faranno sono delinquenti che hanno tradito il nobile Di Pietro."

"dare addosso a d'alema anche per questo motivo è ridicolo.Publicando tali fandonie delegittima anche gli altri interventi.Suvvia un pò di serieta"

"Ma basta con sta storia che D’Alema ha tutte le più gravi colpe e responsabilità perfino dell’attuale malgoverno costituito da disgustosi lestofanti! Si sta esagerando! Qualè la responsabilità di D’alema per aver preferito la Puglia del conseguente abbandono di Cesario dal PD passato all’Api di Rutelli finendo all’attuale sostegno a Berlusconi? Non vedo alcun nesso, la verità è che va di moda ritenere responsabile D’Alema di ogni male italiano, mentre i mafiosi restano tranquillamente al governo. Cerchiamo per una volta di essere corretti!"

"L’autore è così ingenuo – nel senso di ignaro, inconsapevole, ecc… – da (fingere di) non sapere nulla del rapporto tra politica e territorio.
Non sa (per giovanile cecità o per cecità voluta) che il “deputato di gallipoli” è, appunto, il “deputato di gallipoli”. Ma almeno il direttore poteva spiegarglielo. Ricorda, Padellaro, il deputato di gallipoli?
Ahimé nell’epoca berlusconiana ormai ognuno può dire quello che vuole. E un giornale può far copie eccitando deliri di questa fattura. Tanto nessuno protesterà contro sciocchezze come questa. Mala tempora currunt. E’ l’epoca di Fede e di Minzolini."


"Egregio Iurillo
Il suo pezzo è degno di Sallusti.
Con la differenza che forse Sallusti avrebbe messo più sostanza (magari inventando) tra il titolo e la conclusione.
Complimenti al Fatto per l’evidenza riservataLe.
Poi sarebbe il PD a tenere in vita Berlusconi, eh…."


E ora il commento migliore:

"Pare che D’Alema sia il responsabile del terremoto del 1980. Inoltre si dice che sia stato anche l’untore del colera a Napoli. Sembra che sia stato un suo avo e non Gavrilo Princip a far scoppiare la prima guerra mondiale.
Ma non vi sembra di esagerare? Dare la colpa a D’Alema di tutto? Era il capolista del PD in Campania ed in Puglia. Doveva optare per la sua regione, era giusto ed è stato un atto di correttezza nei confronti dei campani. Non è venuto a rubare i voti in altra regione."

E questo è quanto.